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L’acqua: La Madre delle Madri

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L’acqua: La Madre delle Madri

di Sabino Sportaiuolo 


Un giorno Confucio e i suoi discepoli passeggiavano nei pressi della gola Lu, che era attraversata da un fiume così turbolento e pieno di rocce, rapide e cascate che nessun pesce o tartaruga poteva nuotarvi. 
Videro un vecchio nella corrente del fiume, poi lo videro inabissarsi. 
Confucio inviò i suoi studenti verso valle, affinchè tentassero di trarre l’uomo in salvo dal torrente, ma con loro grande sorpresa il vecchio emerse d’un tratto dall’acqua e raggiunse saldamente la riva.
Confucio domandò all’anziano gentiluomo come fosse sopravvissuto alla furia del fiume ed egli rispose:
“So come calarmi in un vortice discendente e come uscire in un vortice ascendente. Seguo la via dell’acqua e non faccio nulla per oppormi”

Dagli insegnamenti di Chuang-Tzu

 

 

Qualche giorno fa ho partecipato al corso di “acquamotricità prenatale”; non avevo nessuna idea di cosa mi aspettasse ma, stimolato dalla mia storia personale, mio malgrado mi sono trovato a sottovalutare ciò che avrei provato.

La mia storia è simile a quella di tanti che, in età quasi infantile, scelgono il nuoto come fonte di espressione della propria natura, quindi, dopo un periodo passato nel divertimento più assoluto della scuola nuoto, dove si iniziano a scoprire le meravigliose virtù del mondo dell’acqua, si approda nel difficile mondo dell’agonismo.

Con l’attività agonistica tutto cambia, impari a conoscere sempre meglio l’elemento acqua, lo ascolti, lo imiti, lo assecondi,  ti immedesimi in lui fino a diventare quasi un tutt’uno con esso, non riesci più a farne a meno ed inizi a sognare il tuo water world.

Da bambino inizi ad allenarti solo pochi giorni durante la settimana , ma, man mano che cresci, l’impegno aumenta, sei in acqua sette giorni su sette, lavorando dalle tre alle quattro ore al giorno.

Ci sono momenti in cui non ce la fai più, vorresti gettare la spugna, le braccia fanno male, a volte senti che il cuore si prepara ad esplodere dentro il petto,  ma il richiamo dell’acqua è troppo forte, e, come un figlio che torna dalla sua mamma, anche tu ritorni in acqua senza batter ciglio, in pratica stai più in acqua che sulla terra ferma.

Pensavo che per me l’acqua non avesse più segreti, ma il Dott.Domenico Oliva mi ha spinto ad  esplorare un nuovo mondo, non solo collegato all’elemento in sé, ma connesso in maniera oserei dire “spirituale” all’universo.

In sintesi mi è stato chiaro che, come il fabbro forgia la spada per la guerra, nello stesso modo l’acqua plasma il corpo per la pace.

Una sollecitazione, durante l’esperienza del corso, mi ha dato da pensare, e cioè quella di trovare stimoli e riflessioni semplicemente osservando i giochi che fanno i bambini con l’acqua, magari in spiaggia.

Lavorando in piscina a stretto contatto con i bambini, ho avuto la possibilità di osservare da vicino il loro comportamento
La cosa che ho riscontrato in primis, non sono stati i giochi,  quanto l’assoluta disinvoltura con cui i bambini vivono l’elemento, a dimostrazione che il rapporto con l’acqua è innato in ognuno di noi. 

L’istinto è la chiave di volta che mi ha dato la possibilità di capire quanto ho osservato, egli è il nostro vero essere, rappresenta la voce delle nostre emozioni, dei nostri impulsi e dei nostri bisogni di tipo fisico ed affettivo.
In realtà nei bambini è ancora vivo l’istinto primordiale;l’acqua è parte fondamentale del ciclo evolutivo, infatti, il loro corpo e le loro membra ricordano ancora quel periodo di nove mesi passato all’interno del liquido amniotico e che negli, adulti per colpa di fattori esterni dati da esperienze di vita personali, viene offuscato.

