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Musicacquaticità in gravidanza

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Elisa Costanzo

 

 

“...lasciami ascoltare, lasciami sentire ciò che il suono dell’acqua dice al cuore.”

J.W.Goethe


L’acqua
Le Vibrazioni si propagano nell'acqua ad una velocità di circa 1500 metri al secondo rispetto ai 331 metri al secondo nell'aria. L'acqua trasmette dunque il suono ad una velocità di quasi 5 volte maggiore. Basti pensare ai delfini ed alle balene che, con i loro infrasuoni ed ultrasuoni, sono in grado di comunicare tra loro da diversi km fino a un centinaio di km di distanza. L'acqua è un elemento molto assorbente ed in grado di mantenere la vibrazione, sotto forma di informazione, anche per lungo tempo. 
Pertanto l’acqua è il mezzo migliore per propagare il suono di una musica che trascini tra le sue note mamma e figlio, che crea un “filo diretto” nella diade.

La musica
La musica, d’altra parte, è stata parte integrante dei “rituali curativi” di tutto il mondo fin dalla storia conosciuta. In questo secolo, gli scienziati hanno dimostrato come i pazienti sottoposti a interventi chirurgici, ascoltando musica, richiedessero dosi minori di anestetici, come i corridori sottoposti a prove da sforzo, ascoltando suoni musicali, avessero trovato l’esercizio meno faticoso e come le partorienti avessero provato meno dolore in travaglio. I suoni musicali, amplificati nell’immersione in acqua, influenzano positivamente il metabolismo, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, aiutano il rilassamento muscolare, incoraggiano una respirazione più regolare e possono ridurre l’ansia poiché inducono un minor rilascio di adrenalina a favore delle endorfine avendo effetti positivi anche sul benessere del feto.

Il feto
Ma cosa sente il feto dentro la pancia della mamma?
Alcuni studiosi hanno pubblicato su una prestigiosa Rivista americana (American Journal of Obstetrics and Ginecology) i risultati di uno studio condotto grazie all’inserimento - attraverso la cervice materna – di minuscoli microfoni posti vicino alla testa del feto, in modo da registrare come i suoni esterni arrivino al feto dentro nell’utero.
Gli Autori scoprirono che in questo ambiente ovattato si produce un suono ritmico, molto simile a quello dell’acqua a bassa pressione, associato al rumore sordo dell’aria che passa per lo stomaco della mamma. Si tratta di un rumore pulsante, contrassegnato dal battito cardiaco materno ed arriva al feto con un’intensità che oscilla tra gli 85 e i 95 decibel.

La maggioranza dei rumori esterni sono attutiti, perché attraversano la parete addominale ed il liquido amniotico, ma vengono comunque percepiti dal feto, grazie alla trasmissione di segnali acustici vestibolari e cutanei. Infatti nel feto, già a partire dalla 7 settimana di gravidanza, si forma l'organo del tatto o sensibilità cutanea: il piccolo comunica e sente prima di tutto con la pelle. Il sistema vestibolare, responsabile dell'equilibrio e di ciò che si riferisce alla percezione del movimento e anche del ritmo si forma intorno all'ottava settimana di gravidanza e verso la decima inizia a formarsi il sistema uditivo con la nascita della coclea (la cui completa formazione avverrà intorno alla ventiquattresima settimana ).

Si può dedurre quindi che il bambino inizia a sentire attraverso il tatto recependo stimoli sottoforma di vibrazioni e la sua prima esperienza percettiva è fatta di “onde sonore” che passano nel suo corpo. Nel grembo materno impariamo ad ascoltare perché nel grembo materno non esiste silenzio. Ascoltare permette di riconoscere un suono già sentito, differenziandolo dagli altri. In questo modo ha origine la memoria. Ascoltiamo e ci ricordiamo del battito cardiaco della mamma. Sentiamo il suo respiro, la sua voce, il suo canto. Il suono è una forma di comunicazione emotiva diretta, empatica che non é filtrata dalla razionalità ma da un’immediata reazione di feedback.

E’ provato scientificamente che certi suoni presentano frequenze che mal si conciliano con lo stato di quiete del neonato, per es. musica rock dai suoni distorti o frequenze “veloci” caratterizzate da toni alti, possono disturbarlo e innervosirlo. Al contrario musiche classiche o dai toni bassi o simili ai toni del battito cardiaco della madre hanno un maggior potere armonico.

L’energizzazione dell’acqua tramite determinate frequenze di suono amplifica gli effetti positivi dell’ascolto musicale in quanto funziona da cassa di risonanza di vibrazione armonica.

Di conseguenza, sarebbe opportuno coadiuvare l’azione energetica del movimento in acqua ascoltando una musica dolce.

Il neonato
Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra esperto in musicoterapia, osservò come i ritmi delle opere di Mozart si rapportavano in maniera sbalorditiva a quelli del battito cardiaco fetale. Da qui sviluppò la sua teoria sul cosiddetto “effetto Mozart”, dove la musica del compositore austriaco diventa vettore di armonizzazione, di dinamizzazione, di risveglio e di creatività.

Secondo gli esperti l’ascolto di questa musica in gravidanza ha numerosi effetti benefici sul nascituro, stimolandone memoria, capacità di concentrazione, coordinazione motoria e attitudini logico – matematiche. Ciò che la mamma costruisce con il suo bambino prima, è un ponte, un percorso che viene poi ripreso dopo la nascita.

