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L'acqua come strumento di empowerment per la gestante

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Ostetrica Maiore Rossella

Corsista del 16/12/2007

1. DONNA & EMPOWERMENT

Io vorrei  iniziare la mia tesina premettendo che la mia è una riflessione e uno studio su cui ha molto influito la mia formazione ostetrica.
Io mi pongo e vi propongo una domanda:
Siamo in grado di ascoltare i segnali che il nostro corpo c’invia?
Il secolo scorso vide la donna  intraprendere un percorso di emancipazione, il quale l’ha allontanata da quella che era l’immagine della donna come “regina del focolare” dedita esclusivamente alla cura della famiglia e della casa.

La donna d’oggi è altamente istruita, occupa posti di lavoro di rilievo ed ha raggiunto i vertici in tutti gli ambiti, per poter ottenere ciò ha dovuto posticipare alcune tappe fondamentali della propria vita, tra le quali la gravidanza. La vita della donna del XXI secolo è una vita frenetica, fatta di mille impegni, aspirazioni ed ambizioni, all’interno di questo contesto la gravidanza, quando insorge, spesso passa in secondo piano e viene vissuta passivamente, rientra all’interno di quel ciclo frenetico per poi ritrovarsi 9 mesi dopo con un bel bebè tra le braccia ma il quale non si conosce ancora, poiché spesso le donne continuano a lavorare fino al termine della gravidanza senza mai soffermarsi ad ascoltare il loro piccino che pur senza attenzioni continua a crescere e a nutrirsi della propria mamma.

Noi, oggi, siamo figlie di una generazione in cui tutto è stato standardizzato, in cui tutto e tutti devono rientrare all’interno di canoni predefiniti, i quali non tengono conto delle fisiologiche variabilità biologiche e delle differenze interpersonali, sia fisiche sia psichiche, i quali rendono ogni individuo unico e irrepetibile. La perdita di tali aspetti ci rende tutte uguali, prive di personalità allontanandoci da quello che è il nostro ego più profondo e la nostra essenza primordiale.

Proprio all’interno di quest’ambito generazionale si sta cercando di ritrovare quella sensibilità e consapevolezza di sé, in quanto donna, che è venuta meno e si parla sempre più d’Empowerment femminile.

La parola inglese Empowerment deriva dal verbo to empower, non esiste in italiano un’unica parola che possa tradurre questo termine inglese anche per la complessità semantica che il concetto stesso intende esprimere, è generalmente tradotta in italiano con i seguenti significati: “Conferire o attribuire poteri”, “mettere in grado di”, “dare autorità a”, “accrescere in potere”, ma nel nostro ambito assume il significato di “potenziamento”.

L’Empowerment ha un duplice aspetto: da un lato si riferisce al percorso compiuto dalla donna per raggiungere un determinato risultato e per essere messa in grado di svolgere determinati compiti e di superare determinate condizioni di impotenza e di passività.

Dall’altro lato, ha attinenze con lo stato empowered raggiunto dalla donna la qual è più fiduciosa in sé stessa e sulle proprie capacità, in grado di godere di una dignità personale così come di spazi d’autonomia e di libertà.

Due sono le caratteristiche essenziali legate ad un approccio fondato sull’Empowerment:

  • Consentire una crescita costante, progressiva e consapevole delle potenzialità della donna, accompagnata da una corrispondente crescita d’autonomia ed assunzione di responsabilità;
  • Tendere ad aumentare la stima della donna in sé stessa e la sua capacità di leggere la realtà che la circonda e che cresce dentro di lei, cogliendone gli aspetti positivi.

La donna durante la gravidanza può essere guidata verso un percorso che ha come obiettivo ultimo quello di farle acquisire degli strumenti che l’aiuteranno a raggiungere il suo “status” di “Empowerment”, che sono i seguenti:

  • la capacità di adattare il proprio comportamento e i propri ritmi di vita ai nuovi bisogni dettati dalla gravidanza ;
  • il movimento e la flessibilità sia corporea che mentale;
  • la volontà di stare il più possibile in situazioni piacevoli e gratificanti;
  • la condivisione delle proprie esperienze con persone che si trovano nella stessa situazione o con persone che hanno avuto esperienze positive;
  • la scelta delle persone di supporto in base alla positività e creatività delle loro esperienze di maternità, evitando di rimanere da sole;
  • l’ascolto interiore del bambino nascituro e l’alleanza con lui;
  • un comportamento relazionale attivo nei confronti del bambino in utero e in esogestazione;
  • l’ascolto di sé, dando priorità ai propri bisogni e al proprio benessere, che è anche quello del bambino;
  • la fluidità e l’apertura alla nuova esperienza;
  • la consapevolezza ed il sapere.

