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La Psicomotricità Funzionale e i corsi di Acquamotricità Prenatale

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L’esperienza del distacco: l’immagine Corporea E Le Modificazioni in Gravidanza.  
La Psicomotricità Funzionale  e  i corsi di Acquamotricità Prenatale


Indice

Presentazione    

capitolo i: 
Gravidanza e part, distacco dal proprio corpo e dal proprio figlio.            

capitolo ii: 
Riferimenti storici e teorici della psicomotricità funzionale        

capitolo iii:
Tecniche distensivo corporee

capitolo iv. 
La psicomotricità funzionale e i corsi di acquamotricità prenatale:benessere e sostegno alla persona                

Conclusioni

Riferimenti bibliografici

 

Presentazione

“Ero costretto a sentire la mie nuove radici che affondavano nel buio e succhiavano un mondo estraneo per la prima volta assaggiai la morte che ha un sapore amaro perchè è nascita, angoscia e paura di un tremendo rinnovamento.”.

Herman Hesse (1)

 

Quella del distacco è un’esperienza che lungo tutto l’arco della vita, ci tocca in molte sue forme, dalla più fisiologica e quindi necessaria per la vita stessa, a quella forma di distacco che si vive di più a livello psicologico.
Ogni essere umano per motivi diversi ha avuto esperienza di distacco, non fosse altro per il fatto che è venuto al mondo “distaccandosi” dal grembo materno.
Ogni fase della nostra vita è segnata da un distacco che non è solo perdita, ma anche e soprattutto cambiamento, rinnovamento, magari “tremendo” come ci suggerisce Hesse, ma pur sempre nuova vita.

Tutto ciò che è nuovo e sconosciuto può fare paura, ma la giusta elaborazione del distacco dal vecchio e un buon livello di “aggiustamento” al nuovo, contribuiscono senz’altro ad un benessere psicofisico necessario per vivere.
Il senso di smarrimento e di perdita non devono avere più valore rispetto al fatto che ogni distacco è anche percorso di crescita personale.

“Siamo tutti migranti.
Stiamo permanentemente abbandonando una terra per trasferirci altrove.
Siamo migranti quando lasciamo i vecchi schemi e le vecchie abitudini per aprirci a nuove circostanze di vita.
Un matrimonio, una separazione, la morte di una persona cara, un viaggio non da turisti, persino la lettura di un libro sono delle migrazioni interiori.
Poi c'è la migrazione di chi lascia la madre terra per vivere altrove: una volta gli uccelli, oggi gli uomini.
Ogni migrazione esteriore a poco a poco diventa anche interiore. Gli ostacoli possono trasformarsi in occasione di crescita.” (2)

E’ questo il senso: un cambiamento, una novità, un momento che comporta una profonda metamorfosi, possono per ogni essere umano diventare causa di sconforto interiore e psicologico. 
Quello preso in esame in questo scritto è il distacco dovuto all’esperienza del parto, quindi dal corpo pre-esistente e dal figlio che nasce.

La trasformazione del corpo vissuto e percepito che segue agli eventi, rispettivamente:  gravidanza e parto. 
La persona perde dei riferimenti importanti e soprattutto parte di sé ottenendo un cambiamento forte del proprio corpo.

Dopo il parto una donna deve fare i conti con il distacco dal proprio figlio che fino a quel momento era parte integrante di sé. Il suo corpo si trasformerà, apparentemente giovando la donna, ma la sua parte psicologica ne soffrirà la perdita. Inoltre molte nuove madri dopo la gravidanza si troveranno a fare i conti con un nuovo corpo, non sempre così desiderato.

Molti sono gli approcci per risolvere o comunque tentare di migliorare queste problematiche. In questa tesina si metterà in risalto la Psicomotricità Funzionale in acqua e l’importanza dei corsi di Acquamotricità Pre-natale che possono favorire l’elaborazione del distacco attraverso una funzionale percezione del vissuto e del corpo “nuovo”. Nel tentativo di armonizzare quindi il vissuto al percepito.

Un’elaborazione dell’evento che passando dalle funzioni operative e quindi attraverso il corpo arriva ad un aggiustamento anche cognitivo.
Una partecipazione completa della persona in quanto unità psicofisica.
 

