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Acqua e sessualità

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Acqua e sessualità 

Noemi Croci 

ostetrica

 

 

“Vi racconto della sirena 

Che ha un aspetto molto strano 

Perché dalla vita in su 

Essa è la più bella cosa del mondo 

Con le forme del corpo di una donna. 

Ma l’altra parte ha la forma di 

Un pesce o di un uccello…” 

 

Guillaume Le Clerc, Il bestiario 

 

La Sirena, femme fatale del mare, diventa in molte opere simbolo universale della seduzione femminile e del 

piacere: il primo fu Omero che diede alle Sirene una voce incantatrice, non descrivendo il loro aspetto fisico, 

ma narrando le loro doti canore sublimi e incomparabili. 

Questa  immagine  di  donna  bella,  affascinante,  dai  capelli  lunghi  con  scaglie  e  pinne,  rappresenta 

perfettamente la stretta relazione tra Eros e acqua. 

Sandor Ferenczi, pioniere della psicoanalisi in Ungheria, considerò l’atto sessuale come una regressione al 

periodo prenatale, alla vita nel liquido amniotico. La vita dell’uomo è contrassegnata da una catastrofe: la 

nascita rappresenta la sintesi individuale di questo grande trauma che con il prosciugarsi degli oceani, ha 

costretto gli esseri umani a rinunciare alle branchie per adattarsi alla vita terrena. La vita intrauterina non 

sarebbe  altro  che  la  ripetizione  della  precedente  forma  di  esistenza  acquatica:  il  liquido  amniotico 

rappresenta  l’oceano,  mentre  l’embrione  è  paragonato  ad  un  pesce  che  nuota  nell’acqua.  Come  i  pesci 

assorbono ossigeno per osmosi dalle branchie, così il feto riceve ossigeno e nutrimenti dai villi coriali che 

galleggiano nel mare sanguigno placentare. L’orgasmo è il sentimento oceanico di fusione delle “acque” della 

nostra intimità” (saliva, sperma e liquidi femminili) e di quiete che precede la comparsa della vita. 

Anche  nella  medicina  tradizionale  cinese,  il  liquido  spermatico  e  le  secrezioni  vaginali  sono  “acque” 

fondamentali per i processi vitali e la saliva vieni considerata il liquido da cui viene distillato un “elisir di lunga 

vita”. La tradizione taoista chiama l’orgasmo femminile “Alta marea” e il rapporto sessuale viene visto come 

“nuvole e pioggia”, facendo riferimento alle emissioni fluide che compaiono durante il rapporto. 

 

“Quando l’uomo e la donna indulgono liberamente al sesso, scambiando reciprocamente i loro liquidi corporei 

e il loro respiro, è come il fuoco e l’acqua che si incontrano in proporzioni così perfette che nessuno dei due sopraffà l’altro. L’uomo e la donna dovrebbero fluire e refluire nel rapporto sessuale come le onde e le correnti 

del mare, prima in una direzione, poi nell’altra, ma sempre in armonia con la Grande Marea. In questo modo 

possono continuare tutta la notte, nutrendo costantemente e preservando la loro preziosa Essenza vitale, 

curando tutte le affezioni e favorendo la longevità…” 

Classico della donna ordinaria (Su Nu Jing) 

 

L’acqua  rappresenta  per  l’essere  umano  un  ritorno  al  periodo  gestazionale,  all’affetto  materno:  questi 

richiami inconsci legati all’origine della vita creano un forte legame con l’eros, attribuendo all’acqua un forte 

potere erotico.  

Questo  potere  ha  sempre  caratterizzato  molti  poemi  e  leggende.  Persino  nella  Bibbia,  Re  Davide  viene 

travolta da una violenta passione avendo visto Betsabea fare il bagno. 

Grande fonte dell’immaginazione, l’acqua ha sempre inspirato famosi poeti per il forte legame che crea con 

le fantasie della vita sessuale. 

 

“…Laggiù lo zampillo loquace, 

che sempre ripete il suo verso, 

prolunga l’ebbrezza fugace 

in cui l’amor tuo m’ha sommerso…” 

C. Baudelaire, Lo zampillo 

 

L’immersione dei corpi in acqua crea isolamento, intimità ed espone meno la fisicità permettendo al corpo 

di abbandonarsi maggiormente al piacere; recenti studi hanno dimostrato come la “sessualità acquatica” sia 

molto più soddisfacente e divertente. 