L’acquisizione di questi strumenti permette di attivare le risorse endogene della donna, riduce la paura, crea fiducia e sicurezza e la mette in grado di collocarsi al centro del suo personale percorso nascita in modo da favorire e conservare il suo stato di salute psico-fisico (1).

2. ACQUA & SIMBOLOGIA

Come meglio comprendere la simbologia se non mediante il pensiero di uno dei padri della psicologia del profondo, C.G. Jung, il quale all’interno del libro “L’uomo e i suoi simboli” afferma:"ciò che noi chiamiamo simbolo è un termine, un nome, o anche una rappresentazione  che può essere familiare nella vita di tutti i giorni e che tuttavia  possiede connotati specifici oltre al suo significato ovvio e convenzionale. Esso implica qualcosa di vago, di sconosciuto o d’inaccessibile per noi"

"Poiché ci sono innumerevoli cose che oltrepassano l'orizzonte della comprensione umana, noi ricorriamo costantemente all'uso di termini simbolici per rappresentare concetti che ci è impossibile definire o comprendere completamente. Questa è una delle ragioni per cui tutte le religioni e le tradizioni esoteriche impiegano un linguaggio simbolico o delle immagini"(2).

Dunque secondo Jung, la simbologia è la vera chiave per comprendere il mondo spirituale e quello psicologico.

Tra tutti i simboli esistenti l’Acqua rappresenta quello più diffuso e comune a tutte le culture e religioni di ogni tempo, all’interno dei quali assume significati diversi.
Però prima di acquisire una valenza simbolica, l’Acqua costituisce un elemento tangibile, infatti, essa è indispensabile per la nostra esistenza, l’Acqua è dentro di noi ed intorno a noi, costituisce la quasi totalità della materia vivente: il 70% della superficie terrestre è ricoperta d’Acqua, l’80% del nostro organismo è costituito d’Acqua, un ovulo fecondato è composto per il 95% d’Acqua e in essa si sviluppa (il liquido amniotico).

L’Acqua è fonte di vita, precedente ad ogni forma e ad ogni creatura vivente.
Dalla biblica Genesi alla mitologia Indù, al Corano, l’Acqua è citata come luogo di nascita delle creature animate e inanimate dell’Universo.
L’Acqua viene espressa come principio cosmico femminile, anima del Mondo, Madre per eccellenza, generatrice di vita.

Il suo stato liquido la rende libera da qualsiasi vincolo e le dà la capacità di trasformarsi e assumere qualsiasi forma.
È elemento dinamico, che scorre e può generare trasformazioni, rappresenta il flusso del divenire.

L’Acqua assomiglia all’anima dell’essere vivente: è irrequieta e non ha posa, non ha principio, non ha fine.
E’ fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è principio e fine.
La vita e la bellezza emergono dall’Acqua, come Afrodite o Venere nella tradizione greco-romana.

L’Acqua piovana, che scende dal cielo, bagna la terra e la nutre.
L’Acqua è associata al flusso delle forze vitali del nostro corpo, come il sangue, la linfa ed il seme.
L'Acqua è vita anche in senso spirituale: chi beve l'Acqua di Cristo non avrà mai sete.

Per Tertulliano l'Acqua fu la prima sede dello spirito divino.
L’Acqua è il simbolo della fertilità.
In varie culture e tribù, le sorgenti e i fiumi sono fonti sacre le cui acque hanno il magico potere di accrescere la fertilità.

Gli antichi Egizi adoravano la fecondità del Nilo come il grande simbolo della nascita, della rigenerazione e della fertilità rappresentate dal dio Api, raffigurato mentre versa dell’Acqua da due otri.
I miti greci narrano che Zeus fecondò Danae con la pioggia, così come secondo Eschilo, Urano fecondava Gea con la pioggia.
L’Acqua è sessualità e femminilità.

