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Ying e yang = stress e maternità

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Acquamotricista® Prenatale

Ying e yang  =  stress e maternità
Dall'acqua nasce l'anima

Anna Gioioso

 

Roma - 20 maggio 2007

 

1. La maternità e lo stress

Gli ideogrammi delle parole Yin e yang rappresentano i due lati di una stessa montagna: il lato luminoso e soleggiato (yang)(gioia per la maternità) e quello buio e in ombra (yin)( dubbi e paure sulla maternità, stress).
La quantità di luce che illumina la montagna cambia continuamente: il lato soleggiato diverrà buio quando il tempo è maturo( dolore per il parto, distacco dal feto), e parallelamente il lato precedentemente in ombra riceverà la luce del sole (dare alla luce, gioia).

Si può metaforicamente vedere così la gravidanza, che è un periodo di crisi che implica, oltre a modificazioni organiche, anche profonde modificazioni psichiche. Il modo di essere psicologico della gestante è caratterizzato (secondo alcuni autori) da due eventi dominanti:

  • il fenomeno progressivo di MATURAZIONE, tramite il quale la donna progressivamente "cessa di essere figlia della propria madre" per diventare essa stessa madre,
  • il fenomeno della REGRESSIONE, un ritorno, cioè, alle situazioni della vita infantile; in tal modo la donna-madre si mette nelle migliori condizioni per capire le necessità del figlio.

Il manifestarsi di questi due fenomeni e la loro intensità sono assolutamente individuali.
Infatti, la maternità è una grande emozione. Ma, come tutti i grandi momenti di cambiamento della vita, può essere fonte di stress. Lo stress non riguarda tutte le future mamme. Ma è sicuramente molto diffuso. In realtà, lo stress è di per sé positivo. È il modo con cui il corpo reagisce agli stimoli. Permette quindi di affrontare al meglio le situazioni difficili. E certamente la gravidanza è una di queste.

Lo stress ha anche delle ripercussioni sul fisico, perché aumenta la produzione di alcuni ormoni. E nelle future mamme si manifesta soprattutto con senso di stanchezza, tensione muscolare, difficoltà a concentrarsi, irritabilità.

Quando colpisce

Ci sono molti momenti in cui la futura mamma può sentirsi stressata. I primi tre mesi sono un periodo critico. Dopo la grande gioia dell'aver saputo di aspettare un bambino, può subentrare l'ansia. Questi mesi sono molto faticosi fisicamente. Inoltre, spesso la mamma viene assalita dai dubbi. Questi dubbi possono riguardare sia la sua salute che quella del bimbo, oppure le sue capacità di madre, o ancora la vita che l'aspetta in futuro.

Dal quarto mese in poi, la mamma inizia ad avvertire i movimenti del feto. Anche questo momento è molto emozionante. La mamma inizia a immaginarsi come sarà il suo bambino e inizia a conoscerlo. Ma probabilmente si chiede anche se tutto procede nella norma e se il bambino sarà normale. Poi la pancia comincia ad essere evidente. Questa è una cosa che spesso rende orgogliosa la mamma.

Con l'avvicinarsi del parto, anche lo stress aumenta. La paura del dolore e del non essere all'altezza della situazione è assolutamente normale. E poi c'è l'ansia di non sapere con certezza cosa accadrà dopo il parto, cioè come sarà la nuova vita con il bambino.

Si può asserire che lo stress  vissuto dalle madri durante la gravidanza si trasmette ai loro figli molto presto, prima di quel che finora si era pensato . Per la precisione il feto e' in grado di sentire lo stress materno gia' dalla 17/ma settimana di gestazione. A dirlo e' una ricerca dell'Imperial college di Londra, pubblicata sulla rivista 'Clinical endocrinology'.
Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno misurato i livelli dell'ormone dello stress materno, come il cortisolo, secreti dal feto. In totale hanno analizzato i campioni di sangue e liquido amniotico di 267 donne incinte, scoprendo una forte correlazione in ogni donna tra i livelli di cortisolo nei due fluidi. Il legame tra il cortisolo nel sangue materno e quello nel liquido amniotico puo' dunque essere rinvenuto gia' alla 17/ma settimana. "Prima di allora, la placenta fa passare meno cortisolo al feto - spiega Pampa Sarkar, coordinatrice dello studio . Gli scienziati sperano di continuare lo studio per capire meglio gli effetti del cortisolo sullo sviluppo del feto. "Stiamo cercando - conclude la ricercatrice - i bambini nati dopo questo studio per vedere se quelli con i livelli piu' alti di esposizione al cortisolo sono davvero i piu' stressati".

