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Utilizzo degli strumenti narrativi nei corsi in piscina per neonati

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L’acqua dovrebbe creare un ambiente ricco di opportunità e di nuove esperienze, soprattutto per i bambini. Utilizzare lo strumento narrativo nei corsi di acquaticità neonatale fin dai primi mesi quindi può essere un ottimo e valido aiuto.

Leggere ai bimbi migliora le capacità cognitive ed emotive, affina il linguaggio e fortifica la relazione della diade genitore-bambino. Il bambino piccolo ha fame di conoscenza, così come ha fame di affetto e di tenerezza. Il caldo abbraccio che lo avvolge, l'intimità che si crea condividendo la lettura di un libro rappresentano il terreno ideale su cui far crescere il suo amore per le parole e per le storie oltre che le sue capacità di comprendere meglio il mondo che sta dentro e fuori di lui.

Fin da quando si trova nel grembo materno il bambino è in grado, ed è contento, di ascoltare la voce umana. Leggere e raccontare a un bambino significa quindi creare con lui un rapporto di speciale intimità ed intensità.

Attraverso la narrazione si offre al bimbo la possibilità di aumentare la durata dei suoi tempi di attenzione, si crea l’abitudine all’ascolto e si sollecita la sua capacità immaginativa. Nei primi anni di vita le capacità di apprendimento linguistico del bambino sono straordinariamente elevate, ma lo sviluppo del linguaggio è tanto più ricco quanto più numerose, variegate e interessanti sono le occasioni di scambio verbale che gli sono offerte. Attraverso il libro il bambino è invogliato a ripetere le parole che ascolta, a memorizzarle e a farle entrare nel suo lessico abituale. Le storie ascoltate rafforzano nel bambino la capacità di riconoscere nessi logici tra gli avvenimenti, le relazioni tra causa ed effetto e la capacità di ampliare i propri orizzonti assumendo il punto di vista altrui. Attraverso le storie il bambino impara a creare collegamenti tra il proprio vissuto e gli avvenimenti raccontati e capisce quindi che i libri e le storie lo riguardano molto da vicino. Il contesto fortemente affettivo in cui avvengono i primi incontri con il libro induce il bambino a desiderare e a richiedere che l'esperienza sia ripetuta, favorendo la creazione di una abitudine che migliora le capacità di ascolto e di comprensione e motiva l'adulto ad approfondire la conoscenza dei libri. Condividendo libri e storie l'adulto cresce insieme al bambino.

Nei corsi neonatali si possono proporre attività di lettura e narrazione per migliorare e intensificare il rapporto tra la diade, soprattutto nei casi in cui l’ambientamento nell’acqua risulta più difficoltoso. Si possono fare anche attività collettive per sviluppare al meglio le capacità cognitive, emotive e relazionali del bambino. Il genitore e l’operatore devono lasciarsi coinvolgere dalla storia che raccontano. Solo così si potrà trasmettere il piacere della narrazione, perché i bambini percepiscono le sensazioni che proviamo. Deve essere un’esperienza piacevole e positiva, un’attività ludica della diade ma anche collettiva.

A seconda dell’età i bimbi sono ovviamente attratti da tipologie diverse di libri, anche se bisogna tener presente che ogni bambino possiede delle caratteristiche personali diverse da ogni altro suo coetaneo. Non si deve quindi essere troppo rigidi a seguire questo schema indicativo.

Dai 6 mesi fino all’anno i bimbi sono attratti dalle foto e dalle figure del libro che cerca di prendere e di “mangiare”. Cercano di apprendere e conoscere tramite il tatto e l’esplorazione. Provano a passare il libro da una mano all’altra, amano i libri che si possono manipolare senza difficoltà. I libri devono avere pagine grosse, con colori vivaci e oggetti familiari o figure di bambini. Si possono leggere anche delle rime o delle filastrocche.

A 12 mesi le figure preferite riguardano azioni familiari, azioni di ogni giorno come mangiare, dormire e giocare, racconti di piccoli animali e bambini. Amano sentirsi rileggere lo stesso libro. La narrazione deve essere semplice e chiara, con frasi brevi e facili che possano imparare ad anticipare.

A 24 mesi gli piacciono le storie che danno l’opportunità di identificarsi con i personaggi, che raccontano prove da superare, che fanno ridere con  buffe voci, rumori o versi di animali. Possono iniziare a inventare loro stessi delle storie a loro piacimento. Si possono dare degli input e facendogli completare a loro piacimento l’azione narrativa. Le attività di gruppo iniziano ad essere più efficaci e più apprezzate dai bimbi.

Dai 3 anni i bimbi amano ascoltare storie classiche e popolari, libri fantastici, trasgressivi, avventurosi, leggere libri che parlano delle situazioni di ogni giorno come la vita in casa, i giochi con gli amici, la scuola, fare e sentirsi fare delle domande sulle storie, completare una storia o raccontarne una. Le fiabe tradizionali e le favole, in particolare quelle “del perché” con animali parlanti che spiegano le cose, aiutano anche a proiettare all’esterno le paure e le emozioni che il bambino ha dentro di sé. Nuovi amici, buffe storie, colorate immagini per scoprire il mondo, gli animali e i colori, per burlarsi dei propri difetti e lentamente diventare un po’ più grandi. 

Utilizzare lo strumento narrativo nei corsi neonatali è sicuramente molto impegnativo sia per i genitori che per gli operatori ma se si impara ad usarlo darà dei risultati sorprendenti. Compito dei genitori e in parte di noi operatori è favorire i bimbi a raggiungere il loro massimo potenziale e sicuramente questo nuovo strumento può essere un ottimo mezzo. Fine ultimo è quello di educare le nuove generazioni in ambienti sani e stimolanti affinché nel loro futuro possano sfruttare tutte le loro capacità.

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