1. GRAVIDANZA E PARTO: DISTACCO DAL PROPRIO CORPO E DAL PROPRIO FIGLIO. 


 “Ma il bambino deve crescere. Deve emergere dal grembo materno; diventare un essere completamente indipendente."

  Erich Fromm (3)

 

L’esperienza della gravidanza comporta per una donna, come è stato già ampiamente detto, un cambiamento radicale nel corpo e nella mente.
Essere madri è una condizione che genera altri vissuti tra di loro collegati e interdipendenti.
Sfogliando riviste, libri e visitando siti Internet ciò che appare in primo piano è la condizione del bambino nascituro, la sua vita, i suoi interessi, i rischi e i pericoli che venendo al mondo potrebbe correre.
Poche invece le notizie e le ricerche che riguardano la condizione della donna che ha messo al mondo quel bambino. 

Il fenomeno della gravidanza e del conseguente cambiamento dell’immagine corporea comporta effetti biologici e psicologici. La nostra percezione corporea deriva dalle sensazioni interne e da una percezione derivante dall’esterno, ciò che gli altri vedono in noi. Il cambiamento esteriore testimonia ciò che avviene interiormente, per accogliere un bambino bisogna fargli spazio sia nel corpo che nella mente. 

“La donna incinta vede aumentare sempre di più alcune parti del suo corpo, soprattutto il ventre e il seno, può quindi non riconoscersi più in questo nuovo corpo e talvolta sentirsi brutta” (4)

 L’aspetto emotivo è di fondamentale importanza: gli specialisti sottolineano infatti che lo stato emotivo di una donna è legato all’idea che ha di sé. La trasformazione fisica, magari la perdita di una figura snella e attraente, la sensazione di non essere più una persona libera e la perdita della propria identità di donna, per acquistarne una nuova di donna e mamma, incidono moltissimo.
Alcune delle trasformazioni fisiche della madre possono spesso risultare degli impedimenti e creare disagio.

La gravidanza non è un fenomeno isolato che interessa solamente l’apparato genitale, ma un evento che coinvolge e modifica tutto l’organismo della donna. Tutti gli organi sono coinvolti in queste mutazioni fisiologiche che talvolta però possono accompagnarsi a problemi di salute o disagio.

Durante la gravidanza per esempio, si sviluppa una lordosi che spesso comporta la comparsa di dolori alla schiena; inoltre si determina un innalzamento dei livelli di relaxina e estrogeni il che comporta una maggior lassità alle articolazioni e ai legamenti, specialmente del cingolo pelvico. 

Nella seconda metà della gravidanza le dimensioni dell’utero arrivano a determinare lo spostamento e la compressione degli intestini e della massa addominale in generale che potrebbe rendere più difficoltosa anche la digestione. Il volume dell’utero sospinge in alto il diaframma e le escursioni respiratorie sono rese più difficili, il tipo di respirazione diventa perlopiù alta, per cui sono più frequenti episodi di dispnea, specie sotto sforzo.

Il metabolismo e il fabbisogno di ossigeno aumentano.
Anche il cervello partecipa a queste modificazioni: è più reattivo. Infatti l’ambiente esterno influenza maggiormente il pensiero di una donna in attesa per la quale aumentano, la paura, il senso di colpa e la preoccupazione, malesseri molto diffusi nella maggior parte delle donne soprattutto nelle primipare.

“La labilità emozionale (effetto del progesterone), può associarsi a uno stato di ansia e ambivalenza affettiva, amore/rifiuto, nei riguardi del bambino.” (5) 

Successivamente, una donna che mette al mondo un figlio se ne distacca vivendo con il parto, dopo nove mesi di simbiosi, il suo primo evento da persona unica, sola. Per tutta la gravidanza ha vissuto, pensato e agito come se fosse due, la mamma e il bambino. Improvvisamente il parto separa le parti in causa in modo netto e per sempre. 
La donna si ritrova di nuovo nel suo corpo da sola, riprende i suoi spazi, la sua vita, ma la vita nuova ora ha il suo spazio e la sua vita al di fuori di lei.


2. RIFERIMENTI STORICI E TEORICI DELLA PSICOMOTRICITÀ FUNZIONALE

"La nostra metodologia della Psicomotricità si discosta da certi metodi a vocazione unicamente terapeutica che poggiano su teorie psicoanalitiche. Senza sottovalutare l'importanza della sfera affettiva nell'instaurarsi di turbe psicomotorie, si deve porre l'accento sull'importanza dell'azione educativa volta a favorire lo sviluppo funzionale. La psicomotricità funzionale quindi è un metodo di educazione psicomotoria che si può applicare ad ogni soggetto sia esso o no in difficoltà".

