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L’acquaticità in gravidanza

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Ostetrica Torrini Dianora


1. INTRODUZIONE
Lo scopo di questa tesina è quello di fornire uno strumento agli operatori che si avvicinano all’acquaticità in gravidanza, attraverso una breve e schematica raccolta dei principali benefici
che l’acquaticità può dare in gravidanza, sia alla donna che al feto.
Tratterà tutte le necessità per poter predisporre al meglio l’inizio di un corso, dando spazio agli argomenti relativi al ruolo dell’acqua, quale parte integrante o di supporto, ai corsi di accompagnamento alla nascita.

2. IL RUOLO DELL’ACQUA
L’acqua è un ambiente ottimale per lavorare ed è senza dubbio il luogo ideale per l’attività fisica in gravidanza, perché permette l’utilizzo completo del corpo senza arrecare particolari carichi ad alcuni distretti a scapito di altri.
La diminuzione della forza di gravità alleggerisce le articolazioni e i legamenti dal carico statico e dinamico, mentre aumenta la capacità di resistenza fisica e respiratoria, aiutando a mantenersi in forma.
L’attività e le buone condizioni fisiche mantengono e migliorano le capacità antalgiche fisiologiche dell’organismo. L’acqua può essere utilizzata sia per esercitare la respirazione e i muscoli sia come luogo di rilassamento per facilitare la relazione madre-bambino.
Si annoverano altri benefici sul sistema vegetativo per la funzione di riequilibrio,  sulla ritenzione idrica, migliorata dal linfodrenaggio provocato dalla pressione idrostatica.
Inoltre l’acqua è quell’elemento che scioglie, culla, sostiene permettendo l’abbandono e l’apertura, stimolando anche la regressione verso lontani vissuti.
L’acqua insegna ad avere pazienza, ad acquisire la calma e la tranquillità dei movimenti; facilita il rilassamento e l’isolamento da stimoli esterni facilitando un maggior contatto con la parte più intima, aiutando ad abbandonare la parte più razionale..

3. INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI
La gravidanza è un evento fisiologico nella vita di una donna e pertanto la maggior parte delle gestanti può svolgere attività fisica in gravidanza purché sia un’attività di tipo aerobico, programmata in base allo stato di salute, al livello di allenamento e alle capacità motorie.
Alcuni studi hanno evidenziato che il praticare regolarmente una moderata attività fisica aerobica in acqua, non è dannoso né per la salute materna né per quella fetale.
Non si rilevano influenze negative, il peso neonatale non è influenzato né l’incidenza di parti pretermine.
Pertanto, in assenza di controindicazioni, dobbiamo incoraggiare le gestanti ad intraprendere una attività fisica regolare e moderata di circa 20-30 minuti preceduta da almeno 5 minuti di riscaldamento e seguita da almeno 5 minuti di rilassamento attraverso degli esercizi di stretching.
L’intensità dell’esercizio deve essere tale da permettere alla donna di poter recuperare entro 15 minuti dal termine dell’attività.
La donna deve quindi imparare a modificare e ad autoregolare l’intensità dell’esercizio fisico adattandolo alle personali capacità.
Le controindicazioni vengono descritte dall’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG)    :

CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE
Patologie cardiovascolari
Patologie polmonari
Incontinenza cervicale / cerchiaggio
Gravidanza multipla a rischio di parto pretermine
Sanguinamenti persistenti nel secondo e terzo trimestre
Placenta previa dopo 26 settimane
Ipertensione indotta dalla gravidanza
Rottura delle membrane
Minaccia di parto pretermine nelle gravidanze precedente e attuale

 


CONTROINDICAZIONI RELATIVE
Anemia importante
Aritmia cardiaca non valutata
Bronchite cronica
Diabete di tipo I non controllato
Obesità o BMI inferiore a 12
Storia di vita assai sedentaria
Restrizione della crescita fetale
Ipertensione non controllata o pre-eclampsia
Patologie della tiroide
Fumatrici
Limitazioni ortopediche

Qualora si presentino i seguenti sintomi, l’attività fisica dovrà essere sospesa
Sanguinamenti vaginali
Dispnea prima dell’esercizio
Cefalea
Capogiri
Dolore addominale
Debolezza muscolare
Dolore al polpaccio o segno di swelling
Travaglio pretermine
Riduzione dei movimenti fetali
Perdita di liquido amniotico

4. ORGANIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’
L’attività prevede innanzitutto una presentazione al primo incontro, sia dell’operatore che del gruppo, può essere importante informarsi su quali siano le esigenze e le aspettative delle partecipanti rispetto al corso, raccogliendole anche in modo anonimo (mediante la scrittura di bigliettini).
Ciò permetterà di pianificare al meglio l’attività, ogni gruppo avrà particolari caratteristiche e bisogni conseguenti.
Dalla maggior ricerca di attività dinamica piuttosto che di rilassamento, altri potrebbero mostrare maggior attenzione agli  aspetti informativi.
I corsi sono diretti a tutte le donne a qualsiasi epoca gestazionale, a partire dalle 12° settimana ciò per evitare di mettere in relazione l’attività svolta con un possibile aborto, condizione statisticamente possibile sino a tale epoca.
E’ consigliato almeno un incontro a settimana, anche se le linee guida consiglierebbero un’attività più continuativa e regolare sino a 3 volte a settimana.
È preferibile effettuare gli esercizi di acquaticità con l’acqua che arriva alle spalle, la temperatura dell’acqua dovrebbe essere dai 28° ai 31° C per l’attività dinamica. L’acqua di temperatura superiore è sconsigliata per l’attività di fitness mentre per il rilassamento è tollerata una temperatura sino ai 32-33° .
Oltre tale soglia si possono avere effetti negativi sulla circolazione venosa e linfatica nei soggetti predisposti.
Il numero del gruppo deve essere valutato anche in base alle dimensioni della piscina nella quale si effettua il corso, può andare dagli 8 ai 20 partecipanti.
Possono essere d’utilità dei supporti galleggianti come tavolette, ciambelle, tuboludi ecc..
Gli esercizi possono essere effettuati singolarmente, a coppie, o in gruppi più o meno numerosi a seconda dell’obiettivo che vuole raggiungere l’operatore.
Inizialmente sarà più facile lavorare singolarmente o a coppie e solo quando i partecipanti avranno ottenuto una sufficiente tranquillità nel gestirsi sott’acqua, ed una buona familiarità nel contatto con l’altro, si possono inserire degli esercizi di gruppo.
Si può suddividere l’attività in due parti una più dinamica ed un’altra dedicata più al rilassamento e alla meditazione.
La meditazione aiuta ad entrare in relazione con il bambino e ne migliora la comunicazione.
Altri esercizi si possono basare sulla respirazione profonda con lo scopo di utilizzare il diaframma coinvolgendo in questo modo non solo i muscoli intercostali ma comprimendo e rilasciando anche l’addome.
Per molte donne la scoperta del perineo avviene solo in gravidanza. Questa complessa struttura
subisce delle importanti influenze dall’ambito psichico, è di fatto una porta di comunicazione tra l’interno e l’ambiente.
Il pensiero funzionale che si sviluppa è relativo alla necessità di conoscere per apprendere come si possa favorire l’apertura per permettere la nascita, in realtà il buon funzionamento di questa muscolatura non è data solo dalla sua cedevolezza ma anche dall’elasticità e tonicità influenzati dagli ormoni e dall’allenamento.
Esistono innumerevoli esercizi da proporre alle mamme in attesa, molti sono il frutto della sensibilità ed esperienza dell’operatore.
Sarebbe bene non affidarsi in modo rigido ad una sequenza prestabilita, ma viceversa saper strutturare il lavoro in rispondenza delle condizioni che di volta in volta si determinano nel gruppo.

