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Acquaticità negli asili e scuole materne

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Le scuole materne e gli asili nido sono strutture per l’infanzia destinate al sostegno di iniziative di interesse ludico, relazionale e socio-culturale. 
L’ambiente interno ed esterno viene realizzato con l’obiettivo di adattarsi al bambino con materiali, colori e superfici che stimolano le varie aree di apprendimento e la fantasia. 


Gli spazi sono dedicati ad attività specifiche come, ad esempio, la musica, l’arte, il teatro, l’inglese o il gioco simbolico. L’apprendimento viene sviluppato attraverso il gioco che è il motore della conoscenza, è il mezzo con il quale il bambino esprime il proprio mondo, crea e trasforma la realtà, sperimenta e fa nuove conoscenze. 

Un oggetto di apprendimento sperimentato dagli educatori con grande successo è l’acqua.
E’ un elemento naturale che induce spontaneamente al gioco.
Per i bambini stare in acqua o giocare in acqua è sicuramente un grande divertimento. In acqua si sviluppano le abilità motorie che saranno alla base per attività come camminare, correre, e andare in bicicletta.

Con l’acqua si percepiscono sensazioni tattili, si entra in contatto con un’esperienza di gioco diversa che consente di creare, di sperimentare, di scoprire e di liberare cariche emotive generando nel bambino sensazioni nuove e forti con una maggiore consapevolezza del proprio sé rinforzando anche le relazioni e la socializzazione.
E’ necessario che, durante i giochi, i bambini siano lasciati liberi di sporcarsi poiché solo così si raggiunge la piena libertà di espressione e di sperimentazione sollecitando la curiosità e la voglia di crescere.

Sia negli asili nido che nelle scuole materne l’acqua diventa quindi una vera e propria attività didattica a cui si dedicano spazi specifici al coperto o all’aperto. A seconda dell’età del bambino vengono proposti diversi giochi.
L’attività sperimentata in tutte le strutture è quella dei travasi in cui si predispone uno spazio con imbuti, vaschette, tazze e recipienti diversi in colore, forma, dimensione, tutti colmi di acqua.

I bambini si divertono a travasare l’acqua da un recipiente all’altro scegliendo quelli che piacciono di più.
Si può condividere questa attività con i compagni o viverla individualmente con fantasia. Questa semplice attività permette di sviluppare la motricità fine e la coordinazione oculomanuale, di osservare le azioni che si compiono nell’acqua favorendo anche la condivisione.

Solitamente gli oggetti vengono proposti dall’educatore gradualmente in modo che ogni bambino possa concentrare l’attenzione sulle sensazioni corporee prodotte dal suo stesso gioco.
Questa attività può essere sviluppata con l’aggiunta, nei recipienti dell’acqua, di farina gialla (farina per polenta), farina bianca, zucchero (diversa dalla farina per la consistenza) e sabbia.
Generalmente l’attività viene proposta a un piccolo gruppo di bambini in un ambiente preventivamente riscaldato e adibito a tali giochi usando acqua tiepida. In estate viene fatta all’aperto, in giardino, anche con i secchi. L’acqua diventa così strumento di divertimento e di benessere totale!

Una attività di grande euforia per i bambini si svolge in bagno: si riempiono d’acqua i lavandini e si versa dentro un po’ di essenza per sciroppi in gusti diversi in riferimento ai colori fondamentali (mirtillo, menta, orzata, amarena).
Questa attività, svolta soprattutto negli asili nido, può sembrare monotona a noi adulti, ma non lo è affatto per i bambini piccoli. I bimbi imparano a utilizzare le mani per esplorare l’acqua e apprendono semplici fenomeni che avvengono in essa.

L’acqua viene osservata, schizzata, toccata con le mani che immergendole in essa cambiano colore in base allo sciroppo mischiato. Il bambino si avvicina all’acqua con serenità e con grande curiosità. 
Una attività didattica da provare negli ambienti interni è il gioco con le bacinelle. I bambini provano a togliersi le scarpe e le calze per entrare nelle bacinelle e iniziano a camminare, battere i piedi e calciare l’acqua.

