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ACQUA….Dialogo in gravidanza

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ACQUA….

Dialogo in gravidanza

 

 Somma Lombardo 6 Aprile 2014

Premessa

L’acqua è elemento e culla in cui ha inizio e si sviluppa ogni forma di vita. Infatti nel grembo materno il bambino è immerso nel liquido amniotico, che svolge diverse funzioni, di cui la più importante è la protezione; ciò è reso possibile grazie alla ridotta forza di gravità, che in acqua è di circa 7 volte minore rispetto alla terra.

Tale caratteristica risulta essere fondamentale affinché l’elemento acqua possa essere considerato strumento idoneo per l’acquisizione di nuovi gesti, recuperare parte di movimenti o azioni già note, ma dimenticate e di potenziare capacità residue al fine di permettere alla persona di raggiungere l’autonomia.

In conclusione è possibile sostenere che l’Acqua sia il mezzo attraverso cui ogni Persona possa scoprire le proprie caratteristiche individuali e trasformarle in punti di forza su cui poter  costruire il proprio percorso di vita.

 

Acquaticità e gravidanza

 

L'acqua è l'elemento femminile per eccellenza: coccola, sostiene, massaggia, nutre, contiene e procrea; infatti la vita nasce nell’acqua…

Essa è elemento naturale che ci accompagna nel grembo materno e l’immersione in acqua non fa altro che condurci verso un piacevole ritorno ad uno stato di benessere sensoriale e di abbandono delle proprie difese.

L’acquaticità in gravidanza ha come obiettivo quello di aiutare la donna  a praticare un sano movimento, a vivere meglio i cambiamenti del proprio corpo e a prepararsi con maggiore consapevolezza e coscienza  al momento del travaglio e del parto.

Il corso utilizza l'acquaticità come importante strumento di aiuto nel far percepire alla donna le modificazioni del proprio corpo indotte  dalla gravidanza. Non si tratta, quindi,  semplicemente di un riadattamento, all'interno dell'acqua, dei classici esercizi di fitness, ma di un percorso interamente realizzato sulla base delle conoscenze scientifiche circa i bisogni, le aspettative, le potenzialità della donna in gravidanza. In questi corsi l’obiettivo non sarà solo quello di proporre esercizi fisici al fine di far svolgere movimento, ma si dovranno tenere conto di tutte le esigenze della donna in questa fase emotivamente delicata della sua vita.

Gli obiettivi sono, pertanto, molteplici e possono essere così riassunti:

  • Ridurre in modo significativo l'intensità del mal di schiena;  infatti durante la gravidanza, per via dello spostamento del baricentro, si verifica una iperlordosi, responsabile del mal di schiena. Il movimento in acqua, effettuando una decompressione a livello della colonna vertebrale permette un più facile ritorno alla fisiologica curvatura del tratto lombare, con conseguente miglioramento del disturbo alla schiena;
  • Rafforzare, tonificare e rendere più "flessibili" i muscoli coinvolti in gravidanza e durante il parto (perineali, addominali). Tale condizione è ottenuta grazie alla capacità operativa di sfruttare l'effetto di contro resistenza che l'acqua esercita opponendosi allo spostamento di un corpo immerso: la resistenza aumenta con l'aumentare della velocità del movimento: è, quindi, possibile controllare l'intensità del lavoro attraverso la velocità del movimento, condizione che non è consentita a "secco";
  • Aumento diuresi,  legato alla stimolazione vagale con riduzione di noradrenalina; ciò favorisce una ridistribuzione dei liquidi;
  • Migliorare l'efficienza del sistema circolatorio; grazie al micro massaggio continuo dell’acqua i muscoli attivano il  loro effetto pompa, infatti contraendosi aiutano il sistema venoso a riportare il sangue e i liquidi dalla periferia al centro, riducendo così gonfiori e vene varicose;
  • Diminuire il carico sulle articolazioni degli arti inferiori, in quanto il peso in acqua si riduce di circa 7 volte rispetto che sulla terra;

·      Migliorare l'equilibrio statico e dinamico, la coordinazione intersegmentaria, la regolazione del tono posturale;

