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L'ostetrica e l'analisi del percorso di accompagnamento alla nascita attraverso l'acqua

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L'ostetrica e l'analisi del percorso di accompagnamento alla nascita attraverso l'acqua

Ostetrica Barbara La Rocca

 

L'obiettivo fondamentale dell'ostetrica dovrebbe essere quello di valorizzare la qualità dell'esperienza della gravidanza, progettando un percorso di accompagnamento personale e non standardizzato, attraverso strumenti e strategie mirati alla promozione della salute e del benessere materno-fetale.

Il percorso nascita costituisce uno dei più importanti ambiti dell'attività ostetrica e trova un preciso riferimento nel D.M. del 24/04/2000 (Progetto obiettivo Materno Infantile relativo al Piano Sanitario Nazionale per il triennio 1999/2000).

Questo mette in evidenza quanto sia importante il periodo della gestazione e quanto sia essenziale avere vicino operatori competenti capaci di sostenere e proteggere. Pertanto, l'ostetrica si adopera per organizzare Corsi di preparazione alla nascita che hanno come obiettivo "l'educazione della coppia per una maternità e paternità responsabilmente vissuti, nella consapevolezza che l'evento nascita rappresenta un passaggio cruciale nel ciclo vitale della famiglia."

L'ostetrica dispone di varie modalità di accompagnamento alla nascita, caratterizzate dall'obiettivo nobile di preparare la donna ad un evento naturale con consapevolezza e gioia, attraverso una educazione attiva alla nascita che le restituisca le sue innate competenze.

L'evento nascita è caratterizzato dalle forti e talvolta uniche valenze psico-emotive e relazionali che coinvolgono la donna, il partner ed il loro bambino.

Il concetto di "percorso nascita", così come normalmente definito, non sottolinea a sufficienza gli aspetti tipici e particolari legati alla natalità: il fatto che sia definito "percorso" trasmette l'idea di un cammino che si compie nel tempo, ma potrebbe suggerire che gli appuntamenti che si susseguono nelle varie fasi si svolgano all'interno di un disegno già strutturato, dove le garanzie di sicurezza e di standardizzazione delle procedure, peraltro richieste oggi, rischiano da sole di non soddisfare i diversi bisogni relazionali, individuali ed emozionali.

L'immagine dell' acqua, invece, è di per sé collegata con l'idea della "fluidità"; è simbolo sacrale di iniziazione e purificazione; è il conscio e l'inconscio; l'acqua lava, leviga, purifica, scioglie... induce un allentamento delle difese, per la perdita dei limiti e dei confini del corpo fisico (l'attenzione si sposta così sulle emozioni e sul sè interiore); l'immersione in acqua calda, riporta all'utero materno, condizione che induce una piacevole regressione psichica (Balint, 1968).

Infatti, il potere curativo dell'acqua risiede proprio nella capacità di stimolare la fantasia regressiva; nella donna gravida vi è la possibilità di sintonizzazione con il proprio bambino, attraverso la destrutturazione della percezione reale di sé e il ritorno agli inizi della propria esistenza. L'acqua ci guida infatti alla nostra essenza, permettendoci di ritornare alla nostra natura primordiale.

Pertanto, i significati che sono racchiusi nel concetto di acquaticità esprimono meglio le caratteristiche emozionali tipiche dell'evento nascita nelle diverse fasi ed è da questo punto di vista che potrebbe essere re-interpretato il "percorso nascita".

Per tali considerazioni, la proposta di un corso di acquamotricità, cioè l'attività che fa riferimento agli aspetti dell'adattamento fisico e mentale all'acqua, risulta essere una strategia efficace di "accompagnamento" della gravidanza; la strutturazione del corso deve prevedere alcuni elementi essenziali: il metodo adottato è attivante e precede momenti di coinvolgimento personale in un ambiente protetto e in clima di rispetto delle scelte (senza giudizio) e dei tempi individuali; l'informazione non è solo razionale, da manuale (tipo lezione), ma è resa soggettiva, attraverso le discussioni e lo scambio nel gruppo, e in piccoli gruppi.

