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MENTRE TU TI CULLI …..
(terapia dell’acqua)

Analisi del rapporto tra acqua e madre, acqua feto, del rapporto ambivalente e successive valutazioni degli aspetti terapeutici dell’acqua.
di CIBIROLI ELISABETTA

 

“ Il mondo è il mio grembo,
e il grembo di mia madre fu il mio  primo mondo “

Ronald Laing

 

L’acqua come culla naturale, ambiente ideale nel quale prende forma e si sviluppa la vita.

Il primo approccio con il mondo avviene attraverso l’acqua, la stessa che ci accompagnerà per tutta la nostra esistenza dal momento del concepimento a quello della morte.
Veniamo concepiti dall’amore, cullati dall’acqua materna che gelosamente ci custodisce e ci prepara in ogni singola, piccolissima e perfettissima parte per nove mesi; un simbolo ricorrente che si ripropone come elemento essenziale e costante nella nostra vita. L’acqua e’ tutti i liquidi, è fluida, fluente, in costante movimento, in costante cambiamento, a volte lento e quasi impercettibile, a volte veloce e precipitoso. In nessun momento è uguale a se stessa.

L’acqua è espansione, è profondità, è recettiva e purificante; è terapeutica, portatrice di energie segrete e guaritrice. L’acqua è la sessualità, le appartiene la riproduzione, le appartengono le emozioni, i legami.

Gli snodi principali della vita di ogni essere umano, animale e vegetale passano attraverso l’acqua: da essa prendono forma, si propagano al mondo e in questo vivono.

La gravidanza come esperienza meravigliosa, ripetibile nella sua unicità: un utero che si ingrossa, una pancia che cresce e si modella intorno allo splendido mistero della vita.
Mentre attendevo impaziente e curiosa che i miei figli venissero al mondo, ho sempre pensato al mio grembo come ad una calda ed accogliente culla dove loro avrebbero iniziato nel silenzio propagatore dell’acqua a vivere la loro futura esistenza.

Tutto viene modellato e mutato in relazione alla forma e ai bisogni del nascituro, ogni parte del corpo prende piena consapevolezza di questo piccolo e dolce ospite provvedendo in maniera perfetta al suo sostentamento e al suo equilibrio da questo momento in avanti.
Il “pancione” lo protegge lasciando ugualmente filtrare piccoli rumori, le luci della vita esterna, il vissuto quotidiano. L’acqua, come elemento naturale, si impegna ad essere una morbida ed avvolgente coperta e la futura madre diventa custode gelosa dell’essere.

Così come loro si cullavano in me, nello stesso modo io mi rilassavo, fisicamente e psicologicamente, cullata da onde di caldi mari tropicali o da acque fintamente azzurre di una piscina.

In questo costante scambio di intense emozioni la diade mamma-bambino si rafforza in maniera ineluttabile ed ogni singolo comportamento è volto alla protezione di sé e del proprio figlio.
Il liquido che avvolge il bambino, dalla natura studiato come essenza vitale, diventa anche oggetto di protezione materiale, così come la stessa madre trova nell’acqua un accogliente rifugio dove coccolarsi, rilassarsi, rigenerarsi lasciandosi trasportare dalla dolce leggiadria delle acque.

L’acqua ci racconta di sé, di noi e degli altri nella misura in cui noi sappiamo ascoltarla.
Ci trasmette emozioni, ci riporta a vissuti lontani, ad esperienze già consolidate, ci offre la possibilità di provarne di nuove.
Ci permette di vivere, di crescere, di scoprirci capaci di azioni e comportamenti mai sperimentati prima d’ora.

Soprattutto ci rende capaci e orgogliose di accettare anche il grande cambiamento subito del nostro corpo facendoci ugualmente sentire spedite e leggere nei movimenti come prima che tutto mutasse.
Ci fa capire che ogni cosa ed ogni attività devono essere adattate ma non cancellate dalla nostra vita.
Ci rende in questo modo molto più consapevoli.

Tutte le volte che tuffandomi dal bordo di una piscina buco l’acqua con le mani e l’attraverso con tutte le parti del corpo, mi accorgo di provare sensazioni sempre diverse da quelle già vissute in precedenza, ogni piccola bolla d’aria che esce dalla mia bocca porta con sé una parola, un pensiero, un po’ di me e subito penso a quante bolle che portano con loro una storia possono essere contenute in una piscina.

