I movimenti e le posizioni dei neonati in acqua: Un approccio evoluzionario

Il cammino bipede fu un fenomeno importantissimo che ha creato una serie di condizioni indispensabili per lo sviluppo percettivo ottimale, diminuendo però dall’altro lato capacità importanti per la sopravvivenza, quali ad esempio la velocità. Desmond Morris definisce l’uomo in una delle sue opere più importanti, “La scimmia nuda”, come uno scimmione nudo che recupera le sue origini in ambiente acquatico. La teoria acquatica, fa riferimento agli studi di Max Westenhofer,un patologo tedesco nel 1942 e dal biologo marino Alister Hardy nel 1960. La “Aquatic Ape hypothesis” o AAT, propose che gli antenati dell’uomo moderno, vissero per un periodo di tempo in un ambiente acquatico. Molte furono le critiche rivolte alla AAT. La capacità visiva tridimensionale, la manipolazione da parte degli arti e le dimensioni del cervello permisero all’essere umano di dominare inizialmente l’ambiente terreno, tra le foreste. L’organizzazione progressiva dell’individuo è quindi il risultato di una maturazione neurobiologica e psichica secondo una dinamica evolutiva.

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L’esplorazione in acqua: piccoli pesciolini crescono

Alla luce delle teorie sopra esposte, è chiaro come l’acqua sia un elemento che accompagna il piccolo sin dalla vita intrauterina. Recenti ricerche hanno dimostrato la capacità di nuotare dei neonati: questo risulta sorprendente. I bimbi non sanno spostarsi da un luogo all’altro appena nati, ma se immersi nell’acqua divengono abili nei movimenti (Desmond Morris, 2008). Questa abilità sembra innata, ma come si spiega? Di certo i bambini ritrovano nell’ambiente acquatico ciò che hanno lasciato del mondo all’interno del ventre materno. Ma è possibile che ci sia una spiegazione filogenetica?

In primis, esistono diverse scuole di pensiero, ma è fondamentale mantenere il bimbo in posizione seduta, con le vie aeree libere e far sempre sentire al piccolo il contatto con il genitore. Il contatto è un segno d’amore per il bambino, è la conferma della presenza dell’adulto e il fatto che qualsiasi cosa accada il genitore può rispondere ai bisogni del piccolo. I bambini immersi in acqua, in posizione prona, con la mano del genitore che accarezza e sostiene il pancino del bimbo, non mostrano segni di paura. 

Trattengono il respiro galleggiando serenamente con gli occhi completamente aperti. Se l’adulto leggermente ritira la mano, i bimbi iniziano a compiere movimenti innati con le gambe e da qui si apre l’esplorazione nel nuovo elemento acqua. Sembra quindi che i bambini abbiano un talento innato nell’elemento acqua e che lo affrontino con serenità, sostenuti dalle cure dell’adulto sempre a loro disposizione. I genitori durante questo tipo di attività devono essere rassicurati, poichè la loro ansia potrebbe indurre il piccolo a respingere la nuova esplorazione. Primariamente a bordo vasca, dove può essere effettuato un massaggio corporeo, mantenendo l’importanza del contatto fisico. Possono essere utilizzati anche oggetti come la spugna. E’ qui che entrano in gioco elementi psicomotori affettivi. Successivamente il genitore sempre a bordo vasca, con il piccolo tra le cosce immerge i piedini in acqua.

 In seguito il piccolo sarà spostato affianco del genitore mantenendo un costante contatto. il genitore in acqua con il bambino deve sempre mantenere una accurata attenzione, e soprattutto deve contenerlo. Si comincia così un percorso acquatico caratterizzato dai primi brevi percorsi in braccio al genitore. Nelle settimane a seguire, i genitori noteranno dei cambiamenti rapidi, e la acquisizione da parte del bimbo di familiarità e serenità nell’elemento acquatico.

E’importante, anche in acqua,la stimolazione psicomotoria da parte dell’adulto. Il primo passaggio sta nell’aiuto del sostenimento con le braccia, che si riferisce ad una evoluzione dei primati. Sono competenze fisiologiche: la presa alle manine, presa con il bastone, o la presa con gli anellini. Si sfruttano ancora in questa fase, i riflessi, per esempio il riflesso di Grasping provocando delle piccole oscillazioni. Successivamente, è possibile praticare la cosiddetta posizione a “granchio”, che dipende dall’adulto ma anche da quanto il bambino provi piacere nell’essere stimolato. 

La stimolazione psicomotoria, aiuta lo sviluppo dell’equilibrio, dell’orientamento. Se la stimolazione psicomotoria ha provocato delle esperienze positive, si può guidare il bimbo e il genitore verso l’immersione. L’immersione sfrutta il riflesso di apnea, anch’esso riflesso ancestrale, attraverso un soffio sul volto del piccolo da parte dell’adulto. La tempistica è lenta per far si che il bambino si immerga tranquillamente. L’immersione consiste nel far scivolare delicatamente il bambino nell’acqua. L’importanza dei tempi è che il bambino riesca a rielaborare lentamente l’accaduto.

Il rassicurare i genitori, è un’impresa ardua e faticosa, ma è importante per far vivere al piccolo un ambiente sereno e tranquillo.

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Conclusione

L’importanza dunque, del corpo terrestre e del corpo acquatico. Della trasformazione che il bambino attua all’interno dell’elemento acqua, a livello di respirazione, posizione, propriocettività. L’idea che i movimenti acquatici accompagnino l’uomo, nel suo essere psiche e corpo, sin dalle forme evolutive più arcaiche. L’ascolto del respiro, del tono muscolare, l’ascolto del bambino. Questo è ciò che con questo lavoro ho voluto sottolineare. L’acqua porta alla riflessione su noi stessi, e i bambini questo lo percepiscono. Piccoli pesciolini che ritrovano nell’acqua il loro essere naturale. Forse Hardy non aveva poi così torto…come nemmeno Darwin! La nostra storia è scritta filogeneticamente nel nostro corpo. 

Non possiamo prescindere da essa e nelle diverse fasi del nostro sviluppo questa si manifesta, sempre! Vorrei concludere con una citazione di Khlil Gibran, noto poeta libanese: “Il cuore è acqua che scorre”. E io aggiungo che ascoltare il nostro cuore e quello dei nostri bambini, significa dare loro un dono prezioso, e l’acqua come elemento evolutivo nella storia dell’essere vivente, può aiutarci in questa missione: ascoltare e donare amore.

Francesca Sordina

Bibliografia

Charles Darwin, (1859). L’Origine delle Specie. Rizzoli

Charles Darwin, (1844). The Foundations of the Origin of Species. Newton Compton editori, Milano.

Desmond Morris, (2008). Bebè. Lo straordinario segreto della vita. DeAgostini, Novara.

Desmond Morris, (1967). La scimmia nuda. Studio zoologico sull’animale uomo.Bompiani, Milano

Dr.ssa Paola Dal Molin, (2013-2014). Chinesiologia. Appunti delle lezioni a cura della Dr.ssa Paola Dal Molin. CISERPP Srl Editore, Verona

Elena Balsamo, (2007). Sono qui con te. L’arte del maternage. Il leone verde, Torino

Franco Boscaini, (2009). Lo sviluppo psicomotorio. CISERPP Srl, Verona

John Bowlby, (1989). Una base sicura. R.Cortina, Milano 

Prof. Andrea Camperio Ciani, Lylybeth Fontanesi, (2010-2011). Dispensa di Etologia. Padova

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