L’Acqua è sempre stata una potente ispiratrice dell’immaginazione.
Se si pensa ha quanto sono importanti le fantasie nella vita sessuale, si comprende la stretta connessione tra l’Acqua e Eros.
Essa ha ispirato numerosi artisti, pittori, musicisti, poeti e pubblicitari (3).
Nei sogni, le caratteristiche di moto perpetuo e di mutevolezza dell’Acqua sono spesso interpretate come il simbolo dell’incoscio collettivo o personale, o come la rappresentazione della parte femminile della psiche (4).

L’Acqua è purificatrice.
Molti riti religiosi prevedono la purificazione mediante aspersioni o immersioni, le quali permettono all'uomo di liberarsi dai peccati commessi e di iniziare così una nuova vita o una nuova e più evoluta fase dell'esistenza: così è con il Battesimo (dal greco baptein, immergere, lavare) per i cristiani, con il Mikvé (una piscina d'Acqua piovana in cui bisognava immergersi nudi) nell'antico rito ebraico (necessario ancora oggi per coloro che si convertono all'ebraismo), con il bagno nel Gange per gli induisti, con le abluzioni prima della preghiera per Ebrei e Musulmani.

Poiché i miti della creazione di tanti popoli fanno emergere la terra dalle acque, poiché ogni bambino esce dalle acque amniotiche per vedere la luce, così l’emersione, che segue ad un’immersione, ripete simbolicamente ogni volta un processo di rinascita.
Sempre dal punto di vista della rigenerazione i simulacri di Afrodite, Hera, Athena, Cibele, dagli antichi greci venivano annualmente immersi
L’Acqua è guaritrice.

Molte sono le culture in cui vi sono fonti oggetti di culto alle quali si attribuisce il potere di risanare gli infermi.
Anche oggi svariati sono i culti di salute legati alle acque sorgive in una vasta area che va dall’Estremo Oriente (l’immersione nel fiume Gange) all’Occidente cristiano (l’Acqua di Lourdes).


3. ACQUA - MOTRICITA’ & EMPOWERMENT

La deduzione logica che ne deriva dalla duplice riflessione, sia sugli strumenti necessari per poter acquisire e raggiungere lo Status d’Empowerment, che sulle caratteristiche dell’Acqua (sia in quanto elemento naturale sia in quanto elemento simbolico) è che l’Acqua è un valido strumento che la donna può far suo, lungo il percorso nascita per poter raggiungere l’Empowerment.

La gravidanza è un evento fisiologico per questo la maggior parte delle donne (eccetto le donne con un decorso patologico della gravidanza o considerate a rischio) possono svolgere regolarmente una leggera attività fisica di tipo aerobica (secondo la giusta intensità, durata e frequenza), la quale va programmata in base al suo stato di salute, al suo livello di allenamento e alle sue capacità motorie.

Proprio per le sue qualità è sempre più diffuso l’utilizzo dell’Acqua, e specificatamente dell’attività Acquatica o Acquamotricità prenatale, all’interno dei classici corsi di preparazione al parto i quali non hanno come unico fine il controllo del dolore in vista del parto, ma tra i loro obiettivi sono compresi quelli di:

  • Aumentare il senso di sicurezza e di autostima della gravida;
  • Fornire informazioni sulla gravidanza, sul parto, sulle implicazioni psicologiche di queste esperienze, sull'evoluzione delle dinamiche di coppia e sulle competenze del bambino;
  • Preparare la donna fisicamente al travaglio e al parto.

Quindi, all’interno di questo progetto ben si integrano le peculiarità d’Empowerment dell’Acqua in modo da sfruttare i suoi benefici sia psichico-emozionali sia fisici.

L'Acqua è l’elemento più adatto ad accogliere la donna in gravidanza, poiché essa scioglie, culla, sostiene, accarezza, nutre, permette l'abbandono e l'apertura, facilita un percorso a ritroso verso le acque primigenie da cui tutti veniamo, aiuta la futura madre a ricollegarsi alla propria esperienza prenatale e quindi ad avvicinarsi al bambino che cresce dentro di lei, condividendo con lui esperienze psichiche e fisiche.