Il sentirsi avvolta e protetta dall’acqua, crea nelle donne una profonda regressione: vengono eliminati tutti 

gli inutili stimoli, si isola del resto del mondo, dimenticando tutto ciò che ha imparato, tutto ciò che sa per 

lasciare spazio all’istinto, senza freno e senza controllo. 

Inoltre  l’acqua  è  un  lubrificante  naturale,  modula  la  temperatura  e  riduce  la  secrezione  di  ormoni  che 

vengono prodotti ad un ritmo molto rapido quando siamo spaventati; a seconda del momento, può creare 

un effetto più eccitante o più distensivo. La doccia ha un effetto vasodilatatore, che potenzia l’eccitazione 

femminile; le onde del mare offrono un potenziale erotico molto alto perché scatenano il lato più istintivo di 

ogni donna. 

Nei sogni il grembo materno viene rappresentato dall’acqua ferma come quella di un lago, mentre le onde 

forti e incontenibili simboleggiano gli impulsi sessuali. Immagine simbolo del legame tra Eros e acqua ci viene fornito dalla pittura:  

 

Édouard-Henri Avril, conosciuto con lo pseudonimo di Paul Avril, fu un illustratore di letteratura erotica. In 

questo dipinto “Piccole Saffo crescono” illustra l’amore trasgressivo tra due donne seguita, sullo sfondo, dalla 

stessa trasgressione, ma questa volta protagoniste sono le sirene. Ecco che l’autore crea perfettamente la 

relazione tra sesso femminile, sirene ed acqua. 

Federico Fellini è un esempio di come il cinema ha ampiamente utilizzato il significato simbolico dell’acqua: 

ricorderemo tutti la famosissima scena dell’incontro di Sylvia e Marcello nella fontana di Trevi e il finale sulla 

spiaggia del film “La dolce vita”. 

 

Anche le pubblicità, da sempre, ha sfruttano il potere erotico dell’acqua: basti pensare allo spot di un famoso 

profumo degli stilisti Dolce e Gabbana, girato nel mare nei pressi di Capri. Il protagonista è impegnato in una 

sensuale scena d’amore con una splendida ragazza: dopo una nuotata tra le acque limpide ed azzurre, i due 

risalgono su una banchina di cemento per lasciarsi andare alla scena del bacio, ritenuta dagli statisti inglese 

la più sensuale mai concepita per una pubblicità. Solo il ciack interrompe lo spot, lasciando però le porte 

aperte all’immaginazione di chi sta vedendo la pubblicità. 

 

Michel Odent sottolinea questo forte legame tra uomo e acqua configurando nell’ Homo Aquaticus l’anello 

mancante della teoria della genesi dell’uomo. A causa di un diluvio, solo gli avi più intelligenti riuscirono a 

sopravvivere adattandosi ad un ambiente acquatico, per poi riprendere a vivere sul continente dopo che le 

acque si erano nuovamente ritirate. Nel periodo acquatico, l’uomo dovette imparare a camminare nelle 

acque basse, a nuotare ed ad immergersi per trovare cibo; forse fu in questa situazione che i nostri avi 

impararono a stare eretti e ad avere più sensibilità nelle mani, poiché molluschi e conchiglie non riuscivano 

ad  essere  individuate  chiaramente  con  la  vista.  Oggi,  secondo  Odent,  merita  di  essere  chiamato  Homo 

Sapiens solo chi non turba il ciclo dell’acqua perché, purtroppo, si stanno moltiplicando gli Homo Demens, 

che distruggono tutto e inquinano le acque. L’uomo che deve tutto all’acqua è diventato sabotatore del suo 

ciclo. 

 

 

Bibliografia 

o  M.Odent, L’acqua e la sessualità, red edizioni, 1991 

o  P.Consigli, L’acqua pure e semplice – l’infinita sapienza di una molecola straordinaria, Tecniche nuove 

edizioni, 2005 

o  www.wikipedia.it 

o  www.psychomedia.it 

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