Le Boulch (6)


La Psicomotricità Funzionale nasce in Francia con Le Boulch che propone l’intervento psicomotorio per tutte le fasce di età.
Le Boulch nasce nel 1925 e muore nel 2001, era medico, laureato in psicologia, insegnante di educazione fisica e direttore scientifico dell’ISFAR.

Fin da 1986 Le Boulch approdato a Firenze, ha subito istituito un corso “Corpo psiche e movimento”, poi nel 1987 fu la volta di “Educare il movimento”. Nel 1988 apre il corso di “Psicomotricità” fino a quando nel 1990 scrive un libro “Sport educativo”. Nel 1991 a Pisa realizza un primo congresso: “Psicomotricità e Sport Educativo”. Nel 1992 istituisce il corso triennale di Psicomotricità Funzionale.

Ciò che nasce di innovativo rispetto ai modelli precedenti è la caratteristica dell’intervento che non sarà terapeutico, ma educativo. 
L’intento della Psicomotricità Funzionale è quello di articolare insieme la sfera relazionale con la sfera psico-affettiva. Per aiutare la persona a ritrovare il proprio equilibrio e andare a migliorare le possibilità funzionali, le scelte di intervento di tipo operativo devono essere collegati ai bisogni della persona stessa. 

De Ajuriaguerrà,7 riprende il concetto di postura ( già esaminato da Wallon che studia il “tono muscolare” collegato all’energia mentale. Negli studi sul tono muscolare inserisce anche il concetto di postura) e sostiene che il tono che permette la postura è modulato anche e soprattutto dalle esperienze affettive. Di conseguenza era fermamente convinto che le variazione sul piano emotivo determinano delle variazioni sul tono.

“Io credo che ogni educazione deriva dalla partecipazione sociale dell’individuo, processo inconsapevole che poi diventerà un bagaglio culturale consapevole” (8)

La Psicomotricità Funzionale è una disciplina che si rivolge alla persona in modo globale, opera in modo da rendere la persona stessa artefice del proprio benessere psicofisico. Utilizza il movimento per prevenire e reintegrare, porta la persona gradualmente alla conoscenza delle proprie possibilità. Il soggetto che si affida alla Psicomotricità Funzionale, sarà attivamente impegnato a scoprirsi e a valorizzare le proprie risorse funzionali per far fronte autonomamente e interiormente al disagio che lo destabilizza.

L’approccio si basa sull’esperienza perché è una strategia che facilita la memorizzazione delle acquisizioni e quindi ogni nuova esperienza farà riferimento ad una precedente, che permetterà di migliorare la risposta.

Di fronte all’esperienza della gravidanza e del parto la Psicomotricità Funzionale può, attraverso il trattamento delle informazioni propriocettive e esterocettive, arrivare a far identificare le proprie sensazioni, averne coscienza in modo tale da poter modificare consapevolmente i propri atteggiamenti, posture e soprattutto il modo di rapportarsi a se stesso e al mondo.  

Un vissuto come quello della gravidanza ha come necessità primaria quella di ritrovarsi, di riconoscersi nel corpo nuovo. Un corpo che non può essere considerato un nuovo contenitore al quale sottomettersi e subirne i confini che si sono trasformati. Il corpo è parte integrante di ogni persona che per altro non può fare a meno di viverlo e percepirlo per vivere. 

Secondo Le Boulch, i principi fondamentali della psicocinesi e quindi della psicomotricità funzionale si basano sulla concezione unitaria della persona, occorre indirizzarsi alla sua totalità. Il fine ultimo dell’educazione psicomotoria “è di favorire lo sviluppo umano che permette all’uomo di situarsi e di agire nel mondo in trasformazione attraverso:

  • una migliore conoscenza e accettazione di sé,
  • un miglior accomodamento del modo di essere,
  • una vera autonomia e l’accesso alla responsabilità nella vita sociale (9)

 

3. TECNICHE DISTENSIVO - CORPOREE

“Il rilassamento permette, attraverso la curva di diminuzione di tensione muscolare, di sentirsi a proprio agio nel corpo e di conseguenza nell’insieme del comportamento tonico-emozionale. Non si cercherà di sopprimere il sostegno tonico necessario al momento dell’azione, ma l’ipertonia muscolare spossante che costituisce il basamento dello stato tensionale e che si ripercuote sul comportamento.”