La relazione sensoriale e psichica che la donna stabilisce con l’Acqua si inscrive nella sfera del piacere in “primis percettivo”.
Il contatto con l’Acqua evoca una molteplicità di sensazioni e la possibilità di provare un’esperienza intimamente soddisfacente, positiva ed energizzante.
La sensazione di leggerezza che il corpo prova durante l’immersione non si associa ad una maggiore velocità, ma ad un rallentamento, poiché in Acqua la regola è la “lentezza”.

All’idea di lentezza si associa anche una diversa percezione del tempo, facilitando la riflessione e la concentrazione su se stesse e sulle proprie percezioni, dando la possibilità di fare esperienza sulla modificazione dei propri vissuti corporei.

Oltre ai benefici psichici l’Acquamotricità prenatale ha numerosi benefici fisici:

  • Se praticata fin dal primo trimestre, migliora il naturale andamento della gravidanza e la crescita del feto, aumentando la capacità di trasporto di ossigeno e di sostanze nutritive indispensabili per il feto (5);
  • Aumenta l'efficienza degli apparati cardiocircolatorio ( riduce i valori della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa) e respiratorio migliorando l'adattamento materno alla gravidanza e al parto (6,7);
  • Un’attività svolta costantemente riduce molti dei disturbi tipici della gravidanza quali la stitichezza, la formazione delle vene varicose e delle emorroidi, l'edema agli arti inferiori (conseguente ad un aumento della diuresi), gli episodi di lombalgia, di crampi e di affaticamento (8, 9, 10, 11, 12, 13);
  • L’attività fisica contiene l'aumento del peso corporeo e diminuisce il rischio di diabete gestazionale (14, 15);
  • Migliora in generale il tono muscolare, in particolare, in funzione del parto vengono rafforzati i muscoli della schiena, della zona perineale (i quali sono maggiormente coinvolti al momento del parto), i muscoli delle spalle e delle braccia (fornendo una buona preparazione in vista dell’allattamento e dell’accudimento del bambino) e della postura (16);
  • I movimenti svolti in Acqua facilitano il raggiungimento del rilassamento mediante la mobilitazione delle articolazioni e della colonna vertebrale e del bacino;
  • Il peso viene distribuito su tutte le articolazioni, coinvolgendo piede, caviglia, ginocchio ed evitando di sovraccaricare la regione lombo-sacrale;
  • In Acqua si apprende meglio il controllo della respirazione e dell’apnea;
  • L’attività Acquatica svolta costantemente è un ottimo rimedio per l’insonnia, la depressione e gli affaticamenti, arrivando ad una migliore sopportazione dello stress e dell’ansia (17);
  • A livello bio-umorale lo svolgimento di un’attività fisica determina il rilascio in circolo dell’endorfine, le quali sono sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante, in tal modo un attività fisica svolta costantemente aumenta la soglia del dolore della donna, la quale ne trarre il massimo vantaggio in funzione del travaglio di parto (18);

I benefici dell’Acquamotricità prenatale non sono solo materni, ma sono anche fetali, infatti, dagli studi condotti su un gruppo di gravide che hanno frequentato dei corsi di Acquamotricità è emerso che:

  • L’aumento della frequenza cardiaca fetale è inferiore rispetto all’aumento della frequenza cardiaca fetale che si verifica se un esercizio viene eseguito a terra anziché in Acqua (19);
  • Si ha un aumento dell’AFI (Amniotic Fluid Index) varabile dall’8.8 al 21.5%, il quale può avere un importante valenza dal punto di vista clinico (20).


In sintesi, l’Acqua è un ottimo elemento d’aiuto per la gravida sia verso il suo percorso a ritroso alla ricerca delle proprie origini sia verso la preparazione fisica in funzione del travaglio e del parto.
Questo approccio all’attività Acquatica consente alle mamme, che hanno imparato ad essere a loro agio nell’Acqua, di ritornare con entusiasmo dopo pochi mesi insieme ai loro bambini.

4. ACQUA, MUSICA & EMPOWERMENT

L’Acqua come strumento d’Empowerment può essere ancor più “potenziato” dall’associazione con un altro elemento: la musica.