  • Migliorare le capacità respiratorie;
  • Aumentare il livello soglia di percezione del dolore;
  • Rendere il movimento più semplice che fuori dall'acqua, infatti qui i movimenti sono più fluidi e ampi grazie alla mancanza della forza di gravità che limita ne l’esecuzione sulla terra;
  • Favorire comunicazione madre-bambino, in quanto in acqua entrambi sono maggiormente rilassati e propensi all’asciolto attivo e reciproco;
  • Aiutare la donna nella presa di consapevolezza dei propri bisogni, tempi, spazi e del proprio corpo (percezione corpo e respiro);
  • Fornire gli strumenti per la percezione del proprio nuovo schema corporeo, al fine di potenziare le capacità;
  • Non influisce sull'inizio del travaglio, inducendolo o posponendolo;
  • Riduce il rischio di diabete gestazionale.

A tali considerazioni si va ad aggiungere l'effetto assolutamente benefico esercitato dall'acqua non solo sul nostro corpo ma anche sulla nostra mente; infatti il connubio movimento-acqua risulta essere eccellente, poiché in tale elemento la donna in gravidanza riesce a compiere tutti quei movimenti, che a causa delle modificazioni del proprio corpo, sulla terra non le sono più concessi. La donna immersa in acqua percepisce solo 1/7 del proprio peso; tale condizione le permette di muoversi  come meglio preferisce aiutando sè stessa non solo a sentire una sensazione di benessere interiore, ma anche a muovere effettivamente le diverse parti del proprio corpo, in modo particolare, la colonna vertebrale, il bacino, gli addominali, il perineo, il pavimento pelvico, il torace e la mente, raggiungendo così un effettivo benessere psico-fisco che l’aiuterà e la sosterrà a vivere questo momento unico ed irripetibile nel modo migliore.

 

La componente rilassante

 

L’acqua insegna ad avere pazienza, ad acquisire la calma e la tranquillità dei movimenti, facilita il rilassamento e l’isolamento da stimoli esterni, arrivando ad avere un maggior contatto con la parte più intima, aiutando così ad abbandonare la parte più razionale.

 L’acqua scioglie tensioni, culla, sostiene e permette l’abbandono e l’apertura favorendo la condizione della donna di “stare” invece di “fare”, cioè di recuperare la capacità di vivere il “qui e ora”, anche grazie alla produzione di endorfine.

Essa inoltre aiuta a instaurare e a mantenere la relazione mamma-bambino, fondamentale già nel periodo prenatale, poiché aiuta le due figure a conoscersi, ad amarsi e a rispettare i tempi di entrambi.

Risulta perciò importante dedicare una parte della lezione, generalmente quella finale, al rilassamento poiché è proprio in questo spazio che la donna abbandona tutte le sue difese e si dedica al completo ascolto del proprio corpo. E’ proprio in questo momento che la donna e il bambino riusciranno a comunicare reciprocamente.

Dare spazio a questa esperienza sarà utile ed indispensabile per la creazione del rapporto madre-bambino che accompagnerà la diade per la vita.

 

Acqua per la comunicazione

Il movimento è la prima forma di comunicazione che l’essere umano utilizza ancor prima di nascere. Egli infatti già nel grembo materno comunica con la madre e con il mondo attraverso movimenti come i calci; dopo la nascita manifesta i suoi bisogni primari con il “dialogo tonico”, che invece delle parole utilizza il movimento. Con l’avvento della parola il movimento riveste un ruolo molto importante, in quanto sottolinea, rafforza o smentisce quello che comunichiamo con la parola.

Ma perché  proporre quindi durante la gravidanza un percorso acqua?

L’acqua presenta diverse caratteristiche che la differenziano dalla terra ferma e la rendono un ambiente particolarmente favorevole all’apprendimento precoce di determinati gesti motori. La peculiarità più importante è sicuramente la ridotta forza di gravità, minore di 7 volte rispetto a quella presente sulla terra, che, combinata alla spinta idrostatica, permette il galleggiamento. Grazie alla spinta di galleggiamento, o idrostatica, il peso del corpo si riduce, scaricando (a dipendenza del livello di immersione)  la colonna vertebrale e gli arti inferiori; inoltre il tono muscolare di base si riduce, anche grazie alla temperatura dell’acqua che si aggira tra i 32-33°C, favorevole al suo rilassamento.