Ed è così che ho pensato tante volte a quanto avrebbe potuto essere utile ed importante per donne in gravidanza, neonati, bambini anche con problemi fisici o comportamentali, anziani o semplicemente per coloro che ne avessero sentito la necessità, rilassarsi, rigenerarsi e trovare nuove energie da questo connubio con l’elemento primario di vita, quello con cui veniamo a contatto prima ancora di essere.

Da qui la voglia di trasmettere agli altri la mia sensazione di serenità che mi ha condotto ai primi studi di base nei quali ho trovato conferme alle mie intuizioni personali.

Stare in acqua non significa solamente saper nuotare, ma soprattutto scoprire se stessi, gli altri prendendo consapevolezza del proprio e altrui corpo in relazione al nuovo ambiente che ci circonda.

L’acqua intesa come elemento è fonte di energia creativa originaria, tutto ha origine in essa e non c’è vita senza acqua.

L’acqua rappresenta la femminilità per eccellenza e la donna porta con sé  la sua sessualità  durante tutta la gravidanza.

E’ donna, mamma, bambina.

Donna, consapevole del suo ruolo, si preoccupa di vivere al meglio creando intorno a sé un ambiente positivo e ricco di emozioni vibranti e palpabili.

Mamma, culla il proprio bambino offrendogli la perfezione nella vita intrauterina trasmettendogli sensazioni di amore e protezione.

Bambina, nella regressione che accompagna la donna durante tutta la gestazione, ed è proprio di questa fase il ritorno involontario all’infanzia per trasmettere inconsciamente al nascituro tutto ciò che di bello e gioioso ha caratterizzato il suo passato.

Pertanto rimanere nella naturalità dell’acqua significa rimanere nella nascita.

L’acqua comunica con l’essere umano non in modo verbale, ma adopera preferenzialmente canali sensoriali, tattili, creando stati emozionali unici ed irripetibili.

Il corpo della donna in gravidanza, in continua metamorfosi evolutiva, cerca nell’acqua il suo centro vitale e l’ambiente acquatico viene considerato come tale dalla gestante; un mondo di benessere terapeutico, fisico e mentale, sia per lei che per il suo bambino.

Il mondo subacqueo è ricco di fascino, di sorprese e soprattutto è mistica l’azione che l’acqua imprime sul corpo umano.

L’elemento acquatico svolge, pertanto, sull’essere umano una sorta di terapia che rafforza anima e corpo. 
Nell’incontro con l’acqua l’anima dell’essere umano viene risanata, guarita e purificata riprendendo l’antico vigore; una trasformazione che si attiva attraverso un medicamento spirituale che nel cattolicesimo viene interpretato appunto nella figura assolutiva dell’acqua in tutte le sue forme.
Aspersioni ed immersioni permettono di liberarsi da colpe e peccati commessi: così è con il Battesimo per i cristiani, con il Mikvè ( una piscina di acqua piovana dove era necessario immergersi nudi ) nell’antico rito ebraico, con il bagno nel Gange per gli induisti, con le abluzioni prima della preghiera per ebrei e musulmani.

L’anima viene elevata in maniera trasfigurativa dal potere delle acque; il corpo umano infatti data la sua natura terrena necessita di un contatto più esplicito e sensoriale dal quale trarre i benefici apportati dal suo potere terapeutico.

L’essere umano immergendosi in acqua avverte immediatamente numerose sensazioni legate ai cinque sensi, ognuno dei quali provvede ad analizzarle secondo le proprie competenze.

Sollievo, paura, rilassamento, benessere, freddo…………  innumerevoli le percezioni che in qualche modo coinvolgono il corpo umano e lo inducono a particolari comportamenti.
Colui che si accosta al mondo acquatico in modo positivo coglie all’istante un senso di ampio e prolungato benessere nel quale sciogliere le tensioni fisiche e psicologiche del suo essere.

L’acqua massaggia delicatamente il corpo facendolo dondolare dolcemente sulla sua superficie, ma, in realtà all’interno della vasca succede molto di più perché ci si abbandona totalmente lasciandosi cullare e muovere accarezzate dalla sinuosità delle onde.

Inconsciamente si ricerca l’abbandono totale per liberarsi momentaneamente di tutto quello che ci circonda e ci vincola quotidianamente.
Per chi invece deve vincere la paura dell’acqua è consigliabile suggerire, oltre ad un adeguato approccio gestito con determinate tecniche di insegnamento guidato ( un ambientamento mirato alla conoscenza dell’acqua, delle sue caratteristiche, delle sue proprietà) di affidarsi ad essa confidando nelle sue capacità di coinvolgimento.

