Scuola istruttori nuoto in gravidanza e neonatale

Catalogo Corsi

Gardaland 1993

Delfini neonati

Il nostro Spot Sangemini

Spot Sangemini :: Università dell'acqua.

Soggiorno alla SPA: un'opportunità di approccio all'acquaticità neonatale

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

UNIVERSITA’ DELL’ACQUA

  

 

 

Soggiorno alla SPA:

 

un'opportunità di approccio all'acquaticità neonatale

   

Claudia Bendoni                                                                      

Anno 2013-2014

 

 

 

                          «I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati,

          l'acqua e un pezzo di pane fanno

             il piacere più pieno a chi ne manca».

Epicuro, Lettera a Meneceo, IV-III sec. a.e.c. ..

 

 

Dalle terme alla più moderna SPA

 

Per parlare della storia del termalismo e del progredire delle conoscenze relative alle proprietà terapeutiche delle acque minerali e del loro impiego nel corso dei secoli, si deve prima di tutto considerare la peculiarità del rapporto dell'uomo con l'acqua, indagando in particolare le motivazioni del fenomeno per il quale l'uomo ha da sempre ricercato la salute ed il benessere in questo elemento.

 

Fin dal periodo preistorico, l’acqua ha rappresentato un elemento atto ad esprimere una valenza magico-sacrale e ha permeato, in virtù del suo carattere di bene primario, gli stessi aspetti insiti alla religiosità.

Tra le popolazioni primitive, l’acqua rappresentava infatti un importante oggetto di culto, alla luce del suo carattere espressivo di divinità sotterranea che, emergendo dal sottosuolo, assicurava il ciclo naturale della vita.

Talvolta, il culto dell’acqua, era connaturato ad una finalità evocativa, specie laddove quest’importante elemento era piuttosto scarso.

"..Per Talete di Mileto l'acqua era il principio di tutte le cose. Sin dai tempi piu' remoti l'uomo ha riconosciuto nell'acqua la sorgente della vita."

 

L'Acqua assimila, interiorizza, ammorbidisce, mescola, inibisce, omogeneizza, riempie e risolve.

Essa vince cedendo, cambiando forma, adattandosi alle circostanze, aggirando gli ostacoli che incontra, ma inesorabilmente dalla sorgente in cui nasce piano piano giunge al mare, diventando prima torrente e poi fiume in un continuo processo di trasformazione che è la sua vera forza.

L'acqua è espansione e profondità, è ricettiva e purificante; è terapeutica, portatrice di energie segrete e guaritrice. All'acqua appartengono le emozioni e i legami ...Ispiratrice di Vita, fa valere le esperienze attraverso le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, gli affetti.

 

Alle fonti sono ancora legati i pellegrinaggi di cura, fenomeni di culto legati a figure sante o divine, al soggiorno termale si accompagna una ricerca di benessere globale.

Pur nell'utilizzo termale più moderno e scientifico, non è possibile scindere, o per meglio dire "sezionare", l'intervento medico-tecnico dall'approccio olistico.

Questa necessità si manifesta ancora oggi nel termalismo che mantiene, pur nell'impostazione medico-scientifica più rigorosa, un indirizzo di approccio globale all'uomo, laddove altre branche della medicina hanno separato la mente dal corpo, forse soffocate da un'aspirazione troppo pressante al progresso tecnologico.

 

La globalità dell'uomo è sempre in primo piano nel termalismo e non solo come reminiscenza storica o culturale: ne è prova uno degli attuali orientamenti di studio in ambito idrologico volto ad approfondire le sinergie che intervengono durante il soggiorno termale a potenziare la terapia.

Nel corso di questi studi si approfondiscono i ruoli degli stimoli ambientali esterni e dello stimolo interno nel loro significato in senso terapeutico stretto e motivazionale.

 

Da questa premessa emerge l'importanza e l'attualità dello studio della storia del termalismo: il ripercorrere le tappe del rapporto fisico e spirituale dell'uomo con l'acqua aiuta a comprendere l'attualità della terapia termale ed il significato più profondo dell'idrologia medica come scienza "per l'uomo" che, in questo momento, tutta la collettività medica riconosce come valore innovativo.