Un nuovo studio afferma che lo stress collegato con le modificazioni del battito cardiaco e della pressione sanguigna di una donna incinta, in presenza di ansia cronica, puo' modificare la frequenza cardiaca del feto.

Studi precedenti avevano già mostrato che situazioni stressanti durante la gravidanza possono aumentare il rischio di peso basso alla nascita e favorire nascite premature ma un numero crescente di ricerche indica che lo stress in gravidanza può "riprogrammare" lo sviluppo fetale in modo da modificare il comportamento e lo sviluppo futuro del bambino. I ricercatori hanno raccolto i dati sulla velocita' del cuore, pressione sanguigna e velocita' della respirazione di 32 donne sane nel loro terzo trimestre di gravidanza prima, durante e dopo una breve prova psicologica progettata per produrre una risposta di stress. Hanno misurato simultaneamente anche la velocita' del battito cardiaco fetale.Le donne completarono anche un questionario volto a misurare il livello di stress della loro vita di ogni giorno.I ricercatori hanno trovato che si verifica un aumento della frequenza cardiaca fetale durante la prova di stress e che tale fenomeno è collegato con il livello totale di preoccupazione della madre ma non con l'aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna materna."Comunque, attività cardiovascolare e loro livello della preoccupazione generale delle madri erano entrambi direttamente associate con i cambi di velocità della frequenza fetale durante il periodo di recupero successivo alla conclusione della prova di stress. Infatti ,i feti delle donne maggiormente ansiose mostrarono rallentamenti della frequenza cardiaca più marcati."

Inoltre,lo stress nelle donne incinte, specie negli ultimi tre mesi della gestazione, provoca alterazioni dei neuroni del bambino. Lo sostiene uno studio congiunto delle università di Magdeburg e di Gerusalemme, coordinato da Katharina Braun. I ricercatori hanno verificato che i piccoli di cavie stressate negli ultimi tre mesi di gravidanza hanno uno sviluppo ridotto in due regioni del cervello che controllano le emozioni, la corteccia cingolata e quella orbitofrontale, oltre che in varie altre zone.

2. Che fare?

Certo non c'è un sistema unico per affrontare lo stress. Innanzitutto perché ogni donna e ogni gravidanza sono diverse l'una dall'altra. Poi perché non esiste una regola certa e precisa per controllare i sentimenti e le reazioni emotive.


Bisogna sempre ricordare che la gravidanza non è una malattia. È una cosa assolutamente naturale. Quindi non si devono cambiare radicalmente le abitudini di vita. È importante continuare a seguire i propri interessi, cercando di rilassarsi il più possibile. Uno stile di vita sano e naturale aiuta a stare bene meglio con se stesse.

È importante curare il corpo e l'aspetto fisico, perché fa bene anche al morale. Bisogna seguire con scrupolo le indicazioni del ginecologo. Lui conosce perfettamente lo stato di salute della mamma e quello del bambino, e quindi sa quello che si può e che non si può fare. Ogni tanti ci si può fare un po' viziare, dato che la gravidanza rende la futura mamma unica e speciale agli occhi degli altri. E, soprattutto, bisogna godersi questi nove mesi assolutamente eccezionali.

3. Dall'acqua nasce l'anima

Un ottimo  modo per lasciarsi "cullare" e scaricare stress psicofisici è un'attività fisica  in acqua .

La ginnastica in acqua, detta anche "acquaticità specifica per gestanti", è il modo migliore in gravidanza per eseguire movimenti mirati alla tonificazione, all'irrobustimento e all'allungamento:

  • Di tutti i muscoli della fascia pelvica (glutei, addominali, perineali) che sorreggono la schiena ed il peso dell'utero e degli organi interni,
  • Dei muscoli delle gambe e in particolare delle cosce,
  • Dei muscoli dorsali, che con l'aumento di volume e di peso dell'utero e con il cambiamento della postura tipico della gravidanza vengono messi a dura prova e tendono sempre a inviare segnali dolorosi, specie verso la fine della gravidanza..
  • Dei muscoli di spalle e braccia, fornendo anche una buona preparazione in vista dell'allattamento e dell'accudimento del bambino (tendenza ad "ingobbirsi"!!!).

Inoltre si eseguono movimenti mirati alla mobilizzazione delle articolazioni, soprattutto quella coxo-femorale (dell'anca) e di mobilizzazione della colonna vertebrale, per ossigenare al meglio l'articolazione  e renderla più efficiente, ottenendo una facilità nel movimento notevole, in vista anche del parto.

