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Laboratorio sonoro nell’acquapsicomotricità infantile

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Laboratorio sonoro nell’acquapsicomotricità infantile

 

Ho scelto questo argomento in seguito alla mia esperienza di tirocinio, dove era presente un operatrice esperta in musicoterapia.

La musica nell’acquaticità neonatale ha un triplice aspetto:

1)    Rafforzare il legame della diade mamma (papà) bambino

2)    Organizzare una “struttura” dentro cui si possano muovere genitori ed operatori

3)    Offrire un valore aggiunto studiato ad hoc per gli utenti che non sia solo un sottofondo musicale.

 

Andiamo ad approfondire i 3 aspetti nello specifico:

 

RAFFORZARE IL LEGAME DELLA DIADE

Nei bambini fino ai 3 anni, la pelle è un vero organo di senso ( che poi si atrofizza man mano che si privilegiano le orecchie) si cerca di ricreare quello che era l’ambiente uterino sfruttando l’acqua calda e stimolando il bambino proprio attraverso questo enorme orecchio che è il suo corpo.

I genitori vengono sollecitati ad ascoltare il cd che contiene sempre le stesse musiche usate in vasca  così da trovare una canzone che leghi entrambi. Quando la mamma riconosce la “loro” canzone dovrebbe stringere al petto il proprio bambino e, cantando, ricreare quel legame e quella comunicazione, come in gravidanza, fatta di voce ma anche di suoni corporei, respirazione, battito cardiaco.

 

 

ORGANIZZARE UNA STRUTTURA

Il cd che si usa in vasca consiste in una sequenza di 60 minuti che alterna musica e silenzio (in realtà sottofondo di onde). Questa alternanza permette di focalizzare meglio i diversi momenti di lavoro e separare ogni singolo evento. Ne sono stati realizzati 2 uguali tra loro tranne che nella parte centrale poiché le canzoncine cambiano. Quello consegnato ai genitori ha tutte le canzoncine di quelli usati in vasca più la parte iniziale e finale.

INIZIO (ACCOGLIENZA): dura circa 10 minuti ed è composto da 3 brani in sequenza che hanno lo scopo di accompagnare il genitore e bimbo nel rituale d’ingresso, nella presa confidenza con l’acqua,  nella ricerca del giocattolo preferito, nella scelta del gallegiante ecc.

1° STACCO: dura circa 12 minuti e concede ai bambini, genitori ed istruttori di salutarsi, di parlare, di accompagnare eventuali prove, di correggere “errori” nella scelta dei galleggianti ecc. Inoltre offrendo un ambiente meno rumoroso non richiede di dover alzare molto il tono della voce. In questa sezione solitamente vengono fatte le doccette con gli annaffiatoi (dov’è possibile) così da offrire i primi contatti con l’acqua.

PARTE CENTRALE: dura circa 18 minuti e offre una serie di canzoncine per bambini che iniziano sempre con il giro tondo. La scelta di questa struttura offre almeno due vantaggi: 1) l’operatore capisce immediatamente quando inizia la sezione e, anche se distratto dal lavoro, non viene colto impreparato, 2) i bambini possono contare su un inizio “comunitario” che aumenta la socialità e la sicurezza. Non va  e la dimenticato che per i bambini, specie se piccoli, la struttura costante e la ripetizione danno tranquillità e sicurezza offrendo uno spazio per lavorare con minori resistenze ed opposizioni. La ricerca della continua varietà è un esigenza dell’adulto che non ha più bisogno della ripetizione perché ha spostato la sua ricerca di sicurezza su altri tipi di rituali e consuetudini.

Questo tempo dovrebbe essere dedicato al lavoro approfittando delle canzoncine che distraggono i bambini e che contengono una gestualità intrinseca. Qui istruttori e musicoterapeuta dovrebbero offrirsi a vicenda stimoli per raggiungere i vari obiettivi in modo giocoso. Oltre che al ben noto girotondo fatto con tanti tipi di diversi materiali (tubi, tappetini, salvagenti usati come barchetta, trenino, cambiando direzione, con la pioggia delle doccette, coi cavalli ecc) viene spesso usata  La bella lavanderina, il coccodrillo come fa (l’istruttore fa le bolle)  e  La barchetta in mezzo al mar o L’Arca di Noè  per organizzare una raccolta sul tappetone trasformato in un enorme barca. Ogni canzoncina offre comunque un aiuto per raggiungere un determinato obbiettivo.

2°STACCO: dura circa 10 minuti e serve per recuperare la situazione di calma in vista dell’uscita. Alcuni bambini arrivano a questo momento già molto stanchi, altri hanno un po’ più d’energia. Molto utile a questo punto è il tappetone prima passando sotto, poi sopra, l’acqua con corse, tuffi o semplicemente seduti.

FINE: segue il brano di chiusura. Lo scopo è quello di preparare l’uscita ( in modo che il piccolo non capisca che l’ora è terminata solo perché viene messo fuori dall’acqua) e contemporaneamente fornire un ambiente sereno che lo accompagni. Questo brano si presta molto ad essere cantato con il bambino appoggiato al genitore. Inoltre se il piccolo viene lasciato all’operatore quest’ultimo può riproporre la stessa modalità del genitore rendendo meno traumatica la separazione anche se momentanea.

OFFRIRE UN VALORE AGGIUNTO

La musica aiuta un lavoro in acqua, offre uno strumento in più. Si concentra soprattutto sul canale uditivo/tattile e offre, specie ai più grandicelli, dei giochi sonori (attraverso gli strumenti) molto graditi. Non è da sottovalutare il coinvolgimento attivo del genitore: chiedere di “fare i compiti a casa” ascoltando insieme il cd e cantando con il bambino lo gratifica e lo rende partecipe in modo diretto dell’ora di acquaticità neonatale. Viene spontaneo chiedersi il motivo di un cd che contenga anche momenti di silenzio. Ricordiamoci che il suono si percepisce proprio perché esiste il silenzio, altrimenti otterremmo un sottofondo musicale simile a quello dei centri commerciali in cui lo scopo non è certo quello di lavorare con il suono.

 

 

 

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