Inoltre, in acqua, durante il lavoro sul corpo, i rilassamenti e la respirazione, si può raggiungere la parte arcaica, istintiva ed emotiva del cervello; pertanto tale situazione diventa una informazione acquisita, un' esperienza personale unica.

Nei corsi di acquaticità, si può finalizzare il lavoro al movimento attivo; alla reattività attraverso il lavoro sulla scelta e il processo decisionale; alla ritmicità, alternando i ritmi di lavoro tra concentrazione ed espressione; alle dinamica tra polarità opposte e alla relazione nel gruppo, tra la coppia e con il bambino (1).

I presupposti fondamentali del corso di acquaticità sono numerosi:

  • valutare il valore simbolico dell'acqua per la gravida.
  • creare e accrescere la consapevolezza dell'evento nascita.
  • rispettare i diritti di madre e feto.
  • favorire la salute ed il benessere in gravidanza.
  • fornire ad ogni donna una corretta informazione, fornendole gli strumenti e attivando le risorse personali per vivere la gravidanza nel miglior modo possibile.
  • facilitare i processi di adattamento ai ritmi e ai bisogni della gravidanza; imparare i ritmi; favorire l'apertura.
  • creare un ambiente positivo ricco di emozione per elaborare i vissuti personali.
  • stimolare all'ascolto e alla comunicazione profonda con il bambino in utero, per rafforzare il legame endogeno ed il suo nutrimento attivo attraverso i sensi.
  • accrescere la consapevolezza corporea e di sé attraverso:
    1. l'esecuzione di esercizi e lavoro corporeo tesi a migliorare la salute in gravidanza e facilitare l'ascolto dei cambiamenti e dei bisogni del proprio corpo.
    2. l'esecuzione di esercizi di rilassamento con attenzione al respiro, anche attraverso visualizzazioni.
  • la stimolazione del contatto fisico attraverso il gioco.
  • la conoscenza delle partecipanti e la formazione del gruppo aperto permette la condivisione per eventuali dubbi, ansie, momenti di difficoltà.

E se tali considerazioni non fossero sufficienti, perché scegliere un corso di acquaticità in gravidanza condotto da una ostetrica?

Perché l'ostetrica è da sempre ed in ogni cultura la persona di riferimento nell'ambito sociale e medico, l'esperta competente rispetto a gravidanza, parto e puerperio fisiologici per donne che non hanno problemi particolari; inoltre, l'ostetrica è interessata ad un ritorno a una maternità più naturale, a un naturale modo di vivere questa esperienza così profonda e importante nella vita di una donna.

Secondo uno dei metodi più collaudati nella formazione psicologica degli operatori, messo a punto dallo psicoanalista ungherese M. Balint (1896 - 1970), è fondamentale in qualsiasi attività la centralità della persona. L'ostetrica si accosta alla donna in maniera "globale", ponendola al centro del percorso nascita, attraverso l'arte del "saper ascoltare" anche al di là delle sue parole. Saper ascoltare diventa così il primo obiettivo da raggiungere. Come dice Balint "con un terzo orecchio" e "attraverso tutti i pori della pelle".

Concludendo, l'approccio globale ed olistico che un corso di acquaticità condotto da un'ostetrica offre, tenendo conto dell'aspetto relazionale, psicologico e fisico, risulta essere pienamente in linea con i principi (appropriatezza ed efficacia, qualità e sicurezza, promozione e tutela della salute) che sono alla base dei più recenti documenti di programmazione: O.M.S., PSN, LEA, Progetto Obiettivo Materno Infantile (P.O.M.I.).

 

1)
L'OSTETRICA E LA PROMOZIONE DELLA  FISIOLOGIA IN GRAVIDANZA
-Verena Schmid, CONVEGNO NAZIONALE ANDRIA 2002 - PERUGIA, 14-15 Ottobre 2002

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