 

Ippocrate, in quello che può essere considerato il primo trattato di medicina della storia, il Corpus Hippocraticum, dedica ampie parti allo studio delle acque in senso decisamente scientifico ed attuale: caratteri chimici, organolettici, problemi igienici, uso dei bagni in varie malattie, effetti del bagno caldo e freddo sull'organismo umano.

Non furono ovviamente trattate dall'illustre medico le azioni terapeutiche legate alle caratteristiche chimiche delle acque, anche se sappiamo che all'epoca alcune sorgenti, ad esempio le solfuree, erano ben note alle popolazioni dei luoghi in cui sgorgavano per alcuni effetti terapeutici ben precisi quali l'attenuazione dei dolori muscolari ed articolari e l'azione risanante sulle patologie della pelle.

 

A Roma il fenomeno termale conobbe un enorme sviluppo che coinvolse in modo evidente l'edilizia ma che accrebbe soprattutto il significato igienico del bagno con connotazioni di ordine sociale e culturale.

Agli inizi dell'era repubblicana si effettuavano bagni all'aperto ed in acqua fredda, ma ben presto molte case romane adibirono una stanza al bagno, dapprima sempre freddo, in seguito riscaldato e sempre più ricco di locali adibiti ad usi complementari (sauna, massaggio, relax).

 

Durante l'impero sorsero i grandiosi edifici termali di cui ammiriamo ancora le vestigia e che rappresentarono, per l'epoca, una istituzione sociale a tutti gli effetti.

Le terme erano aperte a tutti: i romani le frequentavano si può dire quotidianamente ed indipendentemente dal ceto sociale.

Ma è soprattutto ad Erodoto dobbiamo la documentazione delle metodiche idrologiche del tempo.

 

Nel Medio Evo, mentre l'uso del bagno come pratica igienica va scomparendo ed il suo antico valore sociale ed edonistico viene messo al bando, si assiste alla nascita dell'idrologia con fisionomia di pratica terapeutica.

In gran parte su credenze ed osservazioni popolari, ma con spirito empirico encomiabile, vengono indagati i meccanismi d'azione delle varie acque e si attribuiscono loro effetti specifici diversi.

Le acque solfuree vengono raccomandate per le malattie della pelle e le salsobromoiodiche per la sterilità femminile, ciò è confermato anche ai nostri giorni.

 

Il periodo rinascimentale segnò un'ulteriore ascesa della fama delle cure idrologiche, soprattutto grazie alla scoperta della stampa che favorì la divulgazione delle opere sull'argomento.

Dell'idrologia si interessarono in svariati ambiti alcuni tra i più dotti e geniali medici dell'epoca: Bacci, Falloppio e Mercuriale e varie stazioni termali videro il proprio nome e la propria fama legati a quelli di illustri personaggi: Federico II, Petrarca, Bonifacio VIII, guariti o più o meno "beneficati" dalle loro acque.

 

Dal XVIII secolo assistiamo allo sviluppo scientifico della medicina con l'affermarsi del metodo sperimentale.

Soprattutto il sopravvenire della chimica moderna, che rende possibili le prime indagini sulla composizione delle acque minerali, contribuisce alla svolta scientifica dell'idrologia.

Nell'800, con l'ulteriore progredire delle scienze chimiche, fisiche e biologiche, l'acqua minerale si delinea nella sua fisionomia moderna di farmaco complesso e irriproducibile artificialmente.

Una grandissima quantità di studi e l'attività di illustri cultori del termalismo garantiscono un supporto scientifico alle terapie, ne ampliano i campi di intervento e le metodiche di applicazione.  

L'élite economica e culturale tra l'800 ed il '900 va a "passare le acque" ed a ritemprarsi alle terme, ma progressivamente il fenomeno si estenderà alle classi medie.

 

Anche noi, come l'acqua che scorre, siamo viandanti in cerca di un mare.

