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Riflessioni sull'acqua, sull'educazione all'acqua e sull'attività di acquamotrità neonatale

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Riflessioni sull'acqua, sull'educazione all'acqua e sull'attività di acquamotrità neonatale

Barbara Bochicchio

 

Corso teorico: Milano, 21/10/2006
Tirocinio: Barzanò, 31/3/2007

 

Ho scelto di frequentare un corso per operatore di acquamotricismo neonatale perché credo che l'acqua porti benefici a livello fisico e mentale, e questo ritengo sia vero a maggior ragione per i bambini.

Quello che rende speciale l'incontro tra l'acqua e il bambino è la naturale famigliarità che si sviluppa tra le parti: al pari del liquido amniotico l'acqua sostiene, avvolge e protegge il piccolo, che in questo modo può ritrovare quella leggerezza e quell'istintività che gli appartiene.

Frequentando il corso ho avuto la conferma di come la componente ludica sia essenziale nello sviluppo della fiducia nei confronti dell'acqua e di tutti quegli elementi che caratterizzano il contorno dell'ambiente-piscina: gli istruttori, le luci, i materiali ludico-didattici, i rumori, gli altri bimbi con i loro genitori, etc.

L'attività in acqua ha lo scopo di stimolare la naturale propensione all'acquaticità, propensione inscritta nell'uomo, dato che questo preziosissimo elemento caratterizza in toto la vita, rende possibile la sopravvivenza di ogni specie vivente.

L'acqua è tutti i liquidi, è fluida, fluente, in costante movimento, in costante cambiamento, a volte lento e quasi impercettibile, a volte veloce e precipitoso: in nessun momento è uguale a se stessa. L'acqua è espansione e profondità, è ricettiva e purificante; è terapeutica, portatrice di energie segrete e guaritrice. L'acqua è la sessualità, gli appartiene la riproduzione, gli appartengono le emozioni, i legami.

La luna è la Signora delle acque.

Essa rappresenta la ciclicità, i ritmi individuali in comunicazione con i ritmi cosmici; esprime il potenziale pieno e il potenziale vuoto, la creatività e la capacità distruttiva, la faccia nera e la faccia illuminata; la luna domina le acque, sia corporee, sia degli oceani, domina i sentimenti, le emozioni e i legami.

Determina il sesso dei bambini e influisce sulla loro crescita. L'elemento acqua contiene l'energia creativa originaria. Tutto ha origine dall'acqua, la vita è con l'acqua. L'acqua rappresenta il femminile per eccellenza. E' profonda, le sue correnti spesso non si vedono, la sua vita è nascosta allo sguardo superficiale. L'acqua ha caratteristiche opposte dentro di sé, ha la capacità di rendere esplicita l'universalità con il superamento dell'approccio individualista. Essa scioglie, leviga, purifica, lava... favorisce la regressione nel ventre materno, allentando i meccanismi di difesa in senso fisico e psichico. Funge da elemento di raccordo con l'intero universo.

Occorre un'educazione all'acqua, per evitare di averne paura, di temere l'incontro con la vita stessa. Ritengo essenziale favorire l'incontro tra il bambino e l'acqua in un ambiente protetto, al fine di scongiurare pericoli o rischi connessi a numerosi fattori, per esempio all'ansia dei genitori, ad un errato approccio all'acqua o ancora ad un modo inadeguato di gestire la curiosità o la paura manifestate dal bimbo.

La presenza di personale qualificato e competente, a mio avviso, può facilitare lo sviluppo della relazione genitore-bambino in questo nuovo ambiente, con evidenti benefici per entrambe le parti. Non credo che l'educazione all'acqua sia una prerogativa della cultura occidentale, sebbene in questa cultura più che in altre, si stia creando una scissione sempre più netta tra istinto e ragione. Ritengo auspicabile un ritorno "alle origini", un riavvicinamento alla primordialità, intesa non come inciviltà ma come istintualità. L'educazione all'acqua allora come un'educazione alla naturalità che più ci appartiene.

Anche in altre culture l'elemento acqua è presente, infatti la maggior parte delle religioni considera l'acqua un elemento purificatore. Esempi sono il battesimo cristiano ed i bagni rituali dell'ebraismo e dell'islam. Anche nello scintoismo l'acqua è usata nei rituali di purificazione di persone o luoghi. All'acqua vengono spesso attribuiti poteri spirituali; molte religioni venerano dei legati all'acqua o i corsi d'acqua stessi (esempio, il Gange per l'induismo). Ancora, divinità particolari sono posti a patroni di particolari fonti d'acqua. Il filosofo greco Empedocle annoverò l'acqua come uno dei quattro elementi fondamentali, insieme ad aria, terra e fuoco. Il taoismo cinese la include nei suoi cinque elementi con terra, fuoco, legno e metallo.

Osservando le coppie mamma/bimbo durante la giornata a Barzanò ho osservato che in acqua le distanze si annullano, le persone si avvicinano e si scoprono le similarità che caratterizzano "quella" mamma  e "quel" bambino. Ai miei occhi è emerso piuttosto chiaramente come i comportamenti della mamma siano lo specchio di quelli del bimbo, e viceversa.

Ho notato come ad una mamma ansiosa corrispondesse un bambino agitato, come se l'ansia si trasmettesse al piccolo attraverso i gesti, gli sguardi, i tentennamenti alimentati, in una sorta di circolo vizioso, dal comportamento del bimbo, ansioso e impaurito a sua volta.

Mamma o papà sereni trasmettevano tranquillità al bambino, che a sua volta manifestava con risate, tuffi e giochi la gioia e il piacere nell'attività acquatica.

La figura dell'operatore è marginale e allo stesso tempo fondamentale: marginale nel senso che il protagonista è sempre il bambino, fondamentale perché è anche grazie alla mediazione e all'intervento dell'acquamotricista che la relazione mamma/bimbo può risultare ricca e piacevole per entrambe le parti.

L'operatore lavora in modo discreto ma deciso, non sostituendosi mai con la figura di riferimento per il bimbo - il genitore - ma fornendo consigli e "correggendo il tiro" qualora ce ne fosse bisogno. È importante sottolineare come la competenza tecnica sia fine a se stessa; ciò che fa la differenza è l'essenza della persona e questo spessore personale non è trasmettibile e non si può imparare. Un buon operatore, intendendo con questo termine un operatore in grado di rassicurare la coppia mamma-bimbo, spiega sempre il punto di vista del piccolo ai genitori, infatti non è scontato che l'adulto eserciti automaticamente un atteggiamento empatico verso il bambino.

La finalizzazione del movimento è fondamentale: occorre motivare il movimento, l'azione fine a se stessa sarebbe sterile, risulterebbe meccanica e non interiorizzata.

Per operare al meglio è necessario tener sempre presente che lo scopo finale è l'autonomia completa del bimbo in acqua: il pieno sviluppo psicomotorio si concretizza nelle aree affettiva, cognitiva, relazionale e motoria.

 

 

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