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Acqua: accoglienza, sostegno, abbraccio

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“E’ come perdere cognizione del mondo esterno, i sensi si acuiscono, il tocco di un altro corpo ti fa sobbalzare ma allo stesso tempo ti culla in un movimento sincrono”.

Sensazioni che mi sono trovata a provare durante il corso di acquaticità prenatale: piccoli particolari che spesso si danno per scontato ma che scoprono un nuovo mondo. Ti trovi stupida di quanto la semplicità delle emozioni possa tanto impressionarti e trasmetterti attraverso un gentile tocco, una carezza, un abbraccio.

L’acqua è l’elemento cardine che permette tutto questo. Nell’acqua gravità, rumori, paura, imbarazzo, tutto scompare per lasciare lo spazio alla voglia di stare dentro di lei. L’acqua ti culla, ti accoglie, ti protegge; in qualche modo si sacrifica per permetterti di stare con lei, ti lascia il tuo spazio, ma ti avvolge. Questa sua caratteristica permette di affrontare prove che normalmente ti potrebbero trasmettere paura: provare l’apnea e sentirsi tranquilli mentre si giace sul fondo della vasca, farsi portare dalla corrente senza paura di affondare.

Non per altro il primo elemento con cui veniamo a contatto ancor prima della nascita è l’acqua: il liquido amniotico protegge il feto dai traumi esterni, lo riscalda, lo culla e gli permette di scoprire i primi movimenti, lo nutre, lo sostiene, lo abbraccia. Quanto il liquido amniotico diminuisce, il feto inizia a patire la sua mancanza: non cresce, non è più protetto, non si nutre più.

Lo produce, nel tentativo di ricreare quella condizione di benessere, ma spesso questo non è sufficiente e allora lui cerca un’altra via, un’altra strada per ritrovare quella tranquillità. E anche se non ritrova l’acqua, scopre che l’abbraccio materno è ancora più accogliente e caldo e soprattutto ancora più protettivo.
Scopre poi che quell’abbraccio può anche nutrirlo, ed ecco che ritrova l’elemento che tanto cercava.

Il latte materno lo disseta, gli riporta alla memoria il nutrimento nella pancia e allora lo cerca sempre di più ed è disposto a piangere pur di poterlo avere. La soddisfazione che ne deriva è talmente grande che lo fa addormentare beato mentre sta ancora gustando quel nettare.

Anche da adulti l’acqua è quell’unico elemento che ci rilassa, ci trasmette tranquillità e dove spesso ci capita di stare per ore senza voler uscire.  Queste sensazioni sono dovute alla precedente nostra vita in utero, al fatto che è stato davvero il primo elemento con cui siamo venuti a contatto.

Da qui l’importanza di integrare un corso di preparazione alla nascita con l’uso e il gioco in acqua. Per una mamma non è importante conoscere ogni singolo capitolo della gravidanza o del parto, non è necessario che qualcuno le insegni come riconoscere quando il suo bambino non sta bene, come respirare durante il travaglio, come spingere al momento del periodo espulsivo. Queste sono cose che una madre conosce e conserva dentro di se, quello che è importante è aiutarle a scoprirle. 

Da qui nasce la mia volontà di condurre non un semplice corso di preparazione al parto, ma di introdurci dei giochi in acqua; giochi che, come mi è stato insegnato, aiutano a capire le possibilità, i tuoi limiti. Scoprire quindi il contatto con l’acqua, l’immersione, l’apnea, il rilassamento e l’affidarsi all’altro, cercare di immedesimarsi nel feto richiamando movimenti e sensazioni. 

Ogni lezione, ogni esercizio permetterà alle mamme di scoprire potenziali che non sapevano di possedere, consentirà il superamento di limiti che consideravano invalicabili e di paure paralizzanti. Insieme vorrei portarle a vivere serenamente la propria gravidanza, il travaglio e il parto in quanto hanno la consapevolezza di essere loro le uniche fautrici del loro destino. Voglio trasmettergli un messaggio di autonomia, libertà, forza, coraggio.

Questo corso mi ha insegnato a ritornare sulle sensazioni base della vita: spesso un vero abbraccio con uno sconosciuto può dare molto di più che un legame con una persona a noi cara. A volte è bello stupirsi della semplicità. A volte è bello tornare a casa col sorriso per un abbraccio.

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