Juan Baladán Gadea, Di solitudine e amore, 1998

La cultura della S.P.A., la “salus per aquas”, ha radici profonde in larga parte dell´Europa e si ricollega al costume romano della pratica termale, considerata più come elemento della vita sociale ed esperienza edonistica che come mezzo curativo.

Le terme però da allora sono cambiate e soprattutto lo hanno fatto negli ultimi 2 decenni.  Già nel 1988 il professor Emilio Becheri, nella terza edizione del “Rapporto sul turismo italiano” e più esaustivamente l’anno successivo a Budapest, presentò, in mezzo alle polemiche “Dal turismo termale al turismo della salute”.

 

Si parlava, come adesso appare più che logico, dell’integrazione fra terme e benessere e della concezione di benessere termale come valore aggiunto; di fatto il benessere stava diventando un vero e proprio "mercato della salute”.

Il concetto di fitness e di wellness ha in parte superato quello di cura tout court: non più il rigido rituale albergo-terme ma un turismo della salute in senso più ampio che deve le sue motivazioni alla voglia di restare giovani ed efficienti, abbattere lo stress, mantenersi attivi e felici, curare il proprio corpo anche esteticamente, trascorrere brevi periodi con la famiglia.

 

Le tendenze attuali nel comparto termale e del benessere possono essere così individuate:

 

·        forte aumento di weekend e short break presso i centri termali, del benessere termale e presso i centri benessere non termali;

·        estensione dell’apertura stagionale delle strutture termali, e anche degli hotel con terme interne, per fare fronte e favorire questa nuova domanda;

·        ringiovanimento della clientela, con forte domanda da parte delle famiglie;

·        incremento delle presenze sopratutto nei periodi delle festività principali;

·        richiesta di strutture termali ricettive e attrezzate per il soggiorno di bambini;

 

 

In conclusione si pùò affermare che, per far fronte alla nuova domanda di mercato si è cercato di ridefinire il sistema non più come terme o termalismo, ma piuttosto, come sistema del benessere termale, in modo da determinare un valore aggiunto reciproco e da superare la contrapposizione fra prestazioni tradizionali e quelle di benessere.

 

L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò

e la prima di quella che viene. Così il tempo presente. Leonardo da Vinci, Codice Trivulziano, 1487/90.

 

Per molti genitori e i loro piccoli , il soggiorno alla SPA rappresenta , nella stragrande maggioranza dei casi la prima vera occasione di immersione in acqua calda corpo a corpo; la prima esperienza per molti genitori di ritrovarsi soli , lontani dai mille consigli di nonni e zii, con il loro piccolo.

 

Dalla mia esperienza come bagnino di salvataggio e operatrice in vasca, ho potuto notare come spesso i dubbi, la paura dell'acqua da parte dei genitori e l'insicurezza nella presa del piccolo possano condizionare negativamente questa meravigliosa esperienza.

La spa termale con le sue piscine di acqua piacevolmente calda, i tempi dilatati, le luci soffuse, i colori tenui e i suoni ovattati rappresenta un contesto privilegiato, all'interno del quale il neonato - con i genitori -ha la possibilità di ritrovare le sensazioni che per nove mesi ha vissuto nel liquido amniotico, rafforzate e amplificate dal contatto corporeo dei genitori.

Naturalmente, trattandosi di brevi periodi di soggiorno, non si possono pianificare dei corsi che richiedono continuità, ma si può sfruttare questo primo approccio all'acqua per sperimentare le basi dell'acquaticità neonatale e fare ri-avvicinare i piccoli al mondo acquatico.

 

 

Le basi e le nozioni che si apprenderanno, fanno parte di un primo avvicinamento all'acquaticità, le stesse potranno essere poi approfondite in un vero e proprio corso, oppure rimanere comunque un'esperienza piacevole che farà da fondamento ai successivi incontri con l'elemento acqua.

 

Per “acquaticità” si intende il grado di sensibilizzazione dell'apparato neuromuscolare, attraverso l'acquisizione di uno schema corporeo adattato alle esigenze spaziali dell'elemento acqua.