Ma non solo, perché un corso di acquaticità in gravidanza fornisce anche molte informazioni e uno scambio continuo con altre future mamme che stanno vivendo la stessa esperienza e, infine, serve per lavorare con gli esercizi di rilassamento e respirazione e con le visualizzazioni guidate, poiché l'acqua favorisce moltissimo lo stato di rilassamento muscolare e psicologico!!

Prima di entrare in vasca è bene controllare che la temperatura dell'acqua non sia né troppo fredda (in questo caso i muscoli tendono ad irrigidirsi e c'è il rischio di crampi), né troppo calda (un calore eccessivo dilata i vasi sanguigni, abbassando la pressione). La temperatura ideale dovrebbe essere intorno ai 27-33 gradi centigradi.

I corsi di ginnastica in acqua sono nati con l'intento di creare uno spazio "su misura" per le future mamme e dare loro l'opportunità di muoversi e ricercare equilibrio in un ambiente che più facilmente le accoglie.
L'attività fisica in acqua può avere inizio dalla 12esima settimana di gestazione dopo valutazione medico ginecologico che certifichi condizioni favorevoli di salute e può essere praticata fino alla fine della gravidanza. Gli esercizi che vengono proposti dovrebbero tener conto delle modificazioni avvenute nel procedere della gravidanza e delle conoscenze motorie di ognuna, non richiedono abilità particolari e non è indispensabile saper nuotare per poterli eseguire.
Generalmente le lezioni comprendono dolci esercizi di mobilizzazione nelle diverse situazioni di galleggiamento, esercizi di stretching dei vari distretti muscolari, esercizi respiratori e di rilassamento ecc..
L'attività è strutturata all'interno di piccoli gruppi di future mamme in cicli di almeno 10 sedute con 1-2 frequenze settimanali.
Dopo il concepimento, la secrezione di alcuni ormoni, tra cui il progesterone e l'estrogeno, aumenta drasticamente per permettere il proseguire della gestazione.
Tra l'11esima e la 12esima settimana il corpo luteo nell'ovaio (che conteneva l'ovocita e che fino a questo momento ha prodotto ormoni) si restringe e la placenta prende il sopravvento nella produzione di progesterone.
Questa è una fase di transizione che porta allo stabilizzarsi della gravidanza ed è quindi il periodo migliore per iniziare l'attività in acqua.
Lo sviluppo dell'utero, insieme all'incremento di peso e ad altre manifestazioni, provocano un'evidente modificazione della postura; un'adeguata preparazione con esercizi elasticizzanti la muscolatura addominale, paravertebrale e degli arti, superiori ed inferiori (in situazione di parziale scarico articolare) consente di svolgere un'azione preventiva nei confronti di situazioni patologiche dell'apparato locomotore.
In acqua, poi, è più semplice trovare motivi per prevenire o per lo meno alleviare alcuni disturbi tipici della gravidanza grazie soprattutto alla diminuzione del carico gravitario (per effetto della spinta al galleggiamento) e alla continua azione di massaggio (per la pressione esercitata dall'acqua sul corpo).
Il binomio ginnastica-gravidanza, se coniugato scientificamente, apre importanti prospettive di benessere fisico e psichico, di armonia morfologica e posturale e può rivelarsi di grande utilità nel rapporto mamma-bambino anche dopo il parto; associando poi a tale binomio i benefici effetti dell'immersione in acqua ci saremo avviati alla migliore condizione possibile per permettere alle future mamme di affrontare con maggiore serenità e consapevolezza questo fantastico periodo.

Tutte le scoperte della medicina si possono ricondurre alla breve formula :
"l'acqua, bevuta moderatamente, non è nociva" (Mark Twain)

