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La terapia manuale per la gravidanza applicata in acqua

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ACQUA, ELEMENTO CHE DONA LA VITA E CHE TIENE IN VITA,
 MADRE PER ECCELLENZA, GENERATRICE DI VITA.
LA TERAPIA MANUALE APPLICATA IN ACQUA
 
“La salute e il suo mantenimento sono legati al movimento intrinseco ed estrinseco del corpo umano e ci deve essere un equilibrio funzionale del corpo, una relazione tra struttura e funzione, che miri all’obiettivo fisiologico in tutti i sistemi, per un’omeostasi organica.
L’acqua e i suoi vortici sono come mille dita che ci toccano sapientemente mentre il respiro raggiunge ogni cellula del nostro essere, vivificandolo.
Nuove informazioni passano attraverso il nostro corpo perché si attiva un sottile fluire e, mentre il corpo cambia, anche la mente cambia e transita in uno stato di quiete: nell’acqua il movimento reattivo si quieta e dalla quiete sorge un ritmo in sintonia con il tutto”.
 
Il potere curativo dell’acqua  risiede nella capacità di stimolare la fantasia regressiva (Balint) in quanto è un elemento ed uno strumento emozionale, che consente di trovare una situazione primigenia per accogliere ed ascoltare ogni singolo messaggio che ci può inviare il nostro corpo.
La qualità sottile del sentire del “bodywork” acquatico apre vie di autocoscienza e consapevolezza, che consentono un delicato risveglio della memoria cellulare della nostra vita acquatica prenatale, permettendo un ritorno allo stadio primario, quello intra-uterino: si manifesta quello che il ricercatore francese George
 
Lapassade chiamava il “ritorno al corpo delle nostre origini, prima cioè, della disciplina delle membra e dell’addomesticamento degli impulsi”.
L’utilizzo dell’acqua, quindi, è una metodologia perfettamente in linea con l’esigenza di recuperare un rapporto più naturale e diretto con il corpo e le sue funzioni.
L’acqua riveste un significato profondo, essendo il primo  ambiente vitale del nostro corpo e il suo utilizzo è una metodologia in linea con l’esigenza di recuperare un rapporto naturale e diretto con il corpo e con le sue funzioni.

A questo proposito, durante la gravidanza l’attività in piscina può prevenire o dare rapido sollievo a molti dei suoi tipici disturbi. La sua azione terapeutica si esplica attraverso la stimolazione di alcune parti del corpo attivando meccanismi fisiologici quali quelli vascolare e nervoso, e attraverso stimoli interni, stimoli meccanici, reazioni, riflessi o stimoli dall’esterno.
 
La funzione importante dell’acqua è quella di massaggiare zone di riflesso particolarmente sensibili, riuscendo a diffondere un senso di benessere in ogni parte dell’organismo, registrando un aumento di endorfine, di oppioidi endogeni collegati a sensazioni di benessere, aventi un effetto “tocolitico”, cioè di riduzione dell’attività contrattile dell’utero.
 
La gravidanza è un momento della vita di una donna e di una coppia, in cui avvengono dei cambiamenti, delle trasformazioni fisiche, emotive, che portano alla nascita di una nuova vita.
La donna è artefice dello sviluppo e della nascita della vita intrauterina che, attraverso una costante mutazione fisiologica, si rende protagonista di un percorso straordinario, non privo di difficoltà, al quale è necessario dedicare momenti di assoluto benessere fisico ma anche e soprattutto psichico.
 
Spesso però, la donna si trova di fronte a tutto ciò disarmata, impossibilitata a fare qualcosa di concreto per sé stessa, ma soprattutto viene considerata e trattata come “malata”.
La tendenza alla medicalizzazione, infatti, porta spesso a pensare alla gravidanza come ad una malattia, quando invece è soltanto un processo fisiologico, nel corso del quale vi è un cambiamento fondamentale: si diventa più semplici, meno strutturate e si perde il senso di individualità, vivendo un senso di appartenenza all’altro, di condivisione con l’altro. Si stabilisce un’empatia, una capacità di mettersi nei panni dell’altro, e quindi si sviluppa un bisogno di affidarsi e di farsi “coccolare” e non curare.
 
Nella gravidanza il fattore primario è l’accettazione di sé e dell’altro, staccando l’attenzione che viene posta solo su sé stessi e riuscendo a trovare una situazione neutra di accettazione.
Vi è il rischio di rendere difficile o quasi impossibile identificare le proprie emozioni, rimanendo incapsulati nell’involucro dei propri pensieri, dei concetti di medicalizzazione come se ci fosse una “miopia emozionale”; invece bisogna vivere le emozioni, gestirle e non reprimerle, sviluppando, se ciò fosse necessario, dei “contenitori” per arginarle ed espandere questi contenitori cons­­entendo di trasformare le emozioni negative in sentimenti positivi (Baiocchi).
 
