Scuola istruttori nuoto in gravidanza e neonatale

Catalogo Corsi

Gardaland 1993

Delfini neonati

Il nostro Spot Sangemini

Spot Sangemini :: Università dell'acqua.

Benefici dell'acquamotricità prenatale

E-mail Stampa
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

BENEFICI PSICO-FISICI DELL’ACQUAMOTRICITA’ PRENATALE
di Letizia Bellenzier


INTRODUZIONE

Il bollettino tecnico dell’American College of Obstetrician  and Gynecologists afferma che l’attività fisica praticata in stato di gravidanza e in assenza di controindicazioni assolute non è dannoso. (1)

Tale bollettino mette anzi in evidenza come lo sport, condotto con assiduità durante tutto il periodo della gestazione, possa portare a dei benefici sul piano psico-fisico sia materno che fetale. Una risorsa di benessere per madri e piccini che tuttavia può avere dei limiti. Esiste infatti una soglia di sforzo oltre la quale i muscoli impegnati nell’attività fisica sottraggono sangue e ossigeno alle arterie uterine e quindi al feto. In questo senso il tipo di attività sportiva praticata assume notevole importanza: i vantaggi in termini di salute sono validi solo per le attività aerobiche ovvero esercitazioni di lunga durata ma a bassa intensità di sforzo.
Tra queste spiccano le attività motorie in acqua che attualmente stanno riscontrando molto interesse essendo stato dimostrato da alcuni studi l’evidente beneficio apportato alla diade madre-feto.
I benefici materni sembrano essere sia fisici che psicologici.
Molti disturbi comuni della gravidanza compreso l’affaticamento, i problemi legati alla stasi venosa, il gonfiore delle estremità, il dolore a livello lombo-sacrale, sono ridotti in donne che praticano una costante attività motoria in acqua (2).

Le donne attive durante la gravidanza riferiscono meno insonnia ed è stata riscontrata una minore percentuale di depressione e ansia (3).

Inoltre l’attività motoria in acqua contribuisce al potenziamento della muscolatura deputata al sostegno del crescente peso dell’addome nonché di quella coinvolta durante il parto e riduce l’eccessivo aumento di peso il quale può essere correlato con eventi ostetrici sfavorevoli.
E’ importante sottolineare come stare nell’acqua non implichi necessariamente il saper nuotare.
Spesso le lezioni di nuoto insegnano a stare sopra l’acqua dimenticando che esiste anche un mondo dentro l’acqua e un modo di starci dentro.
L’acquaticità è quindi la consapevolezza di muoversi in un altro elemento diverso dalla terra le cui regole sono del tutto e ci allontanano, apparentemente, dalla vita quotidiana, ma ci restituiscono una profonda conoscenza di noi stessi e delle nostre emozioni.
Le piccole apnee proposte in acqua possono essere propedeutiche per affrontare la fase espulsiva del travaglio e la donna può raggiungere una maggiore coscienza del proprio respiro.
In acqua la mente controlla maggiormente il corpo e questo risulta essere vantaggioso in previsione del parto quando la partoriente dovrà “dominare” il dolore senza perdere la capacità di assecondare le spinte.
E’ importante concludere affermando che quando si parla di acquamotricità prenatale si parla anche di accompagnamento prenatale inteso soprattutto come relazione affettiva tra madre e bambino vera essenza del benessere psico-fisico di entrambi.

BENEFICI FISICI DELL’ACQUAMOTRICITA’