Dobbiamo pensare al bambino come un libro con delle pagine bianche che devono ancora essere scritte, ma che ha già una parola sul suo caporigo:acqua

L’essere umano proviene dall’acqua.
Il liquido amniotico rappresenta ancora oggi, in grandi linee, ciò che era quella linfa vitale da cui scaturì la vita, infatti la sua funzione principale è quella di apportare al feto le sostanze di cui ha bisogno, diventando una sorta di barriera di protezione utile al suo sviluppo armonico.

Per il bambino l’acqua costituisce una fonte preziosa ed inesauribile di sicurezza.                  
Il bisogno di un luogo sicuro è intrinseco in ogni bambino:se pensiamo alla prima cosa che fa quando ha paura è quella di cercare la protezione della mamma salendole in grembo,  crescendo, si adopera nella costruzione di una rudimentale capanna o semplicemente cerca un rifugio sotto al tavolo, nell’età adulta abita una casa, ma tutto ci riporta sempre alla ricerca di quel luogo sicuro che era il ventre materno.
Il ventre materno rappresenta la prima casa.

A questo proposito basterebbe osservare quello che accade in piscina al primo giorno di lezione, quando il bambino si ritrova a doversi confrontare nuovamente con l’acqua.
In un primo momento è impaurito, quasi rifiuta il contatto con essa, ma non appena lo immergiamo si tranquillizza, poiché riconosce l’acqua come elemento familiare.

L’acqua fornisce una sorta di cassetta di sicurezza ed un ambiente stimolante anche per le donne in gravidanza che possono utilizzarla per lavorare con il proprio corpo che cambia.
L’esercizio in acqua sta diventando sempre più popolare durante il periodo prenatale e offre molti vantaggi sia fisiologici che psicologici per la donna in stato di gravidanza.

L'acqua è un elemento fortemente affine al corpo umano, il quale ne è composto per circa il 70 per cento.
Non è necessario saper nuotare per partecipare ai corsi di acqua motricità;le attività che vengono proposte hanno come obiettivo non solo quello di migliorare la muscolatura attiva durante il parto, indurre l’allungamento e il rilassamento della muscolatura antagonista e delle strutture legamentose, esercitare l’autocontrollo della respirazione e dei singoli muscoli respiratori, ma aiutano a comprendere qual è la vera magia dell’acqua.

E cioè: sostenere il controllo delle reazioni ansiose e indurre il rilassamento la consapevolezza e l’autocontrollo, fino al raggiungimento totale del benessere psicofisico.
In questo senso potremmo notare quanto sia percettibile proprio questo senso di cambiamento e come lo stare in acqua e fare degli esercizi nella stessa, provochi degli adattamenti del corpo.

La madre deve adattare il proprio corpo ai cambiamenti che la nuova vita sta provocando in lei.

Due importanti conseguenze a questi adattamenti sono:

1)    Ridotta riserva cardiorespiratoria(venendo a mancare la respirazione diaframmatica)

2)    Stasi agli arti inferiori (per l’aumento del peso corporeo)


L’attività motoria praticata in ambiente acquatico offre vantaggi maggiori rispetto ad altre attività motorie.
Il corpo della mamma si adegua ad ospitare  il feto, aumentando la resistenza alle infezioni, una moderata attività motoria in acqua non fa altro che migliorare questo aspetto, oltre ad agevolare il ritorno venoso dagli arti inferiori e quindi la riduzione della stasi e delle possibili conseguenze flebitiche.

Ma, per comprendere la dinamica fisiologica dell’acqua, è necessario conoscere la pressione idrostatica.
Quando si immerge un corpo in acqua fino alle spalle, accadono due grandi cose.

La prima è che il corpo diventa capace di galleggiare grazie all’assenza di gravità, l’altra è che, mentre un corpo è in movimento, la pressione dell’acqua contro la superficie della pelle crea un effetto idrostatico, facendo muovere senza sforzo i fluidi del corpo verso l’alto.

La seconda è che l’acqua ha un effetto benefico a livello circolatorio e cardiaco: la pressione idrostatica accentua infatti il riflusso venoso verso il cuore, migliorando la circolazione sanguigna.
Non solo.

La pressione sanguigna spinge il sangue verso il cuore, determinando una frequenza cardiaca alternativamente minore o maggiore.
Tali variazioni cardio-circolatorie consentono al cuore di battere più "economicamente". 
Tuttavia, gli effetti dell'acqua possono variare a seconda della temperatura, dalla pressione sanguigna e del tipo di attività che si esercita.