Il modello medico durante la gravidanza tende a ignorare l’importanza delle “sensazioni” che vengono trattenute sia sul piano fisico che sul piano emozionale e  di conseguenza è possibile che la futura mamma “non sia conscia” del fatto che il suo corpo stia trattenendo emozioni, non manifestando “consciamente”, di conseguenza,  alcun problema.
 
Per tale motivo la si deve aiutare ad essere fondamentalmente più cosciente dei propri bisogni e in loro sintonia. Le emozioni non elaborate possono bloccare anche successivamente processi quali il travaglio, la fase espulsiva del bambino, della placenta.
 
La gravidanza è il cambiamento della donna più marcato da un’intensa pregnanza affettiva sia per lei, sia per chi la circonda, in quanto l’essere psicologico della gestante è caratterizzato da due eventi dominanti:
- maturazione: si cessa di essere figlie per diventare madri;
- regressione: si ritorna a situazioni di vita infantile.
 
Alla luce di ciò, nasce l’esigenza di “disegnare” una metodologia per la gestante, prendendo come “supporto” l’acqua e il “tocco manuale”. Attraverso il tocco sul proprio corpo, le mamme potranno così entrare in contatto con la propria parte emotiva ancor più facilmente, instaurando una particolare relazione anche  con il bambino che portano in grembo.
 
Il tocco manuale e il massaggio prenatale risultano particolarmente importanti per riequilibrare lo schema energetico ed emozionale, partendo dalla dimensione fisica; attraverso il tocco ed il contatto si apre la possibilità di liberare l’emozione “intrappolata “ permettendo così di allentare e rilasciare la tensione fisica ed emotiva, facendo in modo che tutto ciò diventi “terapeutico”.
 
Il gesto del tocco esprime consapevolezza, il contatto aptonomico offre una conferma affettiva al soggetto che acquisisce sicurezza e quindi si fida e si “af-fida” mettendo in moto una serie di fenomeni psico-fisici positivi: la consapevolezza del corpo è semplicemente essere “nel qui e ora”, una parentesi intima di riscoperta del proprio “sé”.
 
L’acqua permette alla donna di percepire il proprio corpo nella sua totalità, di immaginarne i confini e di cogliere le emozioni che si generano al suo interno, attivando i propri sistemi percettivi cutanei e sottocutanei, facendo acquisire alla gestante fiducia nelle sue capacità di dare alla luce una nuova vita con le proprie forze, aiutata anche dal futuro papà.
 
Le terapie manuali in gravidanza sono pratiche che assecondano le necessità del corpo nel corso delle varie fasi che precedono il parto e si prefiggono lo scopo di rilassare, accrescere le funzioni dei muscoli, delle articolazioni, della circolazione, tonificando e rinvigorendo la partoriente sia sul piano fisico che sul piano mentale, riducendo quindi anche lo stress ormonale del periodo; l’efficacia di ciò può essere accompagnata e supportata anche da un buon dialogo tra gestante ed operatrice.
 
Liberando la struttura dei diversi tessuti corporei dalle tensioni e da memorie somatiche ai livelli più svariati e ripristinando le proprie forze di autoguarigione, è possibile un miglioramento di quasi tutte le espressioni di malattia o di malessere presenti in questo delicato periodo.
Importanti sono i benefici fisiologici che l’immersione e il movimento in acqua procurano alla gestante: imparando ad osservare e ad ascoltare il flusso del proprio respiro, allentando le tensioni, stabilendo un contatto più stretto con le sue emozioni accettandole e comprendendole. Il massaggio stesso dell’acqua stimola tutta una serie di funzioni e attività che permettono una tonificazione e contestualmente un rilassamento generale donando un riequilibrio psicofisico.
 
L’acquaticità prenatale è una sorta di accompagnamento nella relazione affettiva che si va creando tra madre/bambino, come essenza del benessere psico-fisico di entrambi. Per questo motivo è essenziale colmare di calma, fiducia e gioia il periodo prenatale ed è importante comunicare con l’esserino che nascerà, prepararlo, dirgli che è atteso e amato: la  sintonia  è destinata ad approfondirsi dopo la nascita, in quanto  la formazione dell’individuo inizia nel periodo fetale, sviluppando la sensibilità sensoriale.
 
L’acqua ha un grosso richiamo energetico, ed una valenza terapeutica, perché sviluppa le propriocezioni, è una palestra esperienziale per la gravidanza, perché vi è una mobilizzazione corporea ed energetica: ascoltare e ascoltarsi.
Soprattutto se calda, è un regolatore dello stato emozionale, sviluppando tendenze passivo/ricettive ed  il corpo si apre e si distende, si allentano le difese, vi è un mancato presidio dei confini del proprio corpo (regressione all’epoca embrionale) ed il rilassamento induce un insieme di caratteristiche e reazioni registrabili a livello fisiologico.
 