Avere acquaticità vuol dire in definitiva vivere l’acqua in modo confortevole e naturale, sfruttandone le qualità e adeguando il nostro modo di muoverci e respirare; significa avere confidenza con l’acqua comportandosi con efficacia e fluidità come se fosse il nostro habitat.

 

Questa confidenza l’abbiamo sin dalla nascita; per capirlo basta osservare la tranquillità e l’agio che dimostra un neonato immerso nell’acqua.

L’esperienza di acquaticità proposta a bambini molto piccoli è un momento di relazione intimamente privilegiato per la ricchezza di stimolazioni sensoriali inviate dal contatto materno o paterno e dall’acqua.

Il contatto è la base di qualsiasi comunicazione, scambio, interazione, incontro vitale.

 

Il bisogno di stimolazione tattile, di ogni uomo, dura tutta la vita, ma non è mai così impellente e fondamentale come nel neonato e nella prima fase della vita.

L’acqua, del resto, è una carezza per la pelle e per i recettori del corpo, scivolando via rafforza nel bambino la sensazione di essere un'entità disgiunta dall’acqua, quindi definisce meglio il “sé” che inizia a formarsi.

 

 

Ma in più, poiché l’acqua avvolge il corpo nella sua interezza e lo fa in modo continuativo e contemporaneo, fornisce un messaggio chiaro e netto della sua esistenza, dell’essere al mondo.

Essere immersi quindi in questo caldo liquido significa sentirsi bene, perche chiunque in acqua, tende a regredire a una sorta di benessere psicologico, privo di condizionamenti, dove anche il linguaggio verbale spesso lascia il posto, al più libero linguaggio del corpo.

 

Se permettiamo ai neonati di ritrovare il contatto con l’acqua anche dopo la nascita, spontaneamente riusciranno a muoversi e galleggiare, a spostarsi autonomamente e volontariamente senza che nessuno glielo insegni, così come imparano a strisciare, gattonare e camminare.

 

Infatti, se lo sviluppo psicomotorio necessita del maggior numero di stimoli ed informazioni possibili, per dare un’ immagine del proprio corpo e del suo movimento, l'ambiente acquatico, dato che si alterano tutti i rapporti gravitazionali e spaziali del soggetto, è fonte di stimoli e di percezioni cinestesiche; indirettamente sarà ampliato il bagaglio di sperimentazioni, che gli permetteranno progressivamente di muoversi con maggior facilità e naturalezza nell'ambiente acquatico, scoprendo, per somma di percezioni, il rapporto che esiste tra il proprio corpo, il movimento ed il mezzo liquido.

  

Il gioco e il corpo nell'acquamotricità

 

Tu osservi in un bassorilievo dei pesci, illustre opera di Fidia.

Sommergili nell'acqua: nuoteranno. (Marziale)

 

 

Il corpo del bambino durante le lezioni di acquaticità non viene considerato solo dal punto di vista motorio, ma anche, e soprattutto, come mezzo di comunicazione privilegiato col quale il piccolo esprime il proprio stato d’animo, le proprie emozioni e le proprie sofferenze.

Il corpo è, infatti, il principale mezzo attraverso il quale il bambino vive i propri sentimenti e le proprie emozioni, si relaziona con l’altro e apprende nuove competenze e strategie vivendole.

 

L'acquamotricità è una pratica educativa al cui centro vi è l’attività ludica, il gioco; attività in cui il bambino esprime il suo Essere e fattore primario per lo sviluppo globale.

In questa pratica il gioco non è solo strumento ma anche obbiettivo; nel gioco infatti il bambino si esprime pienamente e attraverso il movimento vive la tonicità del proprio corpo, apprendendo spontaneamente e attivamente  in un contesto totalmente diverso da quello terrestre.

 

Praticando acquaticità fin dai primi mesi di vita all'interno di corsi specificamente progettati e attraverso un lavoro sul corpo e sull’attività motoria, si agirà anche a livelli più profondi, quali i livelli affettivo/emozionale, cognitivo e relazionale.

