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I benefici dell’acquaticità per le gravide: linee guida per gli istruttori

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Abstract

Questo elaborato fornisce le basi per un counseling con la paziente, indica i rischi e i benefici dell’acquaticità prenatale, da suggerimenti agli operatori stessi su quelli che sono i principi fondamentali per un corretta gestione della gravidanza fisiologica e analizza i reali benefici che la gestante può trarre da un corretto esercizio in acqua, comprovati da studi scientifici molto importanti che convengono con la stessa affermazione, cioè che lo sport in gravidanza è molto utile e il nuoto sarebbe lo sport ideale.

Caratteristiche della vasca

Preferibilmente la vasca che accoglie le gravide dovrebbe avere specifiche caratteristiche per quanto riguarda la temperatura, ideale tra i 29 e i 30 gradi, ma soprattutto per la quanto riguarda la pulizia e la disinfezione.
Temperature troppo basse impediscono il completo rilassamento dei tessuti, mentre temperature elevate sono controindicate in caso di ipertensione, in quanto potrebbero aumentare gli edemi agli arti soprattutto inferiori, e in caso di ipotensione, in quanto potrebbe provocare un crollo ulteriore dei livelli pressori. Dove possibile si dovrebbe preferire una vasca profonda 120 centimetri circa e larga 10x5 metri circa, come la classica vasca da fitness.

I benefici dell’attività in acqua

Introduzione
L'immersione in acqua determina alcune modificazioni che riguardano soprattutto lo spostamento dei liquidi corporei.
La pressione che l'acqua esercita sul derma e sul sottocute facilita il ritorno venoso e linfatico: l'acqua si riversa dai tessuti nel torrente circolatorio; il sangue si diluisce, aumenta il volume di plasma che viene spinto più facilmente dalle estremità verso il cuore. Di fatti l’immersione in acqua aiuta a sgonfiare le gambe ed aumenta il lavoro dei reni, aumentando, di conseguenza la diuresi, e quindi la purificazione dell’organismo.

Secondo le leggi della fisica con l'acqua all'altezza delle spalle (vasca di 120 cm circa di profondità), pesiamo circa il 20% del nostro peso corporeo e la spinta al galleggiamento è tanto maggiore quanto più il corpo è immerso.
Per questo motivo si determina una diminuzione della forza di gravità che alleggerisce le articolazioni e i legamenti dal carico di lavoro statico e dinamico rendendo più semplice lo svolgimento di esercizi mirati ad alleviare dolori articolari e lombalgie stimolando una corretta motilità vertebrale.

Tutti sappiamo che la maggior parte delle donne gravide presenta problemi a carico del tratto lombare, dolore dovuto dalla posizione abitualmente acquisita dalle donne in gravidanza intorno al quinto mese di gestazione. La schiena si inarca per controbilanciare  il peso della pancia che determina uno spostamento del centro del corpo in avanti.
In acqua si modificano anche alcuni parametri respiratori, migliora, infatti, la perfusione polmonare, cioè la quantità di sangue che raggiunge gli alveoli per ossigenarli (nonostante vi entri un minore volume di aria).

In assenza di attività muscolare intensa e a temperature non troppo distanti dalla termo-neutralità, alcuni autori sostengono che l'immersione provochi l'attivazione di alcuni riflessi neurovegetativi. Si fa riferimento al sistema parasimpatico il quale agisce in regioni corporee specifiche e mira a conservare e ripristinare le sorgenti energetiche dell'organismo.
Alcuni studi confermano che le immersioni in piscina aumentano il liquido amniotico che, durante il travaglio, permetterà durate le contrazioni uterine un minore impegno cardio-circolatorio e metabolico per il feto.

E' stato verificato anche che la semplice immersione in acqua termo-neutra (32-35°) provoca un aumento delle endorfine (ormoni del benessere) nel sangue, ma non stimola la produzione di catecolamine (ormoni della risposta allo stress).
Per quanto riguarda le onde cerebrali, che si possono registrare con l'elettro-encefalogramma, sembra che le immersioni stimolino la sincronicità delle onde alfa, con conseguente sensazione di relax.

Numerosi studi e pubblicazioni hanno indagato sul reale beneficio dell’attività fisica durante la gravidanza e tutti affermano che lo sport migliore durante la gravidanza è il nuoto o comunque l’attività fisica in acqua per tutti quei motivi indicati del capitolo precedente.
In particolare uno studio fatto dall’Università del Nord Carolina ha preso in considerazione la frequenza cardiaca fetale e la diuresi materna dopo gli esercizi svolti in immersione o a terra.