Non dimentichiamo la risonanza che l’acqua può avere a livello cellulare con il nostro organismo in quanto siamo formati per la maggior parte di liquidi, ed è la nostra fonte vitale.
La stimolazione attraverso l’acqua del tessuto muscolare, della fascia tissutale, del sistema nervoso e della respirazione, attiva la produzione di beta-endorfine, il che significa per ogni persona, non solo in gravidanza, il conseguimento di uno stato di benessere.
 
In diversi settore scientifici è appurato che l’acqua è capace di trasportare informazioni molecolari come pure è accertata la possibilità di registrare,  trasmettere e amplificare queste informazioni ad esempio con l’ausiillo della musica e del suono.
Con l’attività bioacquatica e’ possibile lavorare su aspetti emozionali profondi in modo positivo senza l’uso del linguaggio verbale o di passaggi mentali o congetture; il passaggio attraverso corpo-acqua diviene esperienza che rimane acquisita  per mamma e bambino prima e dopo la nascita.
 
L’attività più o meno dinamica svolta in acqua comprende dei movimenti selezionati adatti alle esigenze della gestante, al suo ritmo, calibrati sulle varie tappe  del cambiamento fisico e attenti alla  fisiologia.
L’acqua sostiene il peso della donna neutralizzando la forza di gravità, migliora l’ossigenazione dell’utero e del feto (diminuendo la pressione sulla vena cava e sull’aorta) e stimola il sistema parasimpatico e quindi il rilassamento. 
 
A livello fisico l’acqua facilita i movimenti, consente il rilassamento, grazie all’omogenea distribuzione del peso su tutte le articolazioni, e questi movimenti aiutano a mettere in gioco  gli schemi corporei utilizzati quotidianamente, permettendo di esplorare e divenire consapevoli delle proprie possibilità d’azione, imparando  ad utilizzare al meglio le capacità di funzionamento del proprio corpo, limitando i fastidi fisici apportati dal cambiamento quotidiano.
 
Anche la visualizzazione ha la qualità di generare uno stato profondo di benessere, consapevolezza del respiro e del corpo: la razionalità lascia il posto all’intuizione, quindi apertura mentale, interelazione, condivisione, affidamento all’altro.
La gestazione è come un allenamento per arrivare preparata nel migliore dei modi al parto, anche se  non esiste un modo uguale o ideale per tutte, ogni donna deve seguire il proprio istinto, avere fiducia in sé, lasciar fare al proprio corpo, percepirlo e assecondarlo.
 
TECNICA CRANIO-SACRALE METODO UPLEDGER - APPLICATA IN BIOACQUATICA
E’ una tecnica di palpazione manuale non invasiva, che permette l’esame dei tessuti e delle strutture senza evocare e provocare nessuna resistenza,  e viene utilizzata in risposta a dei problemi legati agli apparati fisici e fisiologici del nostro organismo sia all’asciutto che in acqua.
 
Permette la valutazione e l’analisi delle alterazioni tissutali e viene eseguita attraverso la ricerca  delle tensioni anomale del sistema fasciale, applicando, poi le tecniche che aiutino a stimolare  un processo riabilitativo “attivato” dall’utente stesso.
L’insieme di tutte le fasce costituisce un unico sistema, e le tensioni anomale a loro carico si trasmettono poi in altre aree del corpo; nel momento in cui la tecnica viene completata  efficacemente vi è un ammorbidimento e un rilassamento, percepibile al tatto e al contatto.
 
Il sistema cranio sacrale è un sistema idraulico semichiuso avvolto da una membrana impermeabile che avvolge cervello e midollo spinale, ed influisce su molte funzioni del corpo, causando squilibri e disfunzioni sensoriali motorie e intellettive, se non si trova in uno stato ottimale. L’effetto positivo della Tecnica Cranio Sacrale si basa in larga misura sulle comuni attività fisiologiche autocorrettive dell’utente.
Questa tecnica è auspicabile in gravidanza perché incrementa la mobilità e sviluppa molteplici processi di adattamento del corpo, che sono efficaci ma non invasivi, di aiuto ai normali processi fisiologici.
 
Scopre come il corpo trattiene la nostra storia emozionale e nota come lo stress viene imprigionato a livello fisico creando tensione cronica e carica emotiva repressa, influenzando non solo il nostro modo di camminare, parlare, muoverci e respirare, ma sottendendo e alimentando anche le forme e gli schemi del pensiero nonchè ogni stato emozionale.
 