 

Nelle sedute di acquaticità si dà grande rilevanza all'attività sensomotoria durante la quale il bambino ha l’impressione di compiere imprese favolose, sensazione che si accresce maggiormente se l'operatore e i genitori gli esprimeranno senso di ammirazione e gioia.

Il piacere senso-motorio, che sollecita le percezioni tattili e visive del bambino e la stimolazione dei muscoli deputati all’equilibrio, è sempre vissuto come un eccesso che gli permette di sperimentare il piacere di sentirsi unico all’interno della triade (genitore/bambino/operatore) che gli fornisce a sua volta la sicurezza necessaria per osare e vincere le sue paure.

 

La ripetizione di queste esperienze, che provocano nel bambino sensazioni di eccesso, (necessarie per fargli superare le esitazioni, le resistenze emozionali e le angosce) lo porterà a rafforzare e automatizzare gesti sempre più raffinati e consoni alle richieste.

L’esperienza dell’acquaticità deve essere svolta in un contesto ludico con proposte da parte degli operatori e dei genitori che stimolano divertimento gioia e piacere.

 

Il gioco è essenziale allo sviluppo psicologico a alla crescita del bambino, stimola la fantasia, la creatività, sviluppa conoscenze ed autonomie attraverso la sperimentazione libera.

Se ci sono divertimento e piacere, c’è apprendimento.

 

 

Il più bello dei mari è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto. (NAZIM HIKMET)

 

 

Durante il soggiorno alla SPA sarà compito dell'operatore motivare i genitori informandoli circa i benefici e l'importanza, dopo un primo approccio, a proseguire l'acquaticità insieme ai loro piccoli in maniera continuativa, spiegherà che l'obbiettivo dell'acquaticità non è di insegnare al loro figlio a nuotare ma di rieducare il piccolo insieme ai genitori all’elemento acqua, attraverso una serie di attività ludiche.

 

Durante questi giorni di vacanza accompagnerà genitori e bambino in questa magnifica esperienza sulle vie dell’acqua, sarà l'animatore che con proposte di gioco guiderà la diade genitore/bambino all'esplorazione del mondo acquatico e di tutte le potenzialità di apprendimento che ne possono derivare.

L'apprendimento nei primi anni di vita è in continua e rapida evoluzione, portare quindi  i bambini in acqua fin dalla più tenera età, in un ambiente stimolante offre notevoli vantaggi su più dimensioni della personalità.

 

Tutto ciò che riusciamo a offrire loro nei primi anni di vita, in termini di esperienze affettive, ludico, motorie, linguistiche, logiche e sociali è senz’altro un prezioso bagaglio che porteranno con loro per tutta la vita.

Ciò costituirà una ricca base di riferimento su cui baseranno tutti gli apprendimenti futuri.

 

Il celebre neurologo Erik Sindenblahd afferma che “l’adulto ha imparato a nuotare, il neonato non l’ha mai dimenticato”

I bimbi possono entrare in acqua gia pochi giorni dopo la nascita ( si preferisce al terzo mese subito dopo le prime vaccinazioni obbligatorie) essendo dotati di riflesssi arcaici con cui rispondono e reagiscono istintivamente (per via riflessa) a stimoli e situazioni che garantiscono loro la sopravvivenza.

 

Fra i riflessi sopracitati vi sono;

 

·        Il Diving-reflex (o riflesso di immersione): permette al neonato di andare in apnea se immerso nell’acqua. Questo riflesso è collegato a una valvola che chiude automaticamente il passaggio d’aria tra la bocca e i polmoni (in pratica, il bimbo non “beve”). Secondo alcuni studiosi si tratta di un “ricordo” della vita intrauterina, per altri la reazione del neonato è paragonabile a quella di tutti i mammiferi che, se cadono in acqua, trattengono il respiro anche se non appartengono a specie acquatiche, per altri ancora è il riflesso che permette al lattante di non soffocare durante la suzione e l'allattamento.

 

·        Il riflesso del nuoto, ogni qual volta sarà immerso in acqua attiverà gli arti inferiori con gambate simili alla rana, coordinate al tronco e agli arti superiori.