Per poter garantire un lavoro cardiocircolatorio ottimale bisogna prendere in considerazione tre variabili:

1) Temperatura dell’acqua.

2) Pressione sanguigna.

3) Tipo di attività

In un acqua troppo calda, soggetti con pressione bassa a causa della vasodilatazione possono subire una crisi ipotensiva.
Al contrario, in acqua troppo fredda a causa della vasocostrizione, il soggetto tendenzialmente iperteso può subire una crisi ipertensiva, ed in tutti i due casi le esercitazioni non saranno svolte in economia di energia.
Il tipo di attività andrebbe personalizzato in base ai valori pressori, all’età e alle condizioni cliniche del soggetto.

Per tali motivi l’associazione americana dei ginecologi e degli ostetrici ha messo a punto un protocollo specifico a riguardo l’attività motoria in gravidanza.

NUMERO DELLE ESERCITAZIONI: fino a quattro volte a settimana

DURATA DELLE ESERCITAZIONI: da 20 a 50 minuti

Intensità delle esercitazioni entro livelli di capacità aerobica e quindi:

  • Fino al 75%della fc massimale
  • Senza alterazioni della frequenza respiratoria
  • Con recupero rapido della fatica e della fc
  • Senza produzione di lattato

TIPO ESERCITAZIONI:sono permesse quasi tutte con alcune eccezioni.

Evitare le seguenti attività fisiche:

  • Esercitazioni a rischio traumatico e microtraumatico
  • Attività che comportino vibrazioni o scuotimenti
  • Accelerazioni o decelerazioni violente
  • Carichi eccessivi o mal distribuiti su colonna o sul bacino
  • Esercizi che comportino sovraccarico cardiaco e circolatorio
     

SPECIFICHE ESERCITAZIONI CHE PERTANTO SONO CONTROINDICATE:

  • Pesi liberi (manubri bilancieri)
  • Carichi eccessivi su macchine isotoniche(nautilus)
  • Esercizi impegnativi a glottide chiusa(sono permesse le esercitazioni di spinta simulata)
  • Esercitazioni a rischio traumatico e microtraumatico (ciclismo, calcio, corsa, pallavolo ecc..)
     

Immergersi in acqua aiuta a sciogliere le tensioni fisiche e determina un profondo rilassamento neuro-muscolare. 
Quando immergiamo il corpo in acqua, diamo il via ad uno "scambio di energia" tra le cellule del corpo e quelle dell'acqua che ci accoglie. 

Se siamo carichi di tensione, attraverso uno "scambio" tra l'epidermide e l'acqua sarà possibile scioglierla, lasciandola defluire.
Comprenderete a questo punto come attraverso uno specchio fatto d’acqua sia possibile guardare non solo la nostra immagine riflessa ma forse rivivere anche il nostro passato di esseri umani.

Oggi, immergersi in acqua significa cercare soprattutto relax e benessere psicofisico.
In questi giorni che ho dedicato alla scrittura di questo testo, alla sera, prima di addormentarmi, mi è capitato di pensare alle molteplici virtù dell’acqua ed anche a quanto la vita assomigli alle onde del mare, che vanno su e vanno giù.

Ho pensato alla mia vita da nuotatore e a tutte le volte che, alla fine di un allenamento, semplicemente mi rilassavo in acqua chiudendo gli occhi.
La pace e la tranquillità pervadevano come il lento scivolare di un ruscello nel suo letto, la mia mente ed il mio corpo.

Mi è capitato di addormentarmi pensando, all’acqua.
Mi è capitato e mi capita di sognarla, ed ogni volta non faccio altro che ricordare che”La sua natura è la mia stessa natura”.

 

 

 

1) Franco Ciaramella, Alessia De Luca, Laura De Renzis, Andrea Felici, Ivo Ferretti, Giorgio Gori, Nicola Izzo, Lorenzo Marugo, Gianni Nangni, Nando Pesci, Diego Polani, Cesare Rebuglio, Domenico Rinaldi, Monica Vailant, Manuale istruttori di II liv, ed. Multimedia sport service.

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