Ricapitolando:
  • Piscina con acqua alle spalle
  • Temperatura dai 28°C
  • 8-20 partecipanti (dipende dalla grandezza della piscina)
  • Presentazione del gruppo
  • Valutazione delle esigenze e aspettative del gruppo
  • Esercizi da effettuare singolarmente a coppie o in gruppo:
  • Fase dinamica
  • Esercizi di consapevolezza corporea e del movimento
  • Esercizi di rilassamento e meditazione

5. BENEFICI DELL’ATTIVITA’ IN ACQUA
I benefici sono molteplici e interessano tutto l’organismo possiamo approfondirli seguendo una struttura suddivisa per apparati

APPARATO MUSCOLO-SCHELETRICO.
Durante la gravidanza si sviluppa, per un adeguamento all’aumento del volume e del peso uterino una lordosi che spesso comporta la comparsa di dolori alla schiena; inoltre lo stato gravidico determina un innalzamento dei livelli di relaxina e estrogeni il che comporta una maggior lassità alle articolazioni e ai legamenti.
Queste modificazione possono rendere più difficile gli esercizi a terra, vi può esser un aumento di cadute dovute allo spostamento del baricentro e ad una perdita di equilibrio; in acqua questo non accade e soprattutto l’acqua apporta, come è stato dimostrato da numerosi studi, dei benefici alla donna rispetto ai dolori alla schiena soprattutto a livello lombo-sacrale, quindi l’acquaticità può avere sia un effetto protettivo che terapeutico.
Gli esercizi dovranno essere incentrati sulla colonna vertebrale che deve adattarsi all’aumento di peso, e a ridurre le sollecitazioni della regione lombosacrale rinforzando i muscoli addominali e migliorando il portamento.
L’acqua riducendo il peso corporeo sottopone le articolazioni ad una minore sollecitazione, pertanto la donna riuscirà a muoversi più facilmente garantendo una migliore flessibilità del sistema articolare, dovuto anche all’azione calda dell’acqua . In acqua si potranno eseguire esercizi di stretching per migliorare la mobilità delle articolazioni e diminuire la rigidità dei muscoli.
L’essere più elastiche faciliterà l’assunzione in travaglio di varie posizioni, come quelle verticali, a carponi, accovacciate.
La ginnastica in acqua inoltre rafforza la muscolatura, aumentando la resistenza fisica e il livello di forma generale. Gli esercizi dovranno essere diretti anche alla schiena, agli addominali,  alle braccia, alle spalle e a livello perineale.

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
L’immersione in acqua determina una ridistribuzione dei fluidi; l’acqua esercita una pressione idrostatica che aumenta a seconda di quanto la persona vi si trova immersa. Gli effetti iniziano in pochi secondi e determinano un aumento del volume sanguigno dovuto allo spostamento di liquidi dallo spazio extravascolare all’interno della circolazione. Tale effetto provoca una diminuzione nella produzione dell’ormone ADH, dell’attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone, un aumento nella produzione dell’ ANP che determinano un aumento della diuresi e riduzioni di liquidi extracellulari. Pertanto l’acqua può essere utilizzata come strumento preventivo nella comparsa dell’edema, abbastanza presente in gravidanza, e nel trattamento.
La pressione dell’acqua facilita anche il ritorno venoso, a volte ridotto dalla presenza dell’utero gravidico.

APPARATO RESPIRATORO
Come abbiamo già detto l’acqua insegna a mantenere la calma e ad avere pazienza, in acqua i movimenti devono essere lenti, la velocità e la non controllabilità dei movimenti sono solo uno svantaggio.
Gli esercizi in acqua aiuteranno ad effettuare una respirazione ritmica e regolare, aumenteranno la capacità aerobica.

PESO CORPOREO
Gli effetti sono relativi al mantenimento del giusto equilibrio tra tessuto muscolare e adipe, aiuta a bruciare le calorie in eccesso che potrebbero accumularsi e del quale sarà più faticoso liberarsene dopo il parto.

PSICOLOGICO
Sicuramente l’acquaticità fa sentire meglio la gestante anche da un punto di vista psicologico sia per gli effetti benefici legati alla riduzione di numerosi disturbi tipici della gravidanza ma anche facilitando il rilassamento, e la consapevolezza del proprio corpo aiutando ad avere una buona percezione di sé stesse e aumentando la stima per il proprio corpo.
Alcuni esercizi in acqua permettono alla donna di sentirsi più vicina al proprio bambino, possono rivivere la propria esperienza di gestazione e di nascita.
Inoltre questa attività fatta non solo di esercizi individuali ma anche di gruppo permette alle donne di confrontarsi incoraggiandole ad avere fiducia tra loro e alla collaborazione.
Inoltre, lo stato gravidico sembra accentuare l’aumento di beta endorfine indotto dall’attività fisica.1 2
I benefici possono essere così riassunti:
Riduzione:
  • Lombalgia
  • Crampi di affaticamento
  • Sovraccarico articolazioni
  • Frequenza cardiaca e della pressione rispetto agli esercizi a terra
  • Edema arti inferiori
  • Formazione vene varicose
  • Emorroidi
  • Stitichezza
  • Ansia e paura