 

Questi riflessi sono destinati a scomparire con la maturazione dei centri corticali entro i primi mesi di vita, si evince quindi l'importanza dell'attività acquatica precoce e costante, che permette al neonato di muoversi agevolmente nell'elemento acqua nelle tre dimensioni, a differenza della terra che ancora non glie lo consente.

A questa età il piccolo non ha bisogno di imparare a nuotare, la conoscenza del mondo acquatico è insita in lui, nella sua filogenesi a differenza del bambino di 3/5 anni che dovrà invece re- imparare a muoversi in acqua e sarà maggiormente svantaggiato e timoroso  se non avrà praticato attività acquatiche.

 

 

Il significato di triade in acquaticità

 

I bambini non hanno né passato né avvenire e, cosa che a noi non accade mai, godono del presente.

Jean de La Bruyère, I caratteri, 1688

 

La triade nel contesto dell'acquaticità è composta da bambino, genitore e operatore acquatico.

All'interno della relazione triadica l'operaratore, attraverso imput, stimola le capacità di adattamento all'acqua del neonato; più spesso gli imput sono inviati al genitore. il quale funge da mediatore fra il mondo esterno ed il suo piccolo. 

La triade può essere considerata come un sistema dove ogni soggetto è influenzato ed è influenzante.

Un ottimo rapporto all'interno della triade è il presupposto; per avere risposte positive e adeguate , raggiungere con successo l'adattamento prima, e a seguire galleggiamento, immersioni e spostamenti in acqua, fino al raggiungimento della completa autonomia motoria e relazionale.

 

L'operatore dovrà motivare i genitori affinché diano la possibilità ai loro figli di frequentare con costanza e continuità la piscina, risvegliare in sè stessi la capacità di rapportarsi con entusiasmo ed in forma ludica con i loro figli, accentando le proprie emozioni e quelle dei loro piccoli, sdrammatizzando ansie e paure e riducendo le loro elevate aspettative.

La presenza rassicurante del genitore rende ancora più piacevole il gioco del bambino e gli facilita il raggiungimento di azioni sempre più complesse ed elaborate fino ad arrivare alla completa autonomia.

L’operatore osserva per entrare al momento giusto nella relazione della diade attraverso una didattica appropriata e adatta all' età del bambino, ai suoi ritmi, al suo vissuto.

La triade è la vera protagonista di questo processo educativo che, attraverso precise metodologie ludico/didattiche dovrà accompagnare  progressivamente il bambino:

 

·        ad incrementare autostima e fiducia in sè stesso, nelle proprie potenzialità e possibilità

·        a migliorare e rafforzare il legame con i genitori attraverso i giochi fatti insieme e il contatto pelle -pelle

·        ad acquisire un miglior controllo della respirazione e migliorare il sistema cardiovascolare

·        a scoprire nuovi schemi posturali e propriocettivi, a sviluppare maggior forza, resistenza ed equilibrio

·        a sviluppare gradualmente tonicità muscolare, agilità e coordinazione

·        a far crescere l'autonomia e l'indipendenza, attenzione e consapevolezza

·        a confrontarsi con le proprie paure e superarle

 

Il successo e il raggiungimento degli obbiettivi si possono ottenere quando, con le giuste modalità, l’operatore è in grado di entrare nella relazione, conquistando sia la fiducia del bambino, sia del genitore potendo così muoversi all’interno di una triade educativa

  

L'operatore di acquaticità

 

Osserva gli occhi di un bambino, la loro freschezza, la loro radiosa vitalità, la loro vivacità. Assomigliano a uno specchio, silenzioso ma penetrante: solo occhi simili possono raggiungere le profondità del mondo interiore.Osho Rajneesh

 

 

Doti innate quali l'estroversione, l'empatia, la disponibilità, l'intuizione e la fantasia sono prerequisiti fondamentali per un operatore di acquamotricità il quale dovrà inoltre:

 

·        Essere attento alle proposte per tenere sempre vivo l'interesse del neonato; la sua curiosità la sua voglia di scoprire e sperimentare cose nuove.