De Ajuriaguerra (10)

 

Le Tecniche Distensivo-corporee e la Psicomotricità Funzionale  hanno l’obiettivo di abbassare il tono muscolare della persona e quindi creare maggiore disponibilità tonica.
Permettere alla persona di percepire maggiormente e diversamente il proprio corpo.

Il fondamento di tali proposte, tese a ridurre lo stato di tensione nel corpo, risiede nel fatto che la capacità di presa di coscienza corporea e di elaborazione dello schema corporeo sono seriamente ostacolate dallo stato di tensione emotiva. 

La sensibilità proprio ed esterocettiva, basata sulle informazioni dei recettori periferici stimolano i centri nervosi superiori tramite le vie spinali, e permettono di realizzare una sorta di coscienza del proprio corpo e delle sue modalità di funzionamento. Quello che si può effettivamente educare non è la sensazione ma la percezione, le informazioni sensoriali provenienti dagli organi di senso periferici. 

Da non dimenticare l'importanza degli input sensoriali di ritorno che accompagnano l'attività motoria e che consentono un controllo retroattivo.
Ciò che più propriamente può essere educato è la ricezione e l'elaborazione di queste informazioni sensoriali L'educazione percettiva si basa essenzialmente su un lavoro di presa di coscienza delle afferenze degli stimoli sensoriali.

La presa di coscienza implica “l'esercizio di una forma di attenzione incentrata sul proprio corpo e sulle sue modalità di funzionamento”11 In altre parole il soggetto seleziona i messaggi sensoriali, concentrando la propria attenzione sulle informazioni utili provenienti dal proprio corpo, dai propri movimenti, dall'ambiente, favorendo l'accesso alle informazioni specifiche desiderate ed attenuando o escludendo le informazioni sensoriali disturbanti o interferenti col processo percettivo in atto.

La funzione percettiva diventa così un processo attivo e selettivo, in cui il soggetto, intenzionato ed orientato a percepire determinati stimoli sensoriali, modifica positivamente la soglia di percezione grazie a condizioni attentive, emotive, ambientali, nonché a condizioni legate all'apprendimento e all'esperienza. 

Proporre esperienze corporee significative, immergere il soggetto in un "bagno senso-percettivo", offrire l'opportunità di prendere coscienza delle proprie tensioni muscolari croniche in un'ottica bioenergetica: tutto ciò può aiutare la persona ad essere maggiormente padrone del proprio corpo, e rendere il lavoro più attivo e cosciente. 

La Psicomotricità Funzionale in generale, orienta la persona verso la conoscenza di sé, colmando ogni lacuna tra l’immagine e lo schema corporeo. 
La disponibilità tonica della persona viene anche influenzata da ciò che lo circonda perciò bisogna tenere presente l’ambiente in cui si attua la tecnica. 

In particolare, l’obiettivo principale della Psicomotricità Funzionale In Acqua è la  mobilizzazione passiva delle varie parti del corpo.
La mobilizzazione però, verrà dopo l’ascolto della persona, del suo corpo e soprattutto dei blocchi eventuali. Su questi blocchi si lavora per riflesso, cioè non si forza mai il blocco anzi, si lavora su altre parti del corpo per ottenere un rilassamento che si rifletterà sul blocco.

L’acqua rappresenta un sostegno per lavorare con la persona, in quanto cambia la forza di gravità, è un forte mediatore, è contenitiva, distensiva, attivante e disattivante, è avvolgente e evocativa; le sensazioni propriocettive sono più forti.

La Psicomotricità Funzionale in acqua sviluppa molte potenzialità della persona, la consapevolezza dello schema corporeo delle sensazioni; sviluppa la coordinazione, la disponibilità tonica e la disponibilità relazionale. 

L’Ambientamento è la prima fase che risulta essere necessaria soprattutto per far conoscere l’elemento al soggetto.
La Respirazione, l’Aggiustamento alla musica, la Relazione con l’altro e con l’ambiente sono aspetti importanti che fanno parte integrante della metodologia.   

