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IL FASCINO DELL'ACQUA TRA SIMBOLOGIA E BENEFICI PSICOFISICI

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  IL FASCINO DELL'ACQUA TRA SIMBOLOGIA E BENEFICI PSICOFISICI

 

 

  L’acqua è “liquido costituente fondamentale degli organismi viventi e  indispensabile a molti processi chimici nel mondo organico e minerale[1]”.

 In questa sede mi occuperò di svolgere e approfondire le tematiche relative al simbolismo e ai benefici psicofisici apportati da tale prezioso elemento.

  Aria, Acqua, Terra e Fuoco, secondo la tradizione ellenica, rappresentano i quattro elementi primordiali, ovvero gli elementi che costituiscono l'Universo.

In particolare, all' Acqua viene attribuita una funzione vitale poichè essa determina la formazione di ogni essere vivente assurgendo così a simbolo di vita che crea, nutre, purifica e fa rinascere.

  Tuttavia per poter comprendere a pieno l’importanza di tale elemento miracoloso, risulta indispensabile soffermarci su alcune teorie interessanti di alcune testimonianze del passato.

 Come primo riferimento prendo in considerazione il complesso delle Sacre Scritture, quindi una lunga tradizione che è stata tramandata attraverso i secoli e le varie epoche: la Bibbia, dove l’acqua è un elemento che viene citato ripetutamente fin dai racconti della Creazione.

 Secondo Isaia 44,3ss, l'acqua è definita come «il Simbolo dello Spirito di Dio, capace di trasformare un deserto in fiorente frutteto e un popolo infedele in vero Israele».

 Nella Bibbia si legge, inoltre, che Dio rappresenta la fonte della vita per l'uomo, gli dà quella forza necessaria che gli permette di fiorire nell'amore e nella fedeltà e che qualora l'uomo si allontani da Dio, venga destinato ad una misera fine, e che diventi così terra arida e senz'acqua, votata alla morte.

E' possibile tuttavia riscontrare e attribuire all'Acqua un ulteriore valore simbolico che rappresenta il cardine su cui si fonda la stessa religione Cristiana: il Battesimo.

 Il Battesimo è concepito nella Bibbia come un «Bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo», un bagno che “lava” e purifica l'uomo dai peccati ma è anche principio di vita nuova, che si raggiunge attraverso la Virtù redentrice del Sangue di Cristo. 

 Un ulteriore riferimento relativo all'accezione dell'Acqua colta nella sua sfera simbolica, si può attingere dall'ambito della letteratura occidentale.

Tra alcuni autori, citiamo a titolo di esempio John Keats, autore dell'opera poetica romantica intitolata On the Sea, ove emerge un invito a guardare il mare, quale elemento naturale per ascoltarne il dolce suono e consolare le anime degli uomini afflitti e stanchi. In tal modo è possibile divenire parte integrante della natura; il mare, infatti, facilita la contemplazione ed il raccoglimento.

 Il mare assume due distinti significati simbolici: rigenerazione e potenza, una potenza che è anche timore poiché esso è instabile e perciò incontrollabile.

ll valore attribuito all’Acqua dall'autore José Saramago nella sua opera intitolata Il racconto dell'isola sconosciuta, è quello di simboleggiare l'inconscio e narra il viaggio interiore di un uomo, costui prova desiderio di conoscere se stesso, come se fosse  un'autentica vocazione, ed inizia così il suo viaggio attraverso un mare tenebroso e misterioso.

Il mare e la barca vengono considerati come due maestri, ma anche le uniche due vie per raggiungere il fine ultimo che è la conoscenza.

 La metafora dell'Acqua è stata adoperata anche da uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, Giuseppe Ungaretti, nella poesia I Fiumi.

 Nella poesia il poeta rievoca il proprio percorso di vita attraverso quattro fiumi dai quali egli sente di aver tratto linfa vitale: il Serchio dei suoi antenati, il Nilo che lo ha visto bambino e adolescente, il Senna che ha completato la sua formazione e, infine, l’Isonzo, il fiume in cui ora si bagna in un momento di “pausa” della guerra.

 Quando il poeta si immerge nelle acque dei fiumi, sente di provare un indicibile senso di rigenerazione che lo purifica dalle scorie del dolore e della guerra.

 Numerosi sono stati gli artisti che hanno subito il fascino dell'acqua e nel citarne alcuni a titolo d'esempio annoveriamo Claude Monet, Gaugin, Joseph Mallord William e Caspar David Friedrich.

Il pittore francese Claude Monet , esponente dell’Impressionismo, nelle sue rappresentazioni artistiche rende l'elemento Acqua un tema ricorrente in quanto costituisce vera fonte ispiratrice. Uno dei cicli più famosi di Monet raffigura le ninfee quale tema centrale del giardino della casa di Giverny che l'artista dipinse a partire dalla fine dell' 800 fino alla sua morte, avvenuta nel 1926. L'acqua, calma e rasserenante, é la grande protagonista della raffigurazione pittorica, essa viene suggerita soprattutto attraverso il riflesso capovolto del cielo e delle fronde. Egli stesso scrisse: «Ho dipinto tante di queste ninfee, cambiando sempre punto d'osservazione... l’elemento base é lo specchio d'acqua il cui aspetto muta ogni istante per come brandelli di cielo vi si riflettono conferendogli vita e movimento. Cogliere l'attimo fuggente, o almeno la sensazione che lascia é già sufficientemente difficile quando il gioco di luce e colore si concentra su un punto fisso, ma l'acqua, essendo un soggetto così mobile e in continuo mutamento è un vero problema... un uomo può dedicare l'intera vita a un'opera simile»

 L ’acqua grazie alla capacità di mutare continuamente aspetto e forma potrebbe essere rappresentata in ogni istante e quindi nessuna opera potrebbe essere identica alla precedente.