·        Avere una buona capacità nella comunicazione verbale e non verbale.

·        Proporre materiale didattico/ludico ed ausili idonei sia in sicurezza che per una corretta stimolazione sensoriale compatibile con le diverse età evolutive dei bambini,

·        Essere un bravo osservatore pronto a cogliere e a intervenire in situazioni anche di disagio emotivo, instaurare ottime relazioni con i famigliari, spiegando loro l'attività e gli obbiettivi, dare consigli e correggere dove occorra, trasmettere sicurezza ai genitori, perche lo stato emotivo, le espressioni e le reazioni (sopratutto della madre) rappresentano l'unico filtro cui il bimbo fa riferimento per apprendere e reagire a sua volta.

·        Rispettare tempi e ritmi di ogni bambino, proporre unicamente situazioni adatte al suo sviluppo psico-motorio (non seguire rigide tabelle di sviluppo), tenere conto personalità e del vissuto soggetivo e familiare di ognuno.

·        Avere un buon rapporto con l’acqua, fondamentale per poter trasmettere tranquillità e sicurezza ai bambini ed ai loro genitori.

 

·        Possedere una buona conoscenza di base relativa alle caratteristiche ed alle problematiche dei bambini in età evolutiva, indispensabile per creare e proporre attività adatte ad ognuno.

·        Avere chiarezza degli obiettivi da raggiungere, buona capacità di programmare attività che invoglino genitori e bambini a proseguire il corso.

 

Prima dell’inizio dell’attività prepara nella vasca e sul bordo diversi supporti galleggianti e attrezzature.

Predispone lo spazio e il materiale per garantire un contesto allo stesso tempo stimolante e rassicurante.

 

Accoglie la coppia genitore-bambino rispettandone i tempi; non la "tempesta" immediatamente di stimoli e proposte ma semplicemente la sostiene, con atteggiamento empatico e sorridente, informandosi magari su eventuali variazioni del piccolo rispetto all'incontro precedente.

Osserva per entrare al momento giusto nella relazione della diade.

 

Predispone a bordo vasca un'area di gioco permanente attrezzata con un morbido tappeto e giochi d'acqua per far ambientare i piccoli prima dell'ingresso in piscina.

 

La scelta degli spazi e dell’ attrezzatura è un ingrediente fondamentale perché la curiosità aiuta e sostiene la voglia di sperimentare e di esplorare: le forme, i colori i materiali devono essere adatti ad ogni età.

Supporti galleggianti che aiutano a favorire i primi movimenti di distacco genitore bambino (tappeti forati, ceste galleggianti) permettendo loro di rotolare, gattonare, tuffarsi, immergersi.

Giochi che galleggiano sull’acqua che rendono piacevole e stimolante la lezione (scivoli, palle di diverso colore e dimensione, gioghi in gomma che galleggiano, piccoli animali, oggetti da riempire, svuotare e annaffiare, grossi animali gonfiabili.)

Utilizzare in acqua scivoli di varie difficoltà, ausili galleggianti e per i più piccoli gli appositi salvagente tedeschi, tappeti e materassi galleggianti utili per stimolare il controllo dell'equilibrio del tronco prima e del cammino in seguito, giochi di esplorazione sensoriale disseminati in acqua.

 

 

 

I bambini hanno bisogno di conoscere se stessi tanto quanto hanno bisogno di conoscere il mondo; e queste informazioni si ottengono soltanto agendo nel mondo, cioè tramite l'interazione reale fra esseri umani. I bambini hanno bisogno di più esperienza e meno televisione.

John Condry, Ladra di tempo, serva infedele, 1993

 

 

 

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 
Sei qui: Home TESINE Soggiorno alla SPA: un'opportunità di approccio all'acquaticità neonatale

Sedi dei corsi


 

- PRENATALE                                     
LAZIO: Roma
LOMBARDIA:  Castano Primo - MI
VENETO: Terme di Montegrotto - PD

- NEONATALE
LAZIO:  Roma
LOMBARDIA: Milano,