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Emesi ed iperemesi gravidica: ruolo dell'acqua

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EMESI ED IPEREMESI GRAVIDICA: RUOLO DELL’ACQUA

 

di GAIA FRISELLE

Ostetrica

 

Introduzione

Le neurovegetosi del primo trimestre di gravidanza sono disturbi determinati dal sistema nervoso simpatico, che si manifestano principalmente mediante l’emesi e l’iperemesi.

Con il termine “emesi” si intende un fenomeno fisiologico tipico della gravidanza, che induce sensazione di nausea, specialmente mattutina, la cui intensità però non è tale da compromette la salute ed il benessere della donna. Di solito, il fenomeno è più fastidioso che preoccupante: colpisce il 60% delle gestanti ed in generale compare tra la 6^ e l’8^ settimana di gestazione e scompare del tutto o, comunque, diminuisce notevolmente dopo la 12^ settimana di gestazione.

Si parla di “iperemesi”, invece, quando l’emesi gravidica assume la forma di episodi di vomito talmente intensi e ripetuti da provocare la perdita di notevoli quantità di sali minerali e uno stato complessivo di sottoalimentazione, con conseguente perdita di peso. L’iperemesi si manifesta in meno dell’1% delle gestanti e nei casi più gravi si rende necessario il ricovero ospedaliero per un trattamento immediato.

L’evoluzione dell’emesi verso l’iperemesi può essere insidiosa; pertanto è necessario sorvegliare con attenzione la donna.

 

Eziopatogenesi

L’eziopatogenesi dell’emesi e dell’iperemesi gravidica non è ancora nota con certezza.

In realtà, alla base dell’iperemesi sembra esserci una complessa interazione di fattori biologici, psicologici e socioculturali.

Dal punto di vista biologico entrano in gioco, infatti, reazioni allergiche verso sostanze di derivazione embrionale, deficienze vitaminiche (come la carenza di vitamina B6), deficit di ormoni corticosurrenalici e, soprattutto, livelli eccessivi di gonadotropina corionica umana (Beta-hCG). Quest’ultimo fattore, in particolare, spiegherebbe l’aumento della sintomatologia caratteristico delle gravidanze multiple e delle patologie del trofoblasto.

Anche la fisiologica riduzione della secrezione, del tono e della motilità gastrica è sicuramente un fattore predisponente.

 

Quadro clinico

Il sintomo principale dell’iperemesi gravidica consiste, ovviamente, nel vomito, che si presenta soprattutto al mattino a digiuno e si ripete nell’arco della giornata senza rapporto con l’assunzione di cibo. Si possono accompagnare ad esso scialorrea, cioè un accumulo di saliva nel cavo orale dovuto ad una diminuzione del ritmo di salivazione, perdita di peso dovuta alla riduzione dell’alimentazione e dell’apporto di liquidi, stanchezza, cute secca, tachicardia, diminuzione della pressione arteriosa, a volte problemi respiratori come polipnea e dispnea.

Dal punto di vista metabolico si osserva un aumento dei chetoni a livello sia ematico che urinario.

In un secondo tempo a questi disturbi si aggiunge un aumento dell’azotemia e della bilirubinemia, nonché la comparsa di proteinuria.

La prognosi è positiva in generale per quasi tutti i casi, sia per quanto riguarda la salute materna e fetale che per l’evoluzione della gravidanza.

 

Trattamento

Non esiste un unico approccio terapeutico e la scelta si dovrebbe basare sulla valutazione delle condizioni generali della donna e del suo grado di idratazione.

La maggioranza dei casi di emesi gravidica non richiede particolari cure mediche.

Anche se per chi ne soffre sono un grande fastidio, nausea e vomito non provocano danni e conseguenze per il bambino. Esso, infatti, nei primi tre mesi attinge direttamente alle riserve della mamma accumulate prima dell’inizio della gravidanza e non risente nemmeno di un suo mancato aumento di peso.

Alcuni consigli utili per affrontare questi disturbi sono:

  • Evitare alimenti raffinati, fritti e speziati, alcol e caffè;
  • Se la nausea compare al mattino, quando lo stomaco è vuoto e il livello degli zuccheri nel sangue è più basso, è bene mangiare qualcosa a letto prima di alzarsi. (es. crackers);
  • Mangiare poco e spesso;
  • Smettere di fumare: le mamme fumatrici, o che vivono in ambienti con fumatori, sono molto più soggette a soffrire di nausea e vomito delle altre;
  • Affidarsi ai propri gusti personali, non sforzarsi di mangiare cibi non graditi nella convinzione che facciano bene: quello che importa è che l’alimentazione sia varia ed equilibrata;
  • Se la nausea si accentua sotto lo stimolo di alcuni odori, cercare di stare alla larga da essi. La tempesta ormonale che avviene durante i nove mesi, infatti, acuisce il senso dell’olfatto favorendo una particolare repulsione per certi cibi o bevande provocando un improvviso attacco di nausea.