Questo gioco serve per scaricare la tensione e lo stress emotivo, i bambini si esaltano a muoversi con le loro gambette, creano movimento nell’acqua grazie ai salti e agli schizzi.
Spesso gli educatori propongono questo gioco nelle “giornate no” ossia in quelle giornate in cui si è  particolarmente eccitati senza riuscire ad attirare l’ attenzione dei bimbi.
Infatti terminatosi, si nota maggiore disponibilità ad altre attività didattiche proposte dagli educatori.
Lo stesso gioco può essere svolto all’aperto con le piscine gonfiabili, cambia il modo di rapportarsi con l’acqua, si ha maggiore quantità d’acqua e maggior spazio.

Un’ attività da proporre ai più grandicelli è giocare a fare il bucato, qui il gioco di ruolo diventa predominante.
I bambini giocano ad imitare il mondo degli adulti attraverso la memorizzazione (imitano la mamma a fare il bucato).

Nelle scuole materne il tema dell’acqua viene trattato nella sua totalità , si insegna che è un diritto alla vita e un bene comune, si sottolinea  l’importanza crescente del problema della scarsità per una maggiore sensibilizzazione.
Grazie alle routines di tutti i giorni, si eseguono delle attività di vita pratica: lavarsi le mani, il viso e i denti, riempire le caraffe che servono al pasto, terminare l’acqua versata nei bicchieri, lavare gli attrezzi utilizzati durante le attività e così facendo si insegna inconsapevolmente l’importanza di questa grande risorsa promuovendo anche l’autonomia di ogni singolo individuo.

Nelle scuole materne vengono proposti dei laboratori scientifici, dei veri esperimenti con l’acqua: miscugli d’acqua e polveri, l’acqua come soluzione (es. il sale sciolto nell’acqua forma una soluzione..), miscugli d’acqua e liquidi (olio, aceto..), assaggiare l’acqua (naturale, minerale, del rubinetto, distillata..), galleggiamenti degli oggetti e dell’uovo (l’uovo affonda nell’acqua dolce e galleggia in quella salata), evaporazione dell’acqua di mare. Attraverso l’esperienza diretta i bambini sviluppano nuove conoscenze e soprattutto si divertono! 

Il tema dell’acqua è così vasto che spesso le scuole materne lo utilizzano come programma didattico annuale. L’umidità, le nuvole, i ghiacciai, i laghi, il mare, le maree, la pioggia sono oggetto di attività attraverso disegni, interpretazioni, dialoghi, immagini, letture e filmati.
Alcune volte le strutture propongono gite guidate in musei,  “mostre didattiche” e acquari (se non troppo distanti).

In alcune scuole materne si propone la realizzazione di corsi di nuoto in orario scolastico.
Si sono riscontrati risultati positivi sia da parte dei bambini che dei genitori. Gli insegnanti di nuoto sviluppano un programma formativo che ha il fine di far scoprire l’ambiente acquatico e familiarizzare con esso attraverso esperienze ludico-motorie per incentivare il partecipante a proseguire nelle scuole elementari. In questa prima fase gli obiettivi prefissi sono: l’ingresso e l’uscita dall’acqua, l’immersione del viso e del capo, l’espirazione subacquea (le bolle..), i galleggiamenti,  la battuta delle gambe e l’esplorazione subacquea.

Non ci si propone l’insegnamento rigoroso delle tecniche di nuoto, ma piuttosto un avvicinamento alle attività in acqua.
E’ importante che i bambini imparino ad amare l’acqua e così facendo si promuove anche l’ area cognitiva, affettiva e sociale.
Il superamento della paura dell’acqua, la riduzione dei problemi motori legati ad un ambiente così diverso hanno una influenza positiva sul carattere, sulla personalità e sulle relazioni.
Per questo ormai parecchie scuole materne hanno introdotto, nel loro programma annuale, dei corsi di nuoto settimanali.

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