Una delle alterazioni ben note durante la gravidanza è quella posturale che si verifica col progredire dello stato gravidico ovvero con l'aumentare del volume dell'utero gravido. La gravidanza sviluppa gradualmente e progressivamente una spiccata lordosi della colonna vertebrale. Questa situazione determina una alterazione del centro di gravità. Oltre ad un trascinamento in avanti da parte dell’addome si viene a creare ad opera degli alti livelli di relaxina ed estrogeni una maggiore lassità a livello delle articolazioni e dei legamenti specialmente del cingolo pelvico. Tali modificazioni non impediscono alla donna incinta di praticare attività fisica anzi l’acquamotricità può ridurre e alleviare tutti quei disturbi collegati alle transitorie trasformazioni collegate allo stato gravidico.
Il peso del corpo immerso in acqua si riduce di circa 1/6 di quello a terra permettendo l'esecuzione di movimenti con minore fatica e senza sforzi eccessivi riducendo pertanto, in modo sensibile, il rischio di traumi alle articolazioni ai quali la donna in gravidanza è molto più esposta effettuando esercizi sulla terra ferma.
Lo spostamento in avanti del baricentro corporeo costringe la gestante ad assumere atteggiamenti compensatori con la schiena costituiti appunto dall'accentuazione della curva lombare e dorsale, di qui i dolori muscolari alla schiena che affliggono molte gestanti negli ultimi mesi di gravidanza. Disturbi ancora una volta ridotti se l'attività fisica viene regolarmente condotta in acqua.
Uno studio svedese condotto dalla Dott. M. Kihlstrand  (4) ha dimostrato che: l’ attività motoria in acqua diminuisce sensibilmente l’intensità del  dolore alla schiena, soprattutto a livello lombo-sacrale, durante la gravidanza. Tale studio è stato condotto su 129 donne che hanno partecipato ad una seduta settimanale di ginnastica in acqua durante la seconda metà della gravidanza e i risultati sono stati paragonati con un gruppo di controllo formato da altre 129 donne le quali si erano astenute dall’effettuare tale attività. Inoltre da questo studio non è emerso un significativo aumento delle infezioni urinarie e vaginali relative al gruppo di acquamotricità.
Grazie alla riduzione del peso corporeo che si verifica in acqua le articolazione risultano sottoposte ad una minore sollecitazione permettendo alla donne in gravidanza una maggiore capacità di movimento e quindi una migliore flessibilità del sistema articolare. In alcuni corsi vengono eseguiti appositi movimenti mirati alla mobilizzazione dell’articolazione coxo-femorale e alla mobilizzazione della colonna vertebrale.
Nei corsi di acqua motricità  sono presenti anche esercizi per gli addominali, muscoli che ricoprono un ruolo di rilievo sia in gravidanza, sostenendo il peso dell’utero gravido che durante il periodo espulsivo del parto, in quanto vanno a coadiuvare la forza espulsiva data dalle contrazioni uterine. Per questi motivi è importante, al contrario di quanto affermato fino a poco tempo fa, allenare ed esercitare questi muscoli senza chiaramente caricare la donna di uno sforzo eccessivo.
Gli esercizi devono mirare anche alla tonificazione, all’ irrobustimento e all’allungamento dei muscoli della fascia pelvica ( glutei e muscoli perineali) per migliorare la loro capacità di sostegno, dei muscoli delle cosce, dei muscoli dorsali che vengono messi a dura prova a causa del cambiamento di postura e dei muscoli di spalle e braccia fornendo una buona preparazione in vista dell’allattamento. 
Il corpo immerso in acqua, soprattutto in posizione verticale, viene dolcemente compresso dalla pressione idrostatica che favorisce il riassorbimento dei liquidi dal compartimento extravascolare entro il letto vascolare, determinando una temporanea espansione del volume plasmatici.
Tale effetto provoca una diminuzione nella produzione di ormone antidiuretico (ADH), dell’attività del sistema renina – angiotensina – aldosterone ed un incremento nella produzione del peptide natridiuretico atriale (ANP), che si traducono in un aumento della diuresi e riduzione dei liquidi extracellulari (5).

Tali affermazioni suggeriscono quindi l’importanza dell’esercizio in acqua come terapia favorevole alla diminuzione dell’edema, evento molto frequente durante la gestazione (6).

Una ulteriore e importante motivazione per incoraggiare la donna in gravidanza a preferire l’esercizio motorio in acqua rispetto ad altri tipi di ginnastica riguarda l’effetto dell’esercitazione sulla funzione cardiaca.
L’organismo infatti, sottoposto ad esercizio, risponde con una frequenza cardiaca più bassa di circa quindici battiti al minuto, se confrontato con un esercizio di pari intensità, ma praticato all’asciutto.
Un riflesso fisiologico del cuore alla pressione del liquido che riduce il rischio di raggiungere sotto sforzo frequenze cardiache troppo elevate (7).

Un altro rilevante dato è stato studiato dall’equipe del Prof. Katz (8) il quale afferma che durante  l’esercitazioni in acqua non sono state riscontrate nel gruppo di gestanti da lui esaminate, alterazioni dalle frequenze cardiache fetali e anzi, in 21 casi su 23 le prove dei NST dopo l’esercitazione risultavano reattivi in dieci minuti. Dopo tali affermazioni sarà quindi possibile rassicurare le gestanti sull’assenza di rischi per quanto riguarda il benessere dei loro bambini durante lo svolgimento degli esercizi di acquamotricità.

Il massaggio stesso dell’acqua apporta un effetto benefico a livello della microcircolazione del sangue migliorando così l’efficacia del sistema cardiovascolare senza influire sulla pressione. Questo tipo di azione dell’acqua è molto importante durante la gravidanza in quanto può favorire il ritorno venoso che si presenta rallentato soprattutto a livelli degli arti inferiori a causa del peso esercitato dall’utero gravido e può portare a fastidiosi problemi come la pesantezza delle gambe o la comparsa di varici.