A tale proposito è proponibile l’esperienza di partecipazione ad un corso di Water Shiatsu nel quale, oltre ai benefici per rigidità osteo-articolari, ricerca del rilassamento e del benessere, l’operatore, mediante movimenti impressi al corpo del massaggiato, a loro volta ampliati dal dondolio delle acque, trasmette energie positive e terapeutiche che sollevando da ogni pensiero lasciano unicamente spazio alla consapevolezza del fluire benefico delle acque.

Questa tipologia di esperienza, può essere considerata di tipo regressivo in quanto ci rimanda al ricordo della vita prenatale dove il liquido amniotico era il nostro solo ed unico mondo.

I benefici dell’acqua sono inoltre riscontrabili anche ad un livello puramente fisico, in quanto la stessa viene utilizzata nella rieducazione funzionale e riabilitativa delle varie parti del corpo umano mediante attività motorie specifiche che sfruttano l’effetto di un quasi completo scarico gravitazionale.

I corpi immersi nell’acqua assumono il cosiddetto “ peso acquatico “ cioè il peso del corpo parzialmente diminuito, dalla riduzione degli effetti della forza di gravità, durante l’attività svolta in posizione verticale in differenti altezze d’acqua.

ALTEZZA  DELL’ACQUA                                              PESO ACQUATICO                                                       

Acqua al collo circa 5-10% del peso terrestre
Acqua alle spalle
circa 15-20% del peso terrestre
Acqua al petto circa 30-35% del peso terrestre
Acqua all’ombelico circa 50%  del peso terrestre
Acqua alla coscia circa 60-70% del peso terrestre
Acqua al ginocchio  
circa 80-90% del peso terrestre

In questi casi l’acqua viene utilizzata come coadiuvante nel ripristinare situazioni post-operatorie che devono essere ricondotte ad una totale funzionalità o parzialmente degenerative delle quali occorre contenere la degenerazione mediante la sollecitazione del movimento.

Le funzionalità dell’acqua sono comunque molteplici e di svariata tipologia a seconda della valenza che le viene attribuita dall’utente che si avvicina al mondo acquatico.

Lasciamo alla mente, liberata da ogni pensiero, il compito di entrare in completa sintonia con l’acqua, di comunicare ad essa i nostri stati emozionali, offrendole la possibilità, attraverso il nostro corpo, di portare a galla le energie positive e gli stati emotivamente negativi.

Ogni singola persona sceglie in ragione del proprio bisogno quale terapia l’acqua debba svolgere sul suo corpo seguendo la propria condizione e inclinazioni.

Pertanto, l’acquafitness, intesa come definizione generale che raggruppa tutte le attività motorie acquatiche, svolte prevalentemente con il corpo in posizione verticale, rivolte ad un pubblico amatoriale che mira al raggiungimento di uno stato di benessere psicofisico generale attraverso la pratica di lezioni divertenti, efficaci e molto varie per struttura e per l’utilizzo di differenti attrezzi, può offrire a qualsiasi persona una differente opportunità di “ terapia “ intesa nel senso più ampio e profondo della parola.

L’acqua rappresenta quindi la bellezza, il massaggio, la tonificazione , la cura di sé che si riassumono nella ricerca del sentirsi bene, a proprio agio con sé e con gli altri.

Pertanto, la gestante si avvicina all’acqua per la ricerca di equilibrio dinamico e benessere, volto al miglioramento di sé e alla protezione del nascituro.

Il movimento al quale viene sottoposto il corpo materno sfrutta l’acqua nell’aumentare la stimolazione del flusso della microcircolazione periferica senza complicanze venose, della respirazione cutanea, del massaggio e della tonificazione muscolare a basso impatto, permettendo di creare una maggiore elasticità muscolare e dei tessuti utile all’evoluzione del feto e ottimale per il momento della nascita.

Una madre che si immerge in acqua intraprende ogni volta un viaggio personale alla scoperta di sé, incontra nel segreto il suo bimbo e coccola il suo grembo attendendo impaziente che la vita le regali uno splendido sorriso.

L’acqua … la materia si dissolve… la vita ci chiama.

L’acqua … ci accompagna per mano… e ci culla nella vita.

Bibliografie:

Il fitness in acqua: manuale FIN
Donna e donna: articolo
Idroterapia: articolo
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