Le sette donne alla 25° settimana di gravidanza valutate per questo studio presentavano un aumento della diuresi dopo esercizio fisico in acqua rispetto all’esercizio a terra e la frequenza cardiaca fetale non tendeva alla tachicardia dopo esercizi in immersione rispetto alla tachicardia fetale rilevata nelle gravide dopo stress fisico a terra.

Un altro studio fatto dall’Università del Sud Carolina ha indagato sull’impatto che hanno gli esercizi acquatici sulla percezione dell’immagine del corpo, la partecipazione a comportamenti che promuovono la salute, i livelli di disagio fisico e la mobilità. Questo studio ha comparato pazienti sedentarie che hanno iniziato un programma di allenamento per una durata complessiva di 6 settimane con 3 incontri settimanali di 60 minuti ciascuno con un campione di controllo costituito da pazienti gravide sedentarie che hanno continuato le normali attività della loro vita quotidiana. Il risultato ha riportato un miglioramento della percezione del proprio corpo e della mobilità nelle donne che avevano seguito il programma di allenamento. In conclusione dello studio si sottolinea l’importanza degli esercizi acquatici per migliorare la funzionalità fisica, diminuire il disagio, migliorare l’immagine del corpo e promuovere la salute.

Un ulteriore studio randomizzato fatto dal Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Campinas, San Paolo (Brasile) ha comparato  34 donne in gravidanza sottoposte ad aerobica in acqua a 37 donne gravide sedentarie.

Ne è emerso che la pratica regolare in acqua non ha alcuna influenza sulle capacità cardiovascolari materne, tuttavia ci sono state meno richieste di analgesia durante il travaglio nel gruppo di pazienti che hanno partecipato all’attività aerobica in acqua.

Edemi e pressione arteriosa

Prima di intraprendere questo argomento è bene fare una piccola introduzione.
L’ipertensione in gravidanza è molto rischiosa e deve essere tenuta sotto stretto controllo, per tale motivo è bene quando si vuole fare un corso di acquamotricità prenatale, richiedere alle donne che vogliono parteciparvi, un certificato medico di gravidanza fisiologica. Come abbiamo detto nel paragrafo riguardante le caratteristiche della vasca, temperature troppo basse possono provocare edemi soprattutto agli arti inferiori, soprattutto se si parte da una condizione aggravata da ipertensione materna, che nei casi gravi può sfociare in pre-eclampsia o eclampsia.

Di fatti meglio sarebbe non far partecipare ad un corso di questo tipo le pazienti con gravidanze ad alto rischio.
Per le gravidanze fisiologiche o per quelle a basso rischio esistono studi che dimostrano l’importanza dell’attività in acqua per alleviare il problema degli edemi soprattutto agli arti.

Ad esempio uno studio fatto in Oregon (U.S.A), ha dimostrato che esercizi in immersione rispetto ad esercizi a terra favoriscono la diuresi aiutando ad alleviare gli edemi agli arti e uno studio fatto dall’università di Zurigo ha osservato come anche una singola sessione di allenamento in acqua sia sicura, efficace e piacevole come complemento o come alternativa alle calze di compressione per la riduzione degli edemi dipendenti dalla gravidanza. In ogni caso ulteriori studi sono necessari al fine determinare la durata e gli intervalli ottimali per le sessione di allenamento in acqua.

Valutazione del liquido amniotico
Uno studio brasiliano fatto dal Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia, Facoltà delle Scienze dell’Università di Campinas ha valutato la variazione del liquido amniotico (A.F.I) nelle donne a basso rischio di gravidanza prima e dopo la sessione di attività fisica in acqua.
Le donne sono state valutate prima dell’inizio dell’attività e poi settimanalmente.

L’attività prevedeva 3 incontri settimanali di 50 minuti in acqua a 30° C. Sono state escluse dallo studio le donne con parti cesarei precedenti e quelle ad alto rischio di gravidanza con controindicazione all’attività aerobica in acqua. Le donne sono state valutate settimanalmente prima e dopo l’attività con un’ecografia a partire dalla 20 esima settimana e sino al parto.
Lo studio ha dimostrato con successo che l’attività fisica in acqua sembra aumentare in modo significativo l’A.F.I, e poiché questa e una terapia non invasiva la sua applicazione clinica potrebbe avere un valore significativo. Inoltre altri studi hanno dimostrato che tale attività non ha nessun effetto significativo sulla cardiotocografia fetale, quindi un motivo in più per essere prescritta o proposta alle donne gravide.