Nella presente relazione  ho citato alcuni autori che hanno subito il fascino di questa musa ispiratrice, vorrei ora riportare alcune interpretazioni che riescano a spiegare, almeno in parte, cosa spinge la mente dell’uomo a compiacersi di questo elemento e subirne inspiegabilmente il fascino.

Nell'ambito della psicoanalisi alcuni tentativi in merito alla questione sono stati avanzati dagli psicoanalisti Sigmond Freud e Carl Gustav Jung, i quali osservarono che il primo contatto con la vita è rappresentato dall'acqua, è proprio questo il primum movens, è da qui che inizia il profondo legame tra l'uomo e la preziosa linfa vitale racchiusa nel grembo materno.

Secondo l'interpretazione di Carl Gustav Jung, la figura materna simbolo della procreazione e della nascita passa attraverso il simbolismo dell'acqua, cioè di dare la vita, appunto attraverso questo prezioso elemento vitale.

 Inoltre un altro aspetto interessante di questo ambito, si verifica nel fenomeno psichico del sonno, in riferimento al sogno; quando in questa attività mentale si elabora l'immagine del mare, essa ha un significato profondo che simboleggia l'inconscio di un uomo, e può essere collegato all'aspetto materno perché esso, viene considerato in psicoanalisi, come madre della coscienza.

 Il fascino esercitato dall’acqua quindi risulterebbe correlato all’evento nascita, ed essendo tale evento comune a tutti gli uomini, risulta comprensibile il motivo di un coinvolgimento così ragguardevole degli uomini.

E' possibile paragonare, inoltre, il percorso dell’acqua a quello della gestazione di una donna.

 L'acqua è capace di mutare, adattarsi alle circostanze, aggirare gli ostacoli che incontra, dalla sorgente da cui nasce fino al tragitto che le permetterà di defluire verso il mare, in una sequenza che potremmo sinteticamente delineare come un processo in continua trasformazione.

Analogamente a tale processo anche la donna in gravidanza subisce delle trasformazioni che si manifestano soprattutto nella suo aspetto fisico, ma anche psichico e che si riflettono inoltre nell'ambiente familiare che la circonda; la donna si adatta alle circostanze, incontra ostacoli e paure da gestire e superare, ma al termine del lungo percorso della gravidanza, raggiunge la meta finale  rappresentata dalla nascita del suo bambino.

Si riscontra un’analogia con l’acqua sia nel percorso da affrontare sia nel fine ultimo da raggiungere. L’obiettivo della donna al termine della sua gestazione è rappresentato dalla nascita del proprio figlio, generato da un lungo e faticoso travaglio. Allo stesso modo il fine ultimo di un torrente è rappresentato dal ricongiungimento con il mare, realizzabile soltanto dopo il superamento di percorsi tortuosi.

 

 Prima di concludere questa breve trattazione relativa al tema dell'Acqua, ai  diversi aspetti che la circondano e che la rivestono di pregnanza e funzioni, mi preme evidenziare alcune modifiche fisiologiche che essa è in grado di apportare al corpo materno. Si ottengono benefici psicofisici, in primo luogo  nel campo della Meditazione e degli esercizi di rilassamento che si eseguono durante i corsi di preparazione alla nascita, attraverso una determinata tecnica di evocazione, in secondo luogo tali effetti benefici si raggiungono anche attraverso l’immersione e il contatto costante con l'acqua che permette e facilita il coinvolgimento positivo di tutti gli organi e apparati del corpo della donna. Da ciò deriva dunque che gli esercizi in acqua migliorano, in primis, l’apparato muscolo-scheletrico, in quanto una riduzione del peso, generata dall’acqua , sottopone le articolazioni ad una minore stimolazione e sollecitazione  meccanica e ad una maggiore flessibilità del sistema articolare stesso, dovuto anche all’azione calda dell’acqua; inoltre avviene un miglioramento anche sul  il sistema cardio-circolatorio attraverso una ridistribuzione dei liquidi e del volume circolante, infine c'è un potenziamento dell'apparato respiratorio che avviene attraverso l'attività aerobica.

È pertanto possibile avere un controllo efficace del peso corporeo attraverso l’esecuzione degli esercizi stessi.

 Ritengo, dunque fondamentale consigliare e proporre ad una donna un percorso in acqua durante la gestazione, poichè una corretta trasmissione delle informazioni durante un corso di psicoprofilassi al parto, unita ad un corso in acqua, consente alla donna di apprendere e di utilizzare le conoscenze nel modo più proficuo e vantaggioso per la donna stessa, per la coppia e la triade familiare.

 

Relatrice

Giulia Fidanza, dott.ssa in Ostetricia

 



[1]    Cfr. Nicola Zingarelli,Vocabolario della lingua italiana, 2012.

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