4. Effetti dell'immersione in acqua di un corpo in gravidanza

L'immersione in acqua determina alcune modificazioni che riguardano soprattutto lo spostamento dei liquidi corporei.
La pressione che l'acqua esercita sul derma e sul sottocute facilita il ritorno venoso e linfatico: l'acqua si riversa dai tessuti nel torrente circolatorio; il sangue si diluisce, aumenta il volume di plasma che stimola i reni a produrre più urina e viene spinto più facilmente dalle estremità verso il cuore.
Pressione arteriosa misurata al braccio e frequenza cardiaca sembra che non subiscano variazioni di rilievo.
Con l'acqua all'altezza delle spalle pesiamo circa il 20% del nostro peso corporeo e la spinta al galleggiamento è tanto maggiore quanto più il corpo è immerso.
Ricordiamo che la diminuzione della forza di gravità in acqua alleggerisce le articolazioni e i legamenti dal carico di lavoro statico e dinamico rendendo più semplice lo svolgimento di esercizi mirati ad alleviare dolori articolari e lombalgie stimolando una corretta motilità vertebrale.
Alcuni studi confermano che le immersioni in piscina aumentano il liquido amniotico che, durante il travaglio, renderà più facile le contrazioni uterine richiedendo un minore impegno cardio-circolatorio e metabolico per il feto.
E' stato verificato anche che la semplice immersione in acqua termoneutra (32-35°) provoca un aumento delle endorfine (ormoni del benessere) nel sangue.
Per quanto riguarda le onde cerebrali, infine, che si possono registrare con l'elettroncefalogramma, sembra che tali immersioni stimolino la sincronicità delle onde alfa, con conseguente sensazione di relax. Trovare così, uno stato di calma, silenzio ed ascolto di sé, condizioni per una crescita serena del bambino, acquisire consapevolezza del respiro e della sua importanza nelle relazione con il bambino,capire che dare alla luce un bambino non e' una malattia, ma un rito.

L'utilizzo dell'acqua come aiuto durante la gravidanza può avvenire anche in casa propria, è il modo più semplice e pratico per impiegare l'acqua. Per la madre l'immersione nell'acqua, soprattutto calda, è un modo efficace per recuperare energie fisiche, trovare sollievo dall'aumentato peso corporeo e conciliare il sonno. Queste emozioni, che l'acqua induce, saranno vissute come tali anche dal nascituro, che sarà più tranquillo e rilassato.

Il bagno si può fare a qualsiasi ora, meglio di sera lontano dai pasti; utile creare un clima sereno, riducendo la luce e ascoltando della musica dolce. Nella vasca da bagno la donna potrà praticare il rilassamento, la respirazione e il massaggio oppure utilizzare gli oli essenziali (aromaterapia). Anche con la doccia l'acqua raggiunge un effetto benefico sul corpo: è perfetta per favorire la circolazione, prevenire la dilatazione delle vene e rassodare i tessuti cutanei.

La posizione da assumere nella vasca da bagno per ottenere un adeguato rilassamento e per consentire una corretta respirazione è quella distesa, con i palmi delle mani rivolti verso l'alto, le gambe leggermente flesse e gli occhi chiusi; l'acqua dovrà coprire l'addome.Raggiunto un certo rilassamento corporeo, bisognerà poi cercare quello mentale; in questo modo si potranno ascoltare meglio i messaggi del proprio corpo e del nascituro. Una respirazione lenta e profonda apporta una migliore ossigenazione del sangue della madre, di conseguenza trasmette più ossigeno al feto favorendone uno sviluppo ottimale. Per aumentare il benessere psicofisico si consiglia un massaggio delle varie parti del corpo con spazzola o guanto di crine, con movimenti circolari dal basso verso l'alto prima di entrare in acqua.

Gli oli essenziali diluiti nell'acqua della vasca da bagno (bastano pochissime gocce) conducono a un benessere fisico e psichico. Forniscono un'azione sedativa e calmante favorendo spesso il sonno; riducono la congestione e migliorano la circolazione sanguigna. Favoriscono una sensazione di piacere e di conseguenza maggiore armonia e capacità di adattamento al mondo esterno. In gravidanza sono consigliati gli oli essenziali tenui e con proprietà sedative (lavanda, camomilla e quelli agli agrumi), mentre sono da evitare quelli forti (sandalo, patchuli). La lavanda, l'essenza più versatile, è rilassante, calmante e rigenerante; allevia il dolore del travaglio. La camomilla ha un effetto calmante e distensivo: utile per combattere la tensione nervosa e l'insonnia.

5. (Acqua + attività fisica ) = riequilibrio psicofisico

L'azione combinata dell'acqua e dell'esercizio fisico arreca benefici generici sullo stato di forma complessivo della gestante e benefici specifici per le influenze sui meccanismi del dolore al momento del travaglio. Migliorando la capacità aerobica, la tonicità della muscolatura e sviluppando una maggiore consapevolezza corporea, la gestante può attenuare e gestire meglio il dolore dell'esperienza del travaglio e parto.

Non ci è permesso scegliere la cornice del nostro destino. Ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro.

(Dag Hammarskjöld)

 

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