Alcuni casi di iperemesi gravidica richiedono invece un trattamento medico, a volte anche con ricovero ospedaliero.

Nei casi più gravi si deve ricorrere alla nutrizione per via parenterale per mezzo di fleboclisi contenenti acqua, zuccheri, sali e vitamine. Dopo la correzione della disidratazione e del vomito acuto si può iniziare un’alimentazione orale leggera, in piccole quantità e a frequenti intervalli; questa può essere gradualmente aumentata se ben tollerata.  

 

Aspetto psicologico e ruolo dell’acqua

L'iperemesi gravidica, oltre che con un'accentuata eccitabilità del sistema neurovegetativo e con le modificazioni ormonali proprie della gravidanza, è stata messa in relazione anche con cause psicologiche. In realtà, l’attesa di un figlio, anche quando si tratta di un evento voluto, scatena sempre una molteplicità di emozioni e spesso in contrasto tra loro: gioia, ma anche ansia, e magari un po’ di paura, per il grande cambiamento cui si va incontro.

E’ molto importante, infatti, considerare anche l’influenza emotiva della donna in questa delicata fase della vita.

Dal punto di vista psicologico, le neurovegetosi gravidiche possono essere viste come un problema nell’accettazione della gravidanza da parte della donna.

La nausea ed il vomito possono esser interpretati come una paura inconscia della gravidanza, un tentativo della donna di eliminare ciò che porta dentro e che non riesce ancora ad accettare. Le difficoltà, le paure e i dubbi che la gravidanza incute nella donna si riflettono sul suo corpo, provocando reazioni di rifiuto e rigetto, che si rendono manifeste attraverso la nausea e, in modo più eclatante, nel vomito.

L’acqua rappresenta il nostro stato psichico, è l’elemento essenziale di ogni essere umano ed in gravidanza assume un’importanza ancora maggiore.

L’acqua genera e permette la vita, è necessaria per la crescita e lo sviluppo del feto, contorna, avvolge e protegge il feto stesso. E’ proprio quest’acqua, che la donna porta dentro di sé, che viene rigettata fuori ed eliminata, quasi come un tentativo di eliminare quella piccola vita che la donna sta facendo crescere in lei.

Le nausee della gravidanza sono in qualche modo legate ad una presenza nuova che per la donna viene a essere, da un certo momento in avanti, una realtà con la quale fare i conti e relazionarsi. C’è qualcosa di nuovo in lei, qualcosa che la sta modificando sia nell’aspetto fisico sia in quello psicologico e che nelle prime fasi è difficile da comprendere a accettare, soprattutto nella donne alla prima gravidanza. Questo spiegherebbe anche il motivo per cui le neurovegetosi risultano più frequenti nelle primigravide rispetto che nelle multigravide.

Le paure, i dubbi e i timori che la donna vive durante la gravidanza, a volte possono essere determinati anche dall’ambiente familiare in cui la donna si trova ed in cui vive la gravidanza quotidianamente; situazioni o ambienti particolarmente stressanti, come familiari invadenti, possono innescare una sorta di inconscia reazione di rifiuto verso la vita che sta facendo crescere dentro di sé.

Anche in questo caso la manifestazione concreta di questo rifiuto viene rappresentata dalla nausea e, nei casi più difficili, dal vomito. In alcuni casi la soluzione al problema consiste nell’allontanare la donna dal contesto stressante, anche con un breve ricovero ospedaliero, per darle modo di riposarsi, rilassarsi e riflettere su ciò che sta vivendo.

 

L’acqua è quindi un elemento essenziale della gravidanza, talmente importante da rappresentare la gravidanza stessa nelle sue prime fasi, quando essa non è ancora visibile per la donna e per gli altri né alla vista né al tatto.

Questo significato simbolico dell’acqua ci aiuta a comprendere la sua importanza in questa delicata ma bellissima fase della vita della donna e ci fa capire quanto possa essere utile un percorso di acquaticità che può iniziare con la gravidanza, proseguire con i primi anni di vita del bambino e poi continuare anche per tutta la vita.

 

 

Bibliografia

Pescetto G., De Cecco L., Pecorari D., Ginecologia e Ostetricia, vol. 2, cap. 47, pag. 654-657

http://www.benessere.com/sessuologia/arg00/iperemesi_gravidica.htm

http://www.gravidanzaonline.it/gravidanza/nausea-in-gravidanza.htm

 

Appunti dal corso di formazione in Acquamotricità Prenatale del 24/11/2013 a Somma Lombardo (VA)

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