Questi modelli, considerati come delle “armature” possono letteralmente programmare il corpo a reagire in maniera condizionata, inconscia e per lo più automatica ed errata.
La mobilità fasciale, quindi, è essenziale, il normale sviluppo dell’intero organismo e l’adeguamento alle modifiche quotidiane della gestante dipendono anche dalla sua integrità ed al suo buon stato.
 
Permette, inoltre,  di creare una relazione cooperativa della persona con le proprietà di autoguarigione dell’acqua, riscoprendo consapevolezza, benessere e vitalità anche a livello emozionale.
Il sistema cranio sacrale  è uno strumento potente, le cui tecniche sono di grande utilità per affrontare molti disturbi connessi con il nostro sistema fisiologico soprattutto in un periodo delicato come la gravidanza.
 
E’, inoltre, di aiuto nel portare la persona nella consapevolezza del movimento anche nell’acqua, grazie proprio alla risonanza che questa ha sul nostro organismo, portando ad un miglioramento bio-fisico e conducendo alla conoscenza del proprio corpo e delle sue potenzialità;  è di supporto e di aiuto nell’affrontare le problematiche fisiche, alcune delle quali sono strettamente legate all’elemento acquatico, dove il corpo può trovare un miglior adattamento, favorendo anche la regressione  e la stimolazione della memoria biologica.
 
Inoltre l’acqua, come già esposto, è l’elemento fondamentale associato al liquido amniotico che favorisce la regressione (nella memoria biologica) alla ricerca della causa delle disfunzioni presenti ed all’accesso ai nostri archetipi associati ad esse.
 
TERAPIA SHIATSU- METODO MASUNAGA E WATSU – METODO FRAIOLI
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese il massaggio serve a ripristinare squilibri energetici soggiacenti ad un problema fisico e questi squilibri portano a situazioni di destabilizzazione della persona.
Il concetto energetico è molto pragmatico nello shiatsu e nel watsu ed è basato sulla conoscenza dei sistemi funzionali che devono sempre trovarsi in uno stato di equilibrio per poter raggiungere una omeostasi organica.
 
Sono tecniche di manipolazione terapeutica esercitate mediante “pressione digitale” (digitopressione) praticata su diverse parti del corpo ed in punti particolari, localizzati in maniera analoga a quelli dell’agopuntura, applicata all’asciutto (shiatsu) o in acqua (watsu).
Il  trattamento, in generale, produce una sensazione che penetra in profondità delle parti trattate,  ma deve essere effettuato  in modo morbido e delicato: la pressione dovrà essere sufficiente, adeguata alla persona che si tratta ed alle sue condizioni fisiche generali e del momento attuale.
 
Il riequilibrio energetico indotto dallo Shiatsu e dal Watsu offre una naturale soluzione a molti disturbi della gravidanza oltre a permetterne un decorso più armonico e sereno.
Queste tecniche valorizzano le risorse vitali di ambedue le persone coinvolte nella pratica, permettendone la migliore espressione secondo le potenzialità, i tempi e le modalità peculiari di ciascuno, ed hanno lo scopo di attivare le capacità di autoguarigione e riequilibrio delle funzioni psicofisiche del corpo attraverso la pressione su punti specifici, stiramenti e manovre di mobilizzazione attiva e passiva del corpo stesso.
 
Si ritiene che disturbi e malattie siano prodotti da situazioni di squilibrio dell’organismo che spesso affondano le loro radici nelle abitudini di vita e nei conflitti emotivi della persona che ne è affetta, e si propone, quindi, di effettuare un riequilibrio energetico dell’organismo agendo attraverso la struttura del corpo e attraverso una relazione terapeutica efficace, mirando a mantenere un equilibrio e a risvegliare risorse energetiche necessarie per il travaglio e il parto.
 
Le tecniche dello shiatsu e del watsu sono opportune per risolvere una serie di problematiche che interessano chi vive situazioni delicate per l’equilibrio complessivo del corpo, e quindi a maggior ragione anche in gravidanza, consentendo di alleviare problemi più comuni della gestante.

CONCLUSIONI FINALI
Lo scopo del tocco manuale o massaggio applicato in bioacquatica è di ottenere un sollievo rapido ai vari sintomi servendosi delle proprie mani, aiutando a calmare dolori e fastidi non escludendo, però,  l’ausilio della Medicina Tradizionale quando ci si trova di fronte a problematiche o patologie molto gravi o complesse.
 
Negli ultimi anni sono stati eseguiti studi riguardo la fisiologia neonatale  ed il tocco manuale in acqua, che hanno contribuito ad arricchire la comprensione della fisiologia perinatale, precisamente nelle fasi immediatamente precedenti e successive la nascita del bambino.
 
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