La Musica rappresenta un linguaggio non verbale ed una forma di comunicazione immediata, istintiva e subliminale, è in grado di andare incontro ai bisogni della donna, è capace di sollecitarla e farla progredire dandole un senso di armonia con il suo modo d’essere, il suo Ego più profondo ed il bambino che cresce dentro di lei.

La Musica determina uno stimolo sonoro, il quale se associato al movimento del corpo, proprio per il carattere stesso vibratorio della musica, influisce direttamente sulla psiche ed il corpo stimolando i sensi, suscita sensazioni e emozioni infondendo energie vitali nel corpo e nella mente contribuendo a destare, aumentare ed espandere la consapevolezza di sé, degli altri e dell’ambiente e restituendo all’individuo un senso di completezza ed autostima.

Proprio per le sue caratteristiche se l’utilizzo della musica viene associata all’utilizzo dell’Acqua entrambe agiscono sinergicamente sia sulla gravida sia sul feto, poiché:

  • Il 95% della ricarica energetica del cervello è a cura del suono, il restante 5% avviene tramite i sali minerali, le vitamine, ecc.;
  • Il sistema uditivo del feto già dal quarto-quinto mese è funzionante e in grado di ascoltare perfettamente la realtà che lo circonda, infatti, al momento del parto il bambino che nasce è già dotato non solo di organi, apparati e impronte digitali uniche, ma anche di sensazioni, emozioni ed esperienze che costituiranno la base fondamentale per il suo futuro sviluppo.

Erroneamente da quello che comunemente si pensa, il feto durante la vita intrauterina non ascolta né il suono del flusso circolatorio sanguigno della madre né il battito del  suo cuore, che è una specie di tamburo perenne, se così fosse non riuscirebbe a addormentarsi, sarebbe come per noi cercare di addormentarci stando vicino alla cassa acustica di una discoteca, ma ciò che tutti noi abbiamo sentito nella pancia di nostra madre è la sua voce ingentilita, filtrata e privata da tutte quelle frequenze più basse e gravi, che sono quelle disturbanti.

All’orecchio del feto arrivano solo le frequenze acute, in tal modo la voce della madre appare come una sorta di melodia angelica o il suono dell’arpa.
Nel grembo materno il bambino non fa un’esperienza di semplice ascolto della voce materna, ma cresce insieme a quel suono (21).
Quindi, l’Acqua e la Musica proprio per le loro peculiarità permettono:

  • Alla donna di "esplorarsi internamente" per rendersi consapevole della propria esperienza emozionale e ricercare una relazione con il nascituro attraverso il contatto, il suono, la voce;
  • Di rassicurare il neonato e permettergli di entrare con fiducia nel  mondo che lo attende (22).

5. CONCLUSIONI

Da questo breve escursus fatto sia di riflessioni personali sia dei risultati d’importanti studi e ricerche scientifiche, emerge che un ruolo significativo nel processo d’Empowerment è rappresentato sicuramente da quei tipi d’interventi che promuovono l’acquisizione della consapevolezza delle proprie potenzialità e del rafforzamento della propria identità personale, in particolare in una società complessa come la nostra nella quale si modificano continuamente i rapporti ai diversi livelli del convivere sociale, da quello privato e familiare, a quello lavorativo, a quello culturale.

Gli strumenti utili, che la gestante può far suoi, durante il processo d’Empowerment sono rappresentati dall’Acquamotricità e dalla Musica proprio per le loro specificità sopra-descritte, tali opportunità si stanno integrando all’interno dei corsi di preparazione al parto.

In generale, si avranno donne empowered nel momento in cui oltre ad aver lavorato su se stesse, si sia adeguato anche l’ambiente circostante affinché l’Empowerment promosso possa trovare la sua giusta e lecita espressione.

Quando vi è Empowerment si ottengono risultati positivi in termini di salute per le donne, i propri figli e per la collettività.
Comunque, l’Empowerment non può essere imposto, ma deve nascere dalla donna stessa, individualmente o come parte di un gruppo, ed il suo raggiungimento nasce dal desiderio della donna di cambiare la situazione.

Il compito dei diversi operatori, i quali vengono a contatto con le donne è quello di promuovere gli strumenti che possano facilitare il processo d’Empowerment, affinché sia la donna in grado di collocarsi al centro del proprio percorso nascita esercitando autoderminazione, scelta informata con la piena assunzione delle proprie responsabilità (23).