Anche a livello dei cinque sensi si osservano numerose perturbazioni, l’acqua della piscina ha un odore e un sapore particolari, che possono risultare spiacevoli; la visione della superficie dell’acqua può creare sensazioni simili al mal di mare, mentre sott’acqua la visione è confusa e ciò può creare insicurezza e timore. L’ambiente può essere rumoroso e fastidioso, ma sott’acqua il particolare silenzio che vi regna favorisce l’ascolto dei propri ritmi biologici, infondendo tranquillità. L’acqua sul viso può creare alcuni disagi, mentre si percepisce il corpo avvolto, massaggiato e protetto e ciò determina sensazioni di profondo piacere.

L’esperienza che la gestante compie in acqua è ricca di scoperte tattili e fisiche, infatti essa è a-formale, poichè non è possibile afferrarla e trattenerla, non possiede una forma propria ma si adatta a quella del recipiente in cui è contenuta e avvolge ciò che si trova al suo interno; è dunque “contenuto”, ma anche “contenente”. In acqua la donna sperimenta ed apprende il concetto di tridimensionalità, provando ad immergersi, riemergere e galleggiare (sotto, sopra, avanti e dietro).

L’acqua viene vista come un elemento magico, “prodigioso”, poiché l’assenza di forma, la trasparenza, il movimento della superficie e gli spruzzi stimolano la curiosità e permettono l’attività simbolica. La piscina diventa quindi uno spazio privilegiato di gioco e di relazione, dove l’attività ludica di gruppo ed individuale è facilitata, resa allegra  e coinvolgente dall’acqua stessa. 

L’acqua favorisce i rapporti interpersonali, privilegia le relazioni affettive, sollecita esperienze sensoriali e corporee; il percorso di adattamento all’ambiente acquatico si rivela un’esperienza di tipo globale, infatti tutte le sfere della personalità, psicologica, sensoriale, motoria, cognitiva e sociale, vengono coinvolte in tale processo. L’obiettivo principale dell’ambientamento acquatico è quello di creare il proprio personale rapporto con l’acqua, cioè percepire tutto ciò che accade in essa, controllare il proprio corpo immerso, gestire l’emotività, l’affettività e l’ansia, condividendo tale avventura con altre persone al fine di ottenere piacere e benessere.

E’ proprio qui che la donna può compiere un percorso di regressione che la porta ad abbandonare il suo “io presente” e a rindossare gli abiti dell’ ”io passato”; in questo modo riuscirà a percepire cosa accade dentro di lei, senza preoccuparsi del cosa accade intorno.  Durante questo periodo magico, unico ed irripetibile, la donna dovrebbe riuscire a dedicare degli spazi all’ascolto del bimbo che porta in grembo, che trascorsi i 9 mesi stringerà tra le braccia e sarà una parte staccata di lei.

Quando entra in acqua la gestante dovrà essere aiutata a percepire i cambiamenti che avvengono nel suo corpo, sia modificazioni a livello corporeo, e quindi esterne, ma soprattutto verso quei cambiamenti che avvengono al suo interno, ad esempio il bambino scalcia, si ferma si agita…

Durante l’attività in acqua l’attenzione della donna dovrà essere portata sulle modificazioni del comportamento del suo bambino, ad esempio con un esercizio più inteso cosa fa e quando ti rilassi?. Questo perché vari studi hanno dimostrato che il  bambino, già nella vita prenatale reagisce ai diversi stimoli che la mamma gli sottopone e li memorizza; non a caso riconosce fin dai primi minuti di vita lontano dal grembo la voce della madre e al suo suono si tranquillizza.

L’acqua quindi deve essere utilizzata come ponte che unisce l’universo mamma con l’universo bambino, poiché tali esperienze aiuteranno la creazione del rapporto unico che si instaurerà tra i due.

Durante l’attività il bambino reagisce in modo diverso ai vari stimoli e memorizza le diverse sensazioni; se la mamma si muove anche lui fa lo stesso, se la mamma si rilassa lui la imita oppure sfrutta questo momento per comunicare con lei.

Ruolo importante viene anche giocato dagli esercizi in immersione, che per la loro caratterista di richiedere alla mamma di “immergersi” completamente in acqua e qui rilassarsi offrono ai due protagonisti di sperimentare sensazioni nuove. Immersi in questo liquido che avvolge, protegge e massaggia i due diventano una cosa sola, l’uno nell’altro possono scambiarsi messaggi di Amore e coccole senza che ci siano interferenze esterne.