Miglioramento:
  • Tono muscolare generale
  • Allungamento muscoli della schiena
  • Consapevolezza della zona perineale
  • Postura
  • Mobilitazione bacino e colonna vertebrale
  • Capacità di trasporto nutrienti e ossigeno al feto
  • Capacità aerobica
  • Del bilancio energetico con vantaggi sul contenimento del peso corporeo
  • Rilassamento
  • Accettazione del corpo
  • Identificazione con il bambino
  • Libertà di movimento
  • Qualità del sonno ed il riposo
BIBLIOGRAFIA
1  Acquaticità rosella Pisano, Marco Siccardi, Sperling e Kupfer editori, 2000
2  Manuale del parto in acqua, Janet Balaskas, Yehudi Gordon, Red edizioni 1992
3  Guidelines of the American College of Obstetricians and Gynecologists for exercise during pregnancy and the postpartum period R Artal, M O’Toole, American College of Obstetricians and Gynecologists
4  Exercise in pregnancy, RCOG, 2006
5  La salute della donna . Il benessere del perineo . P. Greco, G. Bracco, R. Palma, M. Pierattelli, Comune di Firenze, Quartiere 2
6  Water aerobics II: maternal body composition and perinatal outcomes after a program    for low risk pregnant women, Cavalcante et al; Reproductive Health, Reprod Health. 2009 Jan 6;6:1
7  Water aerobics in pregnancy: cardiovascular response, labor and neonatal outcomes,             Baciuk et al; Reproductive Health 2008,
8  Water Aerobics Reduces Sick Leave due to Low Back Pain During Pregnancy, Aina B Granath et al,  AWHONN, the Association of Women’s Health, Obstetric and Neonatal Nurses, 2006
9  A Pilot Study on the Effects of Aquatic Exercises on Discomforts of Pregnancy Sheila A . Smith and Yvonne Michel, AWHONN, the Association of Women’s Health, Obstetric and Neonatal Nurses, 2006
10 Physical therapy for pregnancy-related low back and pelvic pain: a systematic review BRITT STUGE , GUNVOR HILDE AND NINA VøLLESTAD Acta Obstet Gynecol Scand 2003
11 Exercise in Water During Pregnancy VERN L. KATZ, CLINICAL   OBSTETRICS AND GYNECOLOGY Volume 46, Number 2, 432–441  2003
12 Water Exercise in Pregnancy Vern L. Katz Seminars in PerinatoIogy, VoI 20, No 4 (August), 1996: pp 285-291
13 Edema of Pregnancy: A Comparison of Water Aerobics and Static Immersion TAMI    KENT, The American College of Obstetricians and Gynecologists 1999
14 Interventions for preventing and treating pelvic and back pain in pregnancy (Review) Pennick V, Young G The Cochrane Collaboration. 2009
15 Exercise During Pregnancy and the Postpartum Period, CLINICAL OBSTETRICS AND GYNECOLOGY Volume 46, Number 2, 496–499  2003
16 Maternal Exercise during Pregnancy, Physical Fitness, and Fetal Growth Maureen C.  Hatch, American Journal of Epidemiology. 1993 May 15;137(10):1105-14
17 Effect of a single bout of exercise on the mood of pregnant woman, Polman R. e altri, the Journal of Sports Medicine Physical Fitness. 2007 Mar;47(1):103-11
18 Water gymnastic reduced the intensity of back/low back pain in pregnant woman.  Kihlstrand M. e altri
19 Exercise and pregnancy: a review. Bell R., Birth. 1994 Jun;21(2):85-95
20 The beta-endorphin responses of pregnant women during aerobic exercise in the water. McMurray RG e altri, Medicine in Scienze in Sports and Exercise. 1990 Jun;22(3):298-303
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