La Rappresentazione mentale e l’aggiustamento spaziale il sentire ciò che il movimento fa percepire, aiutano la persona nell’obiettivo finale di ascoltarsi. Il muovere solo le dita, solo la testa aiutano la rappresentazione mentale del proprio corpo in movimento segmentario.

Il movimento libero con minima energia o il muoversi usando tanta energia aiuta a percepir le sfaccettature del movimento per ritrovare la propria energia. 
Anche il Radicamento è parte integrante dell’approccio in acqua che comunque può essere effettuato anche separatamente.

 

4. LA PSICOMOTRICITA’ FUNZIONALE E I CORSI DI ACQUAMOTRICITA’ PRENATALE: BENESSERE E  SOSTEGNO ALLA PERSONA

“La psicomotricità funzionale è una scienza che si attiene alle reali esigenze della persona nella sua globalità e la riconosce artefice della propria evoluzione” (12)

Lo scopo principale della Psicomotricità Funzionale è quello di colmare un grande divario, attraverso un’educazione alla percezione del proprio corpo. 
Un corpo che necessariamente ha subito delle trasformazioni profonde. Un corpo che non è più quello di prima ma che sarà un “nuovo corpo” non appena la persona potrà sentirsi ancora in uno stato di benessere psicofisico e quindi in grado di accettare il suo nuovo modo di essere al mondo.

L’Acquamotricità Prenatale rappresenta un nuovo modo di approcciarsi al mondo dell’acqua per le gestanti e alla preparazione all’evento nascita.
L’attività motoria in acqua in generale contribuisce  al potenziamento muscolare, riduce l’eccessivo aumento del peso e favorisce una adeguata preparazione respiratoria necessaria anche per il parto. 

Spesso però determinati corsi di nuoto anche se denominati “per gestanti” finiscono per affaticare la donna se fatti di solo fitness o lasciano le situazioni invariate se propongono esercizi blandi.
L’Acquamotricità Prenatale ha come principale obiettivo l’accrescere nella gestante la consapevolezza delle proprie capacità naturali proponendo una vasta gamma di esercizi e attività volti a ottenere una preparazione psicofisica completa.

 

CONCLUSIONI.

Mi sono ritrovata più volte a proporre alle gestanti lavori di Psicomotricità in acqua, che hanno avuto un buon riscontro a livello psicologico nelle donne.
Mi sono ritrovata a pensare come un ciclo di sedute in acqua potevano oltre a generare un buon livello di rilassamento e di percezione corporea, migliorare anche gli aspetti squisitamente corporei. Grazie alla formazione ricevuta di Acquamotricità Prenatale sono riuscita a integrare due per-corsi in acqua che sono come pezzi complementari di un unico corso.

Tutte le proposte e le tecniche sperimentate personalmente e acquisite come esperienze sono andate a comporre un puzzle  completo e armonioso.
Un quadro che ora posso regalare ad ogni nuova mamma che si affaccia al Girasole, il centro nel quale lavoro e dove sviluppo il mio progetto per le gestanti denominato “Conoscere e Percepire”, Corso di Psicomotricità e Acquamotricità Prenatale.

 

NOTE

 

1  H.Hesse, Demian, 1919, Trad.it., Mondadori, 1961.

2  Da un’intervista di C.Collina alla scrittrice brasiliana Christiana de Caldas Brito, in Leggere Donna, n. 98, Ferrara, 2002.

3  Erich Fromm, op. cit. p. 61.

4  Concetto ricavato da alcune considerazioni fatte in: V. Boncinelli, Nuove acquisizioni sul comportamento sessuale umano” Ed. Rosini, Firenze, 1993.

5  www.Iltuouniversodonna.it

6  Dichiarazione tratta dal sito ufficiale della scuola di psicomotricità Funzionale di J. Le Boulch. 

7  J. De Ajuriaguerra, L’enfant et son corps, Médecine et Hygiène, Ginevra, 1970, citato in J. Le Boulch, op. cit.

8  John Dewey, op. cit. 1897.

9  Ibidem

10 Citato in J. Le Boulch, Educare Con Il Movimento, Armando Editore, 1979, p. 146.

11 J. Le Boulch, op. cit., 1982.

12 Tratto dal sito ufficiale della psicomotricità funzionale di J. Le Boulch.

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