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Dell'acqua e dell'uomo (prenatale)

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SORGENTE

Sss, lo senti? Senti questo suono

Un suono quasi silenzioso, buono,

un suono di bisbiglio, un fruscio,

un suono sciolto, in basso marmorio

il suono dell' acqua che esce,

il suono fresco dell' acqua che nasce.

Sss, amici, zitti...lo sentite

Il suono di quest' acqua quieta e mite?

Sss, lo sentite? Lo sentite, gente,

il suono di quest' acqua di corrente?

Roberto Piumini

 


 

L' acqua ricopre il 71% della SUPERFICIE TERRESTRE e se consideriamo tutte le sue forme, liquida, solida o gassosa, e' presente davvero ovunque sulla terra.

L' uomo stesso è costituito per il 60% di acqua; ed è forse per questo motivo che ne è da sempre così attratto.

Una cosa è certa, l'acqua permette ad ogni forma di vita di nascere o di svilupparsi, e questo la rende fondamentale.

Tale prezioso elemento ha suscitato l' interesse della specie umana sin dall' antichità. Molti hanno cercato di contenerla, di studiarla, di utilizzarla secondo le proprie necessità; irrigare i campi, attraversare mari, produrre energia, ma non solo.

L' umanità ha attribuito all' acqua svariati significati, dai quali per secoli, culture e religioni hanno tratto insegnamenti, fondamenti, rituali e credenze.

L' acqua che scende da una cascata o che zampilla da una roccia è considerata "acqua viva", che rigenera ed è forse per questo che in ogni città scorgiamo con piacere la presenza delle fontane.

L' uomo è così legato all' elemento acquoso come fonte di vita che vederlo scorrere o zampillare richiama in lui un senso di rinascita.

L' acqua è un elemento che accomuna e avvicina popoli e culture differenti, anche molto lontane.

Uno dei significati più ricorrenti attribuiti all' acqua è quello della PURIFICAZIONE.

Alla chiesa cristiana appartiene il sacramento del battesimo: ogni nuovo "fratello" attraverso l' immersione in "acqua santa" entra a far parte della chiesa di Dio.

L'acqua purifica l'uomo dal peccato originale così da farlo rinascere a vita nuova.

Nelle sacre scritture troviamo molti altri richiami a questo elemento e quasi sempre in riferimento a miracoli :

dal Vecchio Testamento con la fuga degli ebrei attraverso il Mar Rosso al Nuovo con il miracolo della trasformazione dell' acqua in vino operata da Gesù Cristo.

L'acqua cosiddetta "santa" possiamo trovarla anche nella religione induista.

Per gli induisti il fiume Gange è considerato sacro e come nel Battesimo cristiano i fedeli si immergono nelle sue acque per purificarsi.

In Messico i nuovi nati vengono lavati in acqua e accompagnati da preghiere e ringraziamenti alla dea dell' acqua, considerata la vera madre del bambino.

In Gambia le donne che faticano ad avere figli vengono immerse nello stagno del "coccodrillo sacro" perché si ritiene che le sue acque favoriscano il concepimento.

Gli uomini e le loro credenze hanno avvolto l' elemento acqua in un alone di mistero dal quale sono nati non solo simboli religiosi ma anche leggende e tradizioni legate alle creature acquatiche fantastiche che la popolano.

La più diffusa è la leggenda delle sirene : strane ed affascinanti abitanti del mare; donne bellissime dai lunghi capelli e una grossa pinna al posto degli arti inferiori.

Nella tradizione popolare le sirene hanno simboleggiato bellezza e seduzione, per i marinai perdizione e morte, poiché la leggenda narra che con il loro canto ammaliante abbiano attirato e trascinato molti uomini nel profondo degli abissi.

Non sono però solo le sirene le uniche creature leggendarie abitanti del mare. Nella mitologia greca possiamo incontrare anche tritoni e ninfe guidati da Poseidone il dio del mare.

Anche i cosiddetti "mostri marini" hanno terrorizzato la fantasia di molti.

Ancora oggi, in età moderna, la leggenda del famoso Mostro di Lochness attrae e inquieta.

Le creature acquatiche sono solo un elemento fantastico che ha affascinato per millenni o possiamo trovare in loro fondamenti scientifici?

Secondo Sir Alister Hardy (Oxford 1930) la spiegazione alle differenze tra uomini e scimmie è un adattamento degli umani alla vita acquatica.

Tale adattamento, finalizzato al nuoto, avrebbe portato l' uomo a raddrizzarsi ed assumere così la posizione eretta.

Nonostante le "teoria acquatica" non sia stata accolta dagli antropologi, restano evidenti gli aspetti anatomici che la sostengono:

-la stazione eretta e la forma affusolata e idrodinamica del corpo umano

-la perdita della pelliccia e la formazione di uno strato di grasso sottocutaneo, tipico degli animali acquatici.

-la sensibilità dei polpastrelli, utile a riconoscere gli oggetti immersi in acqua.

- la straordinaria capacità dell' uomo di controllare il proprio respiro come solo gli animali acquatici sanno fare, così come il rallentamento dei battiti cardiaci al momento dell' immersione.

-La forma del naso, utile a proteggere le narici durante il nuoto, simile a quello della scimmia nasica, abile negli spostamenti a nuoto.