Lombalgie
Il dolore lombare come già accennato è un problema assai ricorrente nelle donne gravide, soprattutto nella seconda metà della gravidanza. Paragonando attività in acqua con attività a terra durante la gravidanza, tenendo conto del lavoro a carico lombare anche al fine di prevenire o comunque migliorare le lombalgie o il dolore del cingolo pelvico,  sono emersi dati a favore delle attività in acqua.

Significativo è lo studio eseguito dalla Unità di Ricerca e Sviluppo del Mondal in Svezia, ha dimostrato, osservando 390 donne gravide in buona salute. Per studiare gli effetti che l’attività in acqua esercita a carico del dolore lombare uno ulteriore studio svedese ha  confrontato 129 donne che hanno partecipato a corsi di acquamotricità una volta a settimana da metà a fine gravidanza a 129 gravide sedentarie.

Le donne che hanno partecipato a corsi in acqua hanno dichiarato di avere poco mal di schiena sul tratto lombare e confrontando il totale dei giorni di congedo dal lavoro per mal di schiena abbiamo un totale di 982 giorni nelle gravide che hanno partecipato ai corsi contro 1484 giorni delle gravide sedentarie.

Effetti ormonali
I benefici della giusta attività fisica sono molteplici, sia per la mamma che per il bambino. Nella mamma l’allenamento aiuta nel ridurre la percezione dolorosa e lo stress durante travaglio e parto grazie alla produzione di beta-endorfine.
Le endorfine sono anche in grado di aumentare la lipolisi, catabolismo dei grassi, risparmiando il glicogeno muscolare.

Nel nascituro i benefici si notano soprattutto a livello cardiovascolare, è un po’ come se il bambino si allenasse con la mamma, ed è anche per questo che l'intensità dovrà restare in linea di massima moderata. Uno studio sperimentale eseguito dal Dipartimento di Ostetricia dell’Università del North Carolina ha osservato 12 donne a 15, 25 e 35 settimane di gravidanza e 10 settimane dopo il parto. La prova prevedeva: 20 minuti di riposo in decubito laterale a terra, 20 minuti di immersione a livello dello xifoide in acqua a 30° C, 20 minuti di esercizio e 20 minuti di recupero in decubito laterale. Ne è emerso che l’esercizio fisico non ha avuto nessun effetto sui livelli di endorfina dopo il parto, al contrario, durante la gravidanza, i livelli di beta-endorfine sono significativamente elevati e il maggiore incremento si riscontra alla 15°settimana rispetto alla 25° e alla 35°.

Questo spiega per quale motivo altri studi hanno affermato che le gravide che hanno partecipato a corsi in acqua presentano minor dolore lombare o al cingolo pelvico durante la gravidanza e richiedono analgesia in travaglio con minor frequenza.

Conclusioni

L’esercizio in acqua offre vantaggi fisiologici per la donna incinta. La forza idrostatica dell’acqua spinge il liquido extravascolare negli spazi vascolari, producendo un aumento del volume di sangue centrale che può portare ad un aumento del flusso ematico uterino. Questa forza è proporzionale alla profondità di immersione. Inoltre la spinta idrostatica sostiene la donna e l’acqua ha proprietà termoregolanti. Gli effetti della gravidanza sul sistema cardiorespiratorio includono aumenti del consumo di ossigeno, gittata cardiaca, frequenza cardiaca e volume plasmatico. 

Ovvio è che l’attività fisica deve essere leggera e seguita da personale esperto. L’ideale potrebbe essere un corso con uno o due incontri settimanali di circa 60 minuti ciascuno.
Tali incontri potrebbero essere strutturati alternando esercizi dinamici a fasi di rilassamento e meditazione, gli esercizi inoltre, possono essere fatti in immersione con apnee o espirazioni sott’acqua.
Oppure la lezione potrebbe essere suddivisa in una prima parte di esercizi dimanici, volti a stirare i muscoli degli arti superiori ed inferiore e rassodare pancia e fianchi, seguita da esercizi di rilassamento e visualizzazione, volti a dare nuova consapevolezza alla percezione del sé e della relazione con gli altri esseri con il tempo e lo spazio intorno a noi. 

Bibliografia

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  • Acqua gym: la composizione corporea materna e gli esiti perinatali dopo un programma per le donne in gravidanza a basso rischio. 
    Cavalcante SR, Cecatti JG, Pereira RI, EP Baciuk, AL Bernarso, C Silveira. Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia, Università di Campinas, San Paolo, Brasile. Reprod Health. 2009 jan 6;6:1.
     
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