Musicacquaticità
Dunque è essenziale abbinare l’ascolto della musica agli incontri di preparazione al parto, sia quelli effettuati in palestra, che quelli in acqua. A seconda del tipo e del ritmo dell’esercizio svolto, si deve abbinare un genere musicale, con un ritmo adeguato : per esempio, se si effettuano dei saltelli o una camminata in acqua, allora può essere utile una musica abbastanza ritmica, energizzante, che dia la carica giusta per svolgere l’esercizio; se invece si sta effettuando un esercizio di rilassamento, sia in acqua che a terra, o un massaggio dolce e rilassante, delle visualizzazioni, allora il tipo di musica dovrebbe essere più melodica e rilassante, come per esempio il genere classico o quello new age, ispirato ai suoni e alle melodie della natura.

Poiché nella preparazione al parto è importante che l’evocazione data dalla musica sia assolutamente positiva e rilassante è importante che le gravide partecipino alla scelta della musica da ascoltare perché il gusto musicale è molto personale e l’ascolto di una certa melodia può suscitare dei bei ricordi, piacevoli, positivi, oppure potrebbe risvegliare ansie o paure: tutti, infatti, colleghiamo istintivamente un suono o una musica a episodi passati della nostra vita.

Durante gli esercizi di rilassamento in acqua sarebbe utile che le gravide individuino una melodia che riesca ad evocare belle immagini, positive e rilassanti che potrebbe essere riproposta in travaglio, in modo da  rievocare quell’immagine piacevole e positiva che le ha accompagnate in gravidanza e di conseguenza anche il senso di benessere, tranquillità e rilassamento che ne deriva, con effetti positivi sull’andamento del travaglio e contro il dolore.

Si potrebbe ascoltare questa “melodia personale” dopo il parto, per ritrovare quel senso di benessere e tranquillità magari mentre si culla il proprio bambino. I neonati riconoscono i suoni che hanno ascoltato dentro il pancione e riconoscono il senso di benessere e rilassamento che suscitano nelle loro madri, perché percepito anche da loro. Il suono si propaga nel liquido amniotico ed il piccolo si sente come immerso in un bagno sonoro. La madre avvolta dall’acqua percepisce il suono come il suo bambino e ciò crea una liason madre - figlio indissolubile.

Le esperienze fatte in epoca prenatale possono venir ritrovate “in seguito,” nella vita postnatale.

La donna immersa nell’acqua recupera un senso di leggerezza, di vitalità, di energia di serenità e di pace che trasmette automaticamente al futuro bambino. Come il feto si sente cullato nel grembo materno, così la futura madre rivive in acqua momenti legati alla sua infanzia. Il ventre materno della donna in gravidanza si presenta come un vero microcosmo simile a quello della profondità oceanica. Difatti, ospita e fa crescere “una nuova vita” nell’elemento liquido; il nascituro è “contenuto” per nove mesi in questo ambiente buio e umido, accogliente, ricco di suoni, protettivo e rassicurante. La donna mantiene il contatto con il “suo oceano profondo” e con ciò che esso contiene dentro di sé usando il linguaggio dei suoni e della musica. L’essenza dell’acqua si esprime con mobilità, fluidità e trasmissione di suoni, la gestante riconosce il suo “oceano interno” trasmettendo e ricevendo attraverso l’acqua continue sensazioni, percezioni e idee.

Il rilassamento e la distensione che si ottengono nell’acqua calda sono tali da permettere alla madre di comunicare con più facilità al proprio bambino le emozioni. 
La musica è altrettanto essenziale perché le aiuta a liberarle di tensioni, paure, nervosismi, senso di inadeguatezza con più facilità anche nei confronti del gruppo.

Il senso di appagamento e di serenità da parte della madre e del bambino (avvertito con delle variazioni di pressione da parte dell’utero) ad opera del massaggio dell’acqua è tale da rallentare la respirazione e da rendere i movimenti del corpo più leggeri ed armoniosi. L’ambiente acquatico aiuta ad esternare emozioni profonde positive come la gioia, la spensieratezza, l’allegria, la vitalità, l’amore oppure negative liberatorie come l’ansia, l’insicurezza, l’angoscia e la paura.

Attraverso l’esperienza musicale l’effetto benefico viene moltiplicato. 
Comunicare con la musica in acqua ed esprimersi col corpo, permette alle gestanti di esternare maggiormente e più consapevolmente i propri stati d’animo. Rivelare le proprie debolezze davanti ad un gruppo di persone che presenta le stesse problematiche, risulta più facile e le aiuta a farsi forza e a credere che non è poi così impossibile esprimere sé stesse.

Il recupero d’energia e di positività che avviene durante l’attività in acqua con la musica è immediatamente visibile anche dal punto di vista del legame col bambino. 
Attraverso il massaggio dell’acqua, la voce, la musica, la futura madre cerca una relazione col bambino e ottiene da lui una risposta.

 

“L’acqua fa chiasso fra i sassi, fischia e zufola fra le canne, brontola, s’ingorga cupa qua e là, verso la riva mentre nel mezzo corre il filo di un torrente come chi non abbia da perder tempo. Si sente come una lunga armonia da una riva all’altra, le voci lontane divengono meravigliosamente vicine, spinte dal vento, rotte dalle sillabe dell’acqua che variano i rumori all’infinito come gli accordi di una musica”. 

Corrado Alvaro

 

Bibliografia

-  C. Paganotti A. Caraffini  “ Il suono e la vita prenatale”;

-  R. Coluzzi “Musicoterapica in gravidanza” Il Minotauro 2004;

-  Paola Ulrica Citterio “L’abbraccio sonoro in gravidanza: percorso innovativo di musicoterapia in acqua” Bonomi editore Pavia 2008;

-  Paola Ulrica Citterio “Il cordone ombelicale sonoro”.

 

 

 

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