-Le lacrime salate degli occhi umani.

La buona articolazione dei suoni, migliore negli animali acquatici, che può aver contribuito allo sviluppo di un linguaggio.

L' insieme di tutte queste evidenze anatomiche possono però solo portare a formulare l' ipotesi acquatica, ma non è ancora possibile verificarla attraverso precisi documenti fossili, anche se i dati attuali di paleo-antropologia ci confermano che le più antiche forme umane sono state trovate in prossimità dell' acqua.

Indipendentemente però dalla teoria acquatica è possibile a tutti notare che il neonato possiede una spiccata acquaticità dalla nascita.

Se tralasciamo per un momento ipotesi e teorie scientifiche sul rapporto uomo acqua, la domanda è: perché il bambino sta semplicemente bene immerso in acqua?

Che il feto viva durante i nove mesi di gestazione completamente immerso in una sostanza acquosa non è un ipotesi, ma un dato di fatto, quindi anche per questo semplice motivo, l'importanza dell'elemento acquoso nella vita del bambino dalla sua nascita merita di essere considerata e approfondita.

Al momento della nascita il bambino cambia in maniera radicale il suo "habitat", quindi viene a lui mancare l'ambiente naturale e familiare fino a quel momento conosciuto.

A quale scopo? Non sarebbe più favorevole al nascituro creare un continuum tale da risparmiargli possibili traumi e garantire lui un passaggio nel mondo più graduale e piacevole?

Una possibile soluzione è rappresentata dalla nascita in acqua.

Il parto in acqua oggi è una opportunità che molte future madri scelgono per il proprio bambino e per se stesse.

Infatti l'utilizzo dell' acqua durante il travaglio e il parto può rappresentare una sorta di antidolorifico naturale. In acqua il dolore non scompare ma se ne modifica la percezione, inoltre il peso corporeo diminuisce ed è possibile rendere più fluidi i movimenti ed adattarli alle esigenze del bambino che si trova così a nascere con più naturalità in un ambiente sicuramente più intimo e contenuto.

Dopo il parto il neonato ha la possibilità di rimanere in acqua insieme alla madre e questo porta ad un contatto fisico più forte.

Stare immersi riduce l'ansia e migliora l'intimità; ciò è positivo e può rappresentare un regalo importante che la neo-mamma fa a se stessa e al proprio bambino.

Perciò, partendo dalla nascita e proseguendo nei mesi successivi immergere da subito il bambino e praticare con lui corsi di acquamotricità, non deve essere considerata dai genitori solo la possibilità di far vivere un' esperienza nuova al proprio figlio, bensì una forma di rispetto per ciò che il bambino ha conosciuto e ha vissuto prima di nascere, per la sua memoria.

Nella mia personale esperienza di educatrice nei nidi e nelle scuole dell' infanzia, posso notare che i bambini ci offrono continuamente messaggi e suggestioni che richiamano l' acqua e la loro forte attrazione per questo elemento.

Sta a noi adulti raccoglierli e valorizzarli, possiamo considerarle fantasie, possiamo chiamarle invenzioni infantili, oppure possiamo riconoscerle come tracce, ricordi.

 

Illustrazione 1: M.5 ANNI: " l'acqua della piscina non è quella del mare perchè non è fatta di pioggia"

 

Illustrazione 2: M. 3 ANNI: "un pò di acquetta"

 

Illustrazione 3: A. 3 ANNI:  "Guarda! Cè tutta l' acqua morbida. Cè anche la bimba"

 

Illustrazione 4: S. 2 ANNI E MEZZO: " L'acqua è blu e un pò grigia, qui dentro ci sono io"

 

 

 


 

IL FIUME

Nasce un bambino, il mondo le accoglie

Trova la pelle e perde le piume

Trova le mani e perde le foglie

Diventa uomo e trova il suo FIUME

 

Fiume che nasce dalla SORGENTE

Gocce di voce nel buio profondo

Bocche di mamme che cantano lente

Chiamano i figli, che vengano al mondo

 

Si fa TORRENTE il fiume bambino

Scalpita i piedi e frulla le mani

La mamma gioca con quel pesciolino

Il circo magico dei corpi umani

 

Poi il fiume cade nella CASCATA

Salto del cuore in un gran scintillio

Ora la mamma si è un po' allontanata

Lei è più bella, se io son più io

 

Ed ora il fiume ha una bella CORRENTE

Che porta cose, che corre, che viene

La mamma mostra quel flusso potente

Si chiama mondo e ci appartiene

 

Il fiume cresce, accoglie AFFLUENTI

Le mamme escono, vanno al lavoro

Altri mi portano i loro torrenti

Io...tu...noi...loro

(Bruno Tognolini)

 


 

Tesi di DanielaFumagalli

 


 

BIBLIOGRAFIA

.Paolo Sorgnelli

"Storia sociale dell' acqua" riti e culture

(Bruno Mondadori)

 

.Teti V.

"Storia dell' acqua, mondi materiali e universi simbolici"

(Donizzelli editore)

 

.Elaine Morgan

"L'origine della donna"

(Einaudi editore)

 

.Stefano Bordignoni, Chiara Carminati, Pietro Formentini, Roberto Piumini, Giusi Guarenghi, Guido Quarzo, Bruno Tognolini

"Gocce di voce"

(Ed. Fatatrac)

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