 

Bibliografia

1.      Art.: La promozione della salute nel percorso nascita di Verena Schmid pubblicato il 07/09/2007 (tratto dal sito www.catpress.com/verenaschmid);

2.       C.G. Jung: "L'uomo e i suoi simboli";

3.      L’acqua e la sessualità di Michel Odent, red edizioni;

4.      Art. n.48 della rivista D&D: L’acqua come simbolo;

5.      Maureen C. Hatch, Xiao-Ou Shu, Diane E. McLean, Bruce Levin, Melissa Begg, Lynn Reuss and Mervyn Susser: Maternal Exercise during Pregnancy, Physical Fitness, and Fetal Growth . American Journal of Epidemiology Vol. 137, No. 10: 1105-1114

6.  Ward EJ, McIntyre A, van Kessel G, Hague WM: Immediate blood pressure changes and aquatic physiotherapy. Hypertens Pregnancy. 2005;24(2):93-102

7.    Robin Bell MBBS, PhD, MPH, FAFPHM, Maureen O'Neill MBBS, FRACP, Grad Dip Ex Rehab PhD (1994): Exercise and Pregnancy: A Review Birth 21 (2) , 85–95.

8.  Smith SA, Michel Y:A pilot study on the effects of aquatic exercises on discomforts of pregnancy. J Obstet Gynecol Neonatal Nurs. 2006 May-Jun;35(3):315-23.

9.   Pennick VE, Young G.: Interventions for preventing and treating pelvic and back pain in pregnancy. Cochrane Database of Systematic Reviews 1998,Issue 3.

10.  Granath AB, Hellgren MS, Gunnarsson RK:Water aerobics reduces sick leave due to low back pain during pregnancy. J Obstet Gynecol Neonatal Nurs.2006 Jul-Aug;35(4):465-71

11.  Katz VL, McMurray R, Goodwin WE, Cefalo RC.:Nonweightbearing exercise during pregnancy on land and during immersion: a comparative study.Am J Perinatol. 1990 Jul;7(3):281-4.

12.  Kent T, Gregor J, Deardorff L, Katz V:Edema of pregnancy: a comparison of water aerobics and static immersion. Obstet Gynecol. 1999 Nov;94(5 Pt 1):726-9.

13.  Hartmann S, Huch R: Response of pregnancy leg edema to a single immersion exercise session. Acta Obstet Gynecol Scand. 2005 Dec;84(12):1150-3.

14.  Thomas DE et al. :  Exercise for type 2 diabetes mellitus. 

15.  Timothy D. Dye, Kerry L. Knox, Raul Artal, Richard H. Aubry and Martha A. Wojtowycz :Physical Activity, Obesity, and Diabetes in Pregnancy . American Journal of Epidemiology Vol. 146, No. 11: 961-965

16.  Kihlstrand M, Stenman B, Nilsson S, Axelsson O.: Water-gymnastics reduced the intensity of back/low back pain in pregnant women. Acta Obstet Gynecol Scand. 1999 Mar;78(3):180-5.

17.  Curt L. Lox, Darren C. Treasure (2000): Changes in Feeling States Following Aquatic Exercise During Pregnancy .Journal of Applied Social Psychology 30 (3) , 518–527.

18.  McMurray RG, Berry MJ, Katz V.: The beta-endorphin responses of pregnant women during aerobic exercise in the water. Med Sci Sports Exerc. 1990 Jun;22(3):298-303

19.  Polman R, Kaiseler M, Borkoles E: Effect of a single bout of exercise on the mood of pregnant women. J Sports Med Phys Fitness. 2007 Mar;47(1):103-11.

20.  San Juan Dertkigil M, Cecatti JG, Sarno MA, Cavalcante SR, Marussi EF: Variation in the amniotic fluid index following moderate physical activity in water during pregnancy. Acta Obstet Gynecol Scand. 2007;86(5):547-52.

21.  MUSICOTERAPIA  intervento di Alberto Guccione a cura dello studio Kinesis 2004

22.  Paola Ulrica Citterio: L'abbraccio sonoro in gravidanza: Percorso innovativo di musicoterapia in acqua per gestanti, Bonomi Editore, 2008

23.  Maita Sartori : La nascita è un bene comune

 

 

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