Concludendo l’esperienza “acqua in gravidanza” è sicuramente un modo per costruire fin dalla vita prenatale un rapporto forte con il bimbo che si porta in grembo; si dovranno però focalizzare molte attenzioni sulla pancia che a seconda degli stimoli invierà sia alla mamma che al bambino in essa contenuto messaggi differenti.

 

Conclusione

Gli stati dell’io prenatale sono pezzi di esperienza presente e passata; durante la gestazione il feto è continuamente interessato da flussi esperenziali che danno consistenza al suo Io; le stimolazioni, le emozioni, il rapporto col mondo intrauterino e con il mondo esterno, sono forze coinvolte nella maturazione psichica. Quindi possiamo dire che la vita psichica inizi nel periodo prenatale e che un bambino si sviluppa anche come comunicazione e relazione. Il bambino è un essere profondamente relazionale, in grado di comunicare e di dare e ricevere amore; egli è il ‘primo attivatore della relazione’ (Gabriella Ferrari). Grazie alle sue capacità sensoriali il feto ha esperienze di contatto (verso l’esterno, l’interno, nella relazione). Tutto il contatto è adattamento creativo tra organismo e ambiente (Perls, Hefferline, Goodman, 1997). Il bambino ha capacità creative ed è consapevole nel dare una risposta volontaria. Riconoscere al bambino queste competenze e la volontarietà, significa riconoscergli una vita psichica, un’identità biologia, psicologica e emotiva.

e RISPETTO DEL BAMBINO significa che egli ha il diritto di essere
Ascoltato
Capito
Accettato
Amato così come è
ricevendo adeguati feedback ai suoi messaggi,
sostegno e apprezzamento positivo nelle sue iniziative…
allora anche il BAMBINO PRENATALE ha il diritto di essere
Ascoltato
Capito
Accettato
Amato così come è
ricevendo adeguati feedback ai suoi messaggi,
sostegno e apprezzamento positivo nelle sue iniziative
.

Appunti di esperienza diretta

Io “abito” da sempre l’acqua, ma devo dire che quando aspetti un bambino “vivi” l’acqua in modo completamente diverso. Questo elemento è magico, poiché ti aiuta a percepire delle sensazioni che sulla terra ferma non avverti. E’ mediatrice di emozioni che al suo interno si sprigionano con una forza tale da penetrarti.

In gravidanza ho seguito corsi specifici in acqua, ma andavo in piscina anche solo per rilassarmi o praticare da sola attività generiche. Ogni volta che mi immergevo in acqua lei mi abbracciava, mi cullava e mi sosteneva, proiettandomi in una dimensione solo mia; qui potevo avvertire tutte le evoluzioni che il mio bambino (Tommaso) compiva; altre volte invece l’acqua aveva effetto rilassante anche su di lui e finalmente potevo godermi qualche attimo di pace senza sentire terremoti dentro di me. Oltre a numerosi benefici fisici, già lungamente elencati e spiegati, l’elemento acqua mi ha permesso non solo di “mantenermi attiva ed in forma”, ma anche e soprattutto di rendermi effettivamente conto del miracolo che stava crescendo dentro di me; attraverso di lei ho potuto sentire instaurare, crescere e mantenere quel particolare dialogo tonico, poichè composto solo da movimenti, con Tommaso. Tale particolare legame è quello che poi ha permesso di potermi prendere cura di lui, di accudirlo e capire i suoi bisogni.

In Conclusione l’acqua deve essere visto come elemento amico, come ponte e creatore di legami, un potente strumenti di aiuto nelle diverse fasi della vita che potrà dare beneficio e sollievo se usato correttamente.

  

Bibliografia

 

Testi utilizzati

 

Di Gregorio R., Acqua e movimento in gravidanza, Edicola 2003.

Dispensa F.I.N., Benessere psicofisico in gravidanza, Coreggio 11-12-13 Marzo 1994.

Gambi A., acquaticità e benessere in gravidanza L'acqua prima, durante e dopo il parto, Pavia 1997.

 

 

 

 

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- PRENATALE                                     
LAZIO: Roma
LOMBARDIA:  Castano Primo - MI
VENETO: Terme di Montegrotto - PD

- NEONATALE
LAZIO:  Roma
LOMBARDIA: Milano,