J.F. Clapp  (9) ha condotto uno studio su un campione di 44 donne prima e durante la gravidanza.
Sono state sottoposte a valutazione sia le gestanti che hanno continuato gli esercizi motori con costanza per tutta la gravidanza sia quelle che gli hanno interrotti nelle prime settimane di gestazione.
Il risultato è stato che: l’attività motoria effettuata durante l’intero corso della gravidanza non influenza l’incremento del peso e dei depositi del tessuto adiposo sottocutaneo per quanto riguarda la gravidanza iniziale, al contrario, tende a far diminuire ambedue i paramentri nelle fasi finali della gravidanza riducendo quindi la possibilità di eventi ostetrici sfavorevoli collegati all’eccessivo aumento ponderale.
Tuttavia il peso rimano in conformità con la gamma che comprende l’intervallo di normalità.
Per la prima volta  le raccomandazioni pubblicate dall’Università America degli Ostetrici e Ginecologi (ACOG) nel Gennaio 2002 suggeriscono un ruolo possibile dell’esercitazione fisica nella prevenzione primaria del diabete gestazionale.

BENEFICI PSICOLOGICI DELL’ACQUAMOTRICITA’

Artefice dello sviluppo e nascita della vita intrauterina è la donna che, attraverso una costante mutazione fisiologica, si rende protagonista di un percorso straordinario, non privo di difficoltà al quale è necessario dedicare momenti di assoluto benessere fisico ma anche e soprattutto psichico al fine di arrivare più preparata al momento del travaglio e della fase espulsiva.
Esiste sicuramente una stretta correlazione tra benessere fisico e psichico essendo questi due aspetti profondamente collegati l’uno all’altro e in equilibrio tra loro nella vita di ogni essere umano.
Questo aspetto si fa ancora più forte quando la donna si trova in gravidanza in quando questa situazione implica una serie di mutamenti biologici rilevanti che non possono essere scissi da variazioni altrettanto importanti di natura psicologica.
L’acqua trova anche qui la sua giusta collocazione e risulta essere come sempre preziosa. Essa rappresenta sia allegoricamente che realmente, l’oceano primordiale da cui ha origine la vita in quanto da protezione al germe, poi all’embrione e al feto.
L’acqua è calma, serenità e armonia e quindi un utile elemento per favorire il rilassamento e la consapevolezza del proprio corpo assecondandone le necessità.
L’immersione in acqua conferisce alle future mamme un benessere corporeo e mentale in quanto, immerse in questo liquido, si sentono leggere e armoniose ma anche forti e vitali.
Alcuni esercizi eseguiti durante i vari incontri di acquamotricità richiamano alla mente la perfetta quiete del feto nel liquido amniotico permettendo alla donna di immedesimarsi nelle condizioni del bambino che porta in grembo e facendola sentire più vicina al piccolo che deve nascere.
Immerse in acqua le donne sono portate a rivivere la proprio esperienza di gestazione e di nascita e tale fenomeno può sviluppare in loro una maggiore attenzione alle necessità del proprio
L’acqua essendo come il liquido amniotico in continuo movimento, culla il nascituro con un ritmo regolare e vi trasmette tutti i messaggi più soffusi dell’animo materno generando una maggiore sintonia tra madre e bambino che faciliterà l’instaurarsi del rapporto anche dopo la nascita.
In acqua la mente controlla maggiormente il corpo generando quindi una maggiore consapevolezza di quest’ultimo che sarà importante in previene del parto.
A tale scopo, una delle finalità dei corsi di preparazione al parto in acqua è cercare di indicare e sperimentare alcuni strumenti che favoriscono la capacità propria di ogni donna di percepire il proprio corpo, di unire la mente al corpo in una costante introspezione che la porterà consapevolmente più preparata al lieto evento.
Altro aspetto positivo dei corsi di acquamotricità è il lavoro di gruppo importante per la possibilità di confronto tra donne nella stessa situazione ma anche perché permette l’esecuzione di alcuni esercizi in coppia, utili al miglioramento della fiducia e della collaborazione.
La donna in acqua si muove liberamente seguendo il proprio istinto, permette che il proprio corpo venga trascinato e mosso dolcemente dall’acqua senza ostacolarla anzi, la percepisce e l’asseconda.
Tutto questo è ciò che meglio può essere paragonato al parto appunto: seguire il proprio istinto, avere fiducia in se stesse e nelle proprie capacità, lasciare fare al corpo e non ostacolarlo, ma percepirlo e assecondarlo.
L’approccio con l’acqua deve essere incentrato sulla sensazione, i movimenti in acqua saranno ampi, lenti e personalizzati e permetteranno la sincronia con il proprio respiro favorendo una situazione di rilassamento e minore rigidità.
Un vantaggio da non sottovalutare è il fatto che l’attività fisica acquatica svolta in gravidanza riduce la percezione del dolore durante il travaglio grazie alla secrezione costante, per tutto il periodo della gestazione, di beta-endorfine, sostanze in grado di innalzare la soglia personale di tolleranza al dolore, evento che quindi non può che risultare benefico soprattutto dal punto di vista psicologico per la gestante (10).

CONCLUSIONI

A sostegno di quanto detto è possibile affermare che tutte le donne in gravidanza e in assenza di controindicazioni specifiche dovrebbero essere consigliate ed incoraggiate a partecipare ad esercizi motori aerobici per migliorare il loro equilibrio psico-fisico e di conseguenza anche quello del loro bambino oggi spesso compromessi dai ritmi dell’attuale quotidianità.
L’ acquamotricità rappresenta sicuramente la più mirata e completa attività fisica da effettuare durante la gravidanza per tutti gli effetti benefici correlati all’azione dell’acqua.
L’esercizio in acqua durante la gravidanza inteso appunto come esercizio fisico e affettivo è importante quindi sotto molti punti di vista:

  • fisiologico ovvero mira a far nascere individui fisicamente sani;
  • psicologico in quanto il benessere interiore che raggiunge la donna fa sì che questa assuma un atteggiamento positivo nei confronti del proprio corpo e del proprio bambino;
  • preventivo perché l’attività motoria in acqua può rappresentare un programma di prevenzione primaria rispetto ad alcune problematiche ostetriche
  • sociale favorendo la socializzazione tra donne che si trovano nella stessa condizione.

E’ fondamentale inoltre ricordare che i corsi di acquamotricità per gestanti  rappresentano eventi propedeutico per la preparazione al parto: sperimentano con le donne momenti di rilassamento e di conseguente diminuzione della tensione muscolare che la donna sarà invitata a ricercare  soprattutto nella fase prodromica e dilatante e offrono esercizi di respirazione e di piccole apnee utili nella fase espulsiva.
A deduzione di questo è facile capire come mai oggi quasi tutte le piscine, le società sportive ed alcune aziende sanitarie si stanno attrezzando per strutturare corsi di acquamotricità facendo fronte alle numerose richieste delle gestanti.

NOTE

1)  Artal R. O’Toole M. Guidelines of the American College of Obstetricians and Gynecologists for exercise during pregnancy and postpartum period. Saint Louis University, St Louis, MO, USA. Br J Sports MED 2003;37:6-12

2)  Wallace AM Boyer DB Dan A. Holm K. Aerobic exercise, maternal self-esteem, and physical disconforts during pregnancy. 1986 J Nurse Midwifery;31 (6):255-62

3)  Clapp JF. 3rd, Rokey R., Treadway JL, Carpenter MW, Artal RM, Warrnes C. Exercise in pregnancy. Med  sci Sports Exerc 1992;24:S294-300.

4)  Kilstrand M.,Stendman B., Nilsson S.,Axelsson O. Water-gymnastics reduced the intensity of back-low back pain in pregnancy woman. Acta Obstetrica Ginecologica Scandinavica, 1999;78 (3):180-5

5)  Katz V. Water exercise in pregnancy. Seminal Perinatol 1996 20 (4); 285-91.

6)  Kent T. Katz V.Gregor J. Edema of Pregnancy: a comparison of water aerobics and static immersion. Obstetrics & Gynecology 1999;94:726-729

7)  McMurray RG, Katz VL, Berry MJ, Cefalo RC. Cardiovascular responses of pregnant woman during aerobic exercise in water: a longitudinal study. Int J Sport Med, 1988, 9 (6);443-7.

8)  Katz VL, Mc Murray R, Berry MJ, Cefalo RC. Fetal and uterineresponses to immersion and exercise. Obstet Gynecol 1988;72;225-30

9)  Clapp JF., Little KD. Effect of recreational exercise of pregnancy weight gain and subcutaneous fat deposition. Med Sci Sports Exerc.1995;27 (2): 170-7

10) McMurray RG., Berry MJ., Katz V. The Beta-endorphin responses of pregnant women during aeroboc exercise in the water. Med Sci Exerc 1990; 22 (3): 298-303.

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 
Sei qui: Home TESINE Benefici dell'acquamotricità prenatale

Sedi dei corsi


 

- PRENATALE                                     
LAZIO: Roma
LOMBARDIA:  Castano Primo - MI
VENETO: Terme di Montegrotto - PD

- NEONATALE
LAZIO